{"id":4530,"date":"2020-11-29T11:28:38","date_gmt":"2020-11-29T10:28:38","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/?p=4530"},"modified":"2020-11-29T11:28:38","modified_gmt":"2020-11-29T10:28:38","slug":"e-se-un-vaccino-funzionasse-meno-di-un-altro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2020\/11\/29\/e-se-un-vaccino-funzionasse-meno-di-un-altro\/","title":{"rendered":"\u201cE se un vaccino funzionasse meno di un altro?\u201d"},"content":{"rendered":"<p><em>Rilancio sul blog un\u2019intervista al prof <strong>Paolo Bellavite<\/strong> pubblicata venerd\u00ec su il giornale.it\u00a0<\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\"><br \/>\n\u201cQuando saranno pubblici gli studi di efficacia e sicurezza dei vaccini anti-COVID si presenter\u00e0 un nuovo dilemma. Cosa faremo con il vaccino che funzioner\u00e0 meno? Non vorrei essere nei panni del ministro Speranza&#8230;\u201d. Gi\u00e0, la libera concorrenza &#8211; che significa anche mettere a disposizione della popolazione il prodotto migliore &#8211; pare svanita di fronte all\u2019emergenza Coronavirus. Ce lo spiega <\/span><b>Paolo Bellavite<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, ematologo, ricercatore e gi\u00e0 professore di Patologia Generale. \u201cI governi hanno gi\u00e0 acquistato i vaccini anti-COVID prima del loro sviluppo, ma non significa che quando arriveranno non li pagheremo pi\u00f9. Ne abbiamo solo finanziato, in parte, la produzione\u201d.<\/span><\/p>\n<p><b>In Italia avremo a disposizione il vaccino dell\u2019azienda americana Pfizer e quello italo-inglese AstraZeneca. Visto che di entrambi si sta parlando di efficacia al 90%, non potrebbe accadere che funzionino allo stesso modo?<\/b><\/p>\n<p>\u201cAssai improbabile perch\u00e9 sono basati su meccanismi molto diversi. Quindi \u00e8 facilmente prevedibile che, ad un\u2019attenta revisione dei risultati quando saranno pubblicati, <i>alcuni vaccini risulteranno pi\u00f9 efficaci e sicuri di altri. <\/i>Pu\u00f2 anche darsi che la competizione sar\u00e0 vinta da chi produrr\u00e0 un vaccino a minor costo o pi\u00f9 maneggevole nei trasporti e stoccaggi. Sarebbe molto curioso che alla fine si dimostrasse vantaggioso sul mercato mondiale il vaccino prodotto dalla nazione da cui \u00e8 partito il virus. In ogni caso va detto che, al momento, l\u2019efficacia, cos\u00ec come la sicurezza, non si conoscono. Siamo in attesa degli studi\u201d.<\/p>\n<p><b>Lo ha detto anche il professor Crisanti e lo stanno mettendo in croce per questo. Si dice che avrebbe dovuto tacere e che ha prestato il fianco ai no-vax.<\/b><\/p>\n<p>\u201cInvece, \u00e8 il punto cruciale. Ogni farmaco che entra sul mercato \u00e8 anticipato da un lavoro pubblicato e sottoposto alla revisione del mondo scientifico. \u00c8 interesse dei cittadini che\u00a0 le aziende si presentino in questo modo e anche il nostro ministro, che ha finanziato gli studi con il denaro pubblico, dovrebbe pretenderlo\u201d.<\/p>\n<p><b>Per\u00f2 dei vaccini in arrivo si sta gi\u00e0 dicendo che sono efficaci al 90%&#8230;<\/b><\/p>\n<p>\u201cA confondere \u00e8 la parola <i>efficacia<\/i>. Al momento si \u00e8 visto che questi vaccini producono una reazione immunitaria, ossia il sistema immunitario di chi lo riceve sviluppa linfociti. \u00c8 un fatto normale, qualsiasi sostanza estranea iniettata provoca una risposta anticorpale. Ma poi occorre vedere se questi anticorpi sono sufficienti a proteggere davanti alla \u2018prova\u2019 della malattia. Sono le valutazioni delle fasi 2 e 3\u201d.<\/p>\n<p><b>&#8230;che, questa volta, sono state fatte insieme e velocemente per far fronte all\u2019emergenza.<\/b><\/p>\n<p>\u201cEsatto. Ma gran parte delle sperimentazioni sono ancora in corso ed occorre guardare i lavori quando sono completi e pubblicati. Capire come si \u00e8 svolta la somministrazione, se al gruppo di controllo \u00e8 stato dato un placebo, un altro vaccino o nulla, conoscere l\u2019et\u00e0 dei partecipanti, l\u2019incidenza e l\u2019intensit\u00e0 della malattia, capire se il vaccino riduce i contagi e di quanto, infine se si tratta di prodotti sicuri\u201d.<\/p>\n<p><b>Come si fa a sapere se sono prodotti sicuri?<\/b><\/p>\n<p>\u201cLa sicurezza \u00e8 valutata nella fase 1, poi anche nelle fasi successive e persino nella fase post-marketing. Ma finora si sa solo qualcosa della fase 1 e in modo molto limitato per un vaccino della fase 2, perch\u00e9 il controllo delle reazioni avverse \u00e8 durato solo una settimana (sono apparse pubblicazioni su riviste come <i>Lancet<\/i>, <i>JAMA<\/i> o <i>New England Journal<\/i>). Invece, trattandosi di vaccini fatti con procedure nuove e mai collaudate nel mondo, sarebbe opportuno protrarre lo studio di sicurezza per diversi mesi. Infine, un aspetto molto delicato \u00e8 la valutazione del nesso causale degli eventi avversi dopo le vaccinazioni, cio\u00e8 capire se la reazione patologica \u00e8 dovuta veramente al vaccino o ad altre cause concomitanti. Questo passaggio valutativo normalmente \u00e8 fatto mediante un \u201calgoritmo\u201d messo a punto da OMS, che per\u00f2 non \u00e8 privo di aspetti critici, come ho dimostrato in un recente lavoro (<a href=\"https:\/\/pubmed.ncbi.nlm.nih.gov\/32269767\/\"><b>Qui<\/b><\/a>)<\/p>\n<p><b>In che senso questi vaccini sono diversi da quelli che abbiamo usato fino a oggi?<\/b><\/p>\n<p>\u201cIl vaccino cinese in fase pi\u00f9 avanzata di studio e produzione \u00e8 stato formulato con procedura conosciuta, ossia utilizzando il virus inattivato e usando l\u2019alluminio come adiuvante. Quelli europei e americani iniettano particelle o virus vettori contenenti i filamenti di RNA che, con vari accorgimenti tecnologici, vengono fatti entrare nelle nostre cellule. Saranno poi le cellule umane a produrre le proteine tipiche del virus, che il nostro sistema immunitario riconoscer\u00e0 come estranee, dando il via al processo di immunizzazione. In teoria, i filamenti di RNA possono entrare in qualsiasi cellula del tessuto dove il vaccino \u00e8 iniettato o arriva diffondendosi: muscolo, connettivo, sangue, neuroni&#8230;\u201d.<\/p>\n<p><b>\u00c8 una procedura che potrebbe compromettere l\u2019equilibrio del sistema immunitario?<\/b><\/p>\n<p>\u201cIl rischio \u00e8 &#8211; al pari di un\u2019infezione virale &#8211; che si attivi un\u2019aggressione autoimmune: le cellule che producono le proteine virali vengono viste come estranee e perci\u00f2 attaccate dal sistema immunitario. In alcuni soggetti predisposti geneticamente o per suscettibilit\u00e0 di altro tipo, una reazione autoimmune pu\u00f2 espandersi e divenire sistemica, attaccare anche altri organi. Di questo ho parlato nel testo di critica all\u2019algoritmo OMS che ho sopra citato. Ripeto: ci\u00f2 pu\u00f2 succedere anche dopo un\u2019infezione virale, per questo dico che gli eventi avversi devono essere misurati anche a medio termine, ossia per mesi. Cos\u00ec si possono mettere sulla bilancia rischi e benefici e si pu\u00f2 scegliere consapevolmente\u201d.<\/p>\n<p><b>Quindi, lei rafforza la posizione di Crisanti?<\/b><\/p>\n<p>\u201cCertamente. Sono per la massima cautela. La fretta \u00e8 cattiva consigliera e sono perplesso sulle richieste di deroga alle normali procedure autorizzative, che vengono via via presentate dalle varie case farmaceutiche in competizione. Se poi sento ventilare eventuali obblighi, ricatti o patentini, la perplessit\u00e0 diventa immediatamente totale contrariet\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><b>L\u2019Inghilterra sta cercando con urgenza uno strumento di intelligenza artificiale per elaborare \u201cl&#8217;elevato volume previsto di reazioni avverse del vaccino Covid-19\u201d, cliccate <\/b><a href=\"https:\/\/ted.europa.eu\/udl?uri=TED:NOTICE:506291-2020:TEXT:EN:HTML&amp;src=0\"><b>qui<\/b><\/a><b>. Cosa ne pensa?<\/b><\/p>\n<p>\u201cBen venga uno strumento di questo tipo, purch\u00e9 sia un software efficace e indipendente e non si dimentichi l\u2019apporto di medici, infermieri, famiglie. Conosciamo gi\u00e0 i limiti della cosiddetta sorveglianza passiva, \u00e8 importante allestire una raccolta segnalazioni sistematica e attiva della durata di almeno sei mesi. Lo scopo, come abbiamo detto \u00e8 una scelta informata\u201d.<\/p>\n<p><b>Quando scomparir\u00e0 la pandemia?<\/b><\/p>\n<p>\u201cNon sono un profeta ma se guardiamo al comportamento dei precedenti coronavirus dovremmo dire che tender\u00e0 a diminuire. Le epidemie di coronavirus si manifestano a ondate, con un picco, in genere d\u2019inverno, e una pausa d\u2019estate. Certo che la pandemia \u00e8 un problema ben pi\u00f9 grave perch\u00e9 sono possibili reinfezioni per passaggi tra i continenti e tra gli emisferi\u201d.<\/p>\n<p><b>E poi dovrebbero spontaneamente sparire?<\/b><\/p>\n<p>\u201cIn genere accade cos\u00ec. Oggi il 14-15% delle persone testate \u00e8 positivo al virus, il numero totale delle persone immunizzate per via naturale \u00e8 destinato a crescere. Se dovesse arrivare un SARS Cov3 troverebbe una popolazione con una sorta di immunit\u00e0 sufficiente a rendere il prossimo virus meno aggressivo. Bisogna contare anche sull\u2019immunit\u00e0 di tipo cellulare (linfociti T \u201cmemoria\u201d) che in parte \u00e8 crociata con altri coronavirus\u201d.<\/p>\n<p><b>Quindi, lei \u00e8 ottimista.<\/b><\/p>\n<p>\u201cS\u00ec se fossimo di fronte a un virus naturale, no se fosse ingegnerizzato. In questo secondo caso non sapremmo per quali scopi sia stato messo a punto e potrebbe avere comportamenti molto diversi dai virus conosciuti.\u201d<\/p>\n<p><b>Ma non \u00e8 stata chiarita l\u2019origine?<\/b><\/p>\n<p>\u201cNo. Si parla di \u201csalto di specie\u201d, ma non \u00e8 stata trovata alcuna specie animale con questo virus; giocoforza non si sa se e come sia avvenuto il passaggio. Non sarebbe la prima fuga di virus selvaggi coltivati e modificati e l\u2019origine del COVID-19 ancora dubbia potrebbe darci l\u2019occasione per riflettere.\u00a0 Nel dubbio, vista la gravit\u00e0 del fenomeno verificatosi, la sola possibilit\u00e0 che sia uscito da un laboratorio dovrebbe far rivalutare la moratoria di ricercatori internazionali che chiedeva la sospensione degli esperimenti detti <i>gain of function<\/i> (guadagno di funzione) nei laboratori di tutto il mondo.\u201d Cliccate <a href=\"https:\/\/mbio.asm.org\/content\/mbio\/5\/6\/e02366-14.full.pdf\">qui<\/a> per leggere la moratoria.<\/p>\n<p><b>\u00c8 stato utile il lockdown?<\/b><\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, ha avuto senso perch\u00e9 non si sapeva cos\u2019altro fare per interrompere la crescita tumultuosa ed evitare il sovraccarico delle terapie intensive, ma con la scienza del poi possiamo osservare che inizi\u00f2 troppo tardi (i primi contagi si erano visti gi\u00e0 a fine febbraio e si era capito che non si trattava di un singolo focolaio) e dur\u00f2 troppo a lungo, perch\u00e9 la curva epidemica a met\u00e0 aprile era in evidente decrescita e le terapie intensive erano alleggerite. Anche se la curva temporale non dimostra di per s\u00e9 l\u2019efficacia della misura (perch\u00e9 nello stesso periodo si sono verificati notevoli cambiamenti climatici), \u00e8 difficile negare l\u2019importanza del lockdown nel moderare le occasioni di contatto, visto oltretutto che si ignorano altri sistemi per fermare un virus che si diffonde cos\u00ec rapidamente. Parlo solo dell\u2019aspetto epidemiologico, non dell\u2019impatto di una misura cos\u00ec grave sull\u2019economia e sulla vita delle persone. Le mascherine non servono quasi a nulla all\u2019aperto e ai bambini nell\u2019ambiente scolastico creano molto disagio. Il distanziamento di almeno un paio di metri, invece, si \u00e8 dimostrato efficace in studi appropriati, mentre la chiusura delle persone in casa o nelle residenze per anziani senza adeguate indicazioni e attrezzature per la prevenzione dei contagi spiega una buona parte della mortalit\u00e0 della prima ondata. Quello che\u00a0 alimenta la confusione e nuoce alla credibilit\u00e0 \u00e8 il continuo produrre Dpcm oltre al colpevolizzare le persone, come se l\u2019epidemia stessa dipendesse dal presunto cattivo comportamento di qualche singolo soggetto, magari sanissimo. Non parliamo poi del carico di paura che si vuol tenere costantemente alto. Si continua a ripetere che solo il vaccino ci salver\u00e0 ma, come abbiamo detto, \u00e8 ancora tutto da dimostrare. <i>Nessun vaccino fatto con microrganismi uccisi o virus inattivati o ingegnerizzati \u00e8 riuscito a eradicare la malattia verso cui era diretto.<\/i> Meglio non farsi illusioni, che potrebbero essere pagate con grandi delusioni e molte vittime\u201d.<\/p>\n<p><b>Le chiedo se ci chiarisce la questione dell\u2019immunit\u00e0. Chi ha gi\u00e0 contratto il COVID-19 dovrebbe dormire tra due guanciali, eppure da quando \u00e8 iniziata l\u2019epidemia ci viene continuamente detto che ci si potrebbe riammalare. Se \u00e8 cos\u00ec, a cosa serve vaccinarsi?<\/b><\/p>\n<p>\u201cCircolano diverse teorie strampalate e indimostrate, figlie dell\u2019ignoranza di statistica ed epidemiologia. Ma i capisaldi dell\u2019immunologia non cambiano solo perch\u00e9 il virus \u00e8 nuovo. Primo: la maggior parte delle malattie infettive conferisce un\u2019immunit\u00e0 di maggiore o minore durata, ma \u00e8 sempre accaduto di potersi riammalare di qualche malattia infettiva. Non spesso ma pu\u00f2 succedere. Secondo: la durata degli anticorpi non \u00e8 eterna. Quando una persona \u00e8 guarita non continua a produrre anticorpi, non le servirebbero. Le resta per\u00f2 un\u2019immunit\u00e0 cellulare data dai linfociti memoria T di maggiore durata, anche anni o decenni se il soggetto nel frattempo subisce qualche richiamo naturale. Terzo: la teoria dell\u2019effetto gregge (valida per le grandi epidemie, meno per i vaccini) spiega che, quando una grossa fetta di popolazione \u00e8 immune verso un\u2019infezione, questa circola meno, al punto che, oltre una certa soglia critica, non circola pi\u00f9 nemmeno tra i soggetti non immuni.\u00a0<span style=\"font-weight: 400\">Dopo una malattia come il COVID-19 restano anticorpi, tant\u2019\u00e8 che vi sono molti donatori di plasma, ma la durata degli anticorpi da vaccinazione \u00e8 un aspetto che al momento non si conosce e che emerger\u00e0 dagli studi\u201d.<\/span><\/p>\n<p><b>Per\u00f2 ci ammaliamo di raffreddore (rinovirus e coronavirus) tante volte&#8230;<\/b><\/p>\n<p>\u201cVero, ma non sappiamo se le \u201ctante\u201d volte dipendono dall\u2019incontro di altrettanti ceppi di virus. Ogni virus pu\u00f2 avere anche decine di ceppi e i virus sono centinaia\u201d.<\/p>\n<p><b>Durante il primo lockdown lei ha pubblicato uno studio sull\u2019arancia. <\/b><a href=\"https:\/\/pubmed.ncbi.nlm.nih.gov\/32823497\/\"><b>Qui<\/b><\/a><b>.<\/b><\/p>\n<p>\u201cCercando di proteggere me e i familiari ho pescato fra le mie conoscenze delle medicine complementari e dei nutraceutici. Oltre a bere grandi spremute di arancia utilizzavamo un integratore, <i>l\u2019acetilcisteina<\/i>. Vi sono diversi studi su questo antiossidante potentissimo impiegato anche per contrastare le influenze. Avendo poi tempo a disposizione ho studiato l\u2019arancia e gli altri agrumi e con sorpresa, assieme al collega Alberto Donzelli, abbiamo compreso che a bloccare i coronavirus non \u00e8 tanto la vitamina C quanto pi\u00f9 probabilmente <i>l\u2019esperidina<\/i>, il principale flavonoide contenuto in questi frutti\u201d.<\/p>\n<p><b>Che propriet\u00e0 ha?<\/b><\/p>\n<p>\u201cNegli studi di simulazione molecolare condotti al computer si comporta come un anti virale, blocca la proteina spike (quella che facilita l\u2019ingresso del SARS-CoV-2 nelle cellule) e, se il virus entra nella cellula, gli impedisce di replicarsi. Inoltre, combatte lo \u201cstress ossidativo\u201d che si sviluppa nelle cellule attaccate dai virus. Nella rassegna citata abbiamo raccolto gli studi di simulazione molecolare e di laboratorio, per questo \u00e8 corretto parlare di <i>plausibilit\u00e0<\/i>, non di efficacia clinica dimostrata\u201d.<\/p>\n<p><b>Poi, da questo studio, \u00e8 nato un integratore.<\/b><\/p>\n<p>\u201cEsatto, dopo la pubblicazione della rassegna sulla rivista <i>Antioxidants<\/i>, sono stato contattato da una Azienda leader nella ricerca in microimmunoterapia, la quale mi ha chiesto di collaborare alla realizzazione di un integratore a base di esperidina, alla quale abbiamo aggiunto la <i>quercetina<\/i>, un altro flavonoide che avevo studiato nel mio laboratorio anni fa. Questa sostanza, abbassando i livelli di istamina, ha la propriet\u00e0 di tenere sotto controllo i meccanismi dell\u2019infiammazione. Inoltre, abbiamo aggiunto la vitamina C che pure ha effetto antiossidante e contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario. La letteratura del possibile effetto benefico nel COVID-19 di queste tre sostanze \u00e8 molto vasta e in rapida crescita. Cos\u00ec \u00e8 arrivato l\u2019integratore\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Rilancio sul blog un\u2019intervista al prof Paolo Bellavite pubblicata venerd\u00ec su il giornale.it\u00a0 \u201cQuando saranno pubblici gli studi di efficacia e sicurezza dei vaccini anti-COVID si presenter\u00e0 un nuovo dilemma. Cosa faremo con il vaccino che funzioner\u00e0 meno? Non vorrei essere nei panni del ministro Speranza&#8230;\u201d. Gi\u00e0, la libera concorrenza &#8211; che significa anche mettere a disposizione della popolazione il prodotto migliore &#8211; pare svanita di fronte all\u2019emergenza Coronavirus. Ce lo spiega Paolo Bellavite, ematologo, ricercatore e gi\u00e0 professore di Patologia Generale. \u201cI governi hanno gi\u00e0 acquistato i vaccini anti-COVID prima del loro sviluppo, ma non significa che quando arriveranno [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2020\/11\/29\/e-se-un-vaccino-funzionasse-meno-di-un-altro\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":992,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[387565],"tags":[404983,404986,404981,117954,404985,404984,404982],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4530"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/wp-json\/wp\/v2\/users\/992"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4530"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4530\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4533,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4530\/revisions\/4533"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4530"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4530"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4530"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}