{"id":4611,"date":"2021-02-17T18:10:31","date_gmt":"2021-02-17T17:10:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/?p=4611"},"modified":"2021-02-17T20:50:19","modified_gmt":"2021-02-17T19:50:19","slug":"ecco-la-terapia-domiciliare-covid-19","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2021\/02\/17\/ecco-la-terapia-domiciliare-covid-19\/","title":{"rendered":"Ecco la terapia domiciliare Covid 19"},"content":{"rendered":"<p>Le notizie belle, finalmente. La prima: la Covid in forma grave si pu\u00f2 curare. La seconda: si pu\u00f2 essere seguiti da un medico (anche se non \u00e8 il nostro), a casa, in ogni fase della malattia, senza dover andare in ospedale. La terza: avevamo smarrito la fiducia e la stiamo ritrovando.<\/p>\n<p>Si capisce dalle decine di messaggi di gratitudine rivolte a questi medici. Scorrono uno dietro l\u2019altro, sulla pagina Facebook del gruppo \u201cTerapia domiciliare Covid 19\u201d dove gli iscritti, che due giorni fa erano 93.000, aumentano via via con il passaparola.<\/p>\n<p>Prima di spiegarvi come funziona il tutto, mi soffermo su due particolari: la <i>riconoscenza<\/i> delle persone curate che, anche se frequente e auspicabile, ha sempre del miracoloso (poi ve ne mostro un esempio). E il senso di <i>incredulit\u00e0<\/i> &#8211; spesso mescolato alla gratitudine &#8211; che racconta molto di come siamo diventati. Ci pare quasi impossibile oggi, per come ci \u00e8 stato raccontato questo virus, guarire dalla Covid; ci pare incredibile \u201cmeritare\u201d un medico che si interessi a noi, che ci corregga la terapia per giorni e giorni. E che lo faccia con successo anche se i malati sono tanti, si hanno 96 anni e almeno tre patologie croniche. Infine, ma non da ultimo, che a farlo sia un medico del Sistema sanitario pubblico.<\/p>\n<p><b>Andiamo con ordine<\/b><\/p>\n<p>Le informazioni sono disponibili sul sito <a href=\"https:\/\/www.terapiadomiciliarecovid19.org\/aiuto\/\">terapiadomiciliare.org, <\/a>rete costruita dall\u2019avvocato <b>Erich Grimaldi<\/b> nell\u2019aprile scorso assieme al gruppo Facebook. Quando, grazie alle autopsie, furono chiare le cause dei decessi, Grimaldi radun\u00f2 quei medici che si stavano interrogando su come trattare la malattia. Da Nord a Sud, oggi sono migliaia i professionisti che hanno condiviso l\u2019approccio terapeutico salva vita: 400-500 i medici che si confrontano nelle chat e che sono disponibili a curare i malati anche in video. Gli altri sono farmacisti, psicologi e psicoterapeuti, biologi nutrizionisti, fisioterapisti ed infermieri. Il comitato medico Cure domiciliari ha poi condiviso la propria esperienza con ricercatori americani \u201ca cui si sono aggiunti medici in Grecia, a Malta, in Per\u00f9, Bolivia, Cile, Colombia e Tanzania\u201d riferisce l\u2019avvocato.<\/p>\n<p>Il lavoro di Grimaldi non si limita all\u2019indispensabile \u201cfare rete\u201d. \u201cMi sono adoperato mandando Pec e preparando ricorsi per agevolare il lavoro dei medici quando ostacolato dalle istituzioni, sto chiedendo ad Aifa linee guida condivise per non creare disparit\u00e0 fra regioni, ho supportato i curanti che, davanti ai giudici, hanno chiesto il via libera del farmaco idrossiclorochina (ne abbiamo parlato <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2020\/12\/07\/cosi-lidrossiclorochina-finisce-al-consiglio-di-stato\/\">qui<\/a>), e, assieme alla collega <b>Valentina Piraino <\/b>del Foro di Roma, ho impugnato la determina della regione Lazio che subordinava\u00a0 la prescrizione dei farmaci all\u2019esito positivo del tampone, spesso tardivo o falso negativo, impedendo la possibilit\u00e0 di trattare la malattia ai primi sintomi\u201d.<\/p>\n<p><b>Come curarsi<\/b><\/p>\n<p>S\u00ec, perch\u00e9 trattare la malattia dal primo giorno di esordio, senza aspettare l\u2019esito del tampone, \u00e8 la chiave di volta della Covid. Lo confermano tutti i medici della rete. L\u2019anestesista <b>Stefano Manera <\/b>lo spieg\u00f2 a maggio, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2020\/04\/27\/come-ci-si-curera-nella-fase-2\/\">qui<\/a>. Oggi fa parte anche lui del gruppo.<\/p>\n<p>Abbiamo contattato <b>Alfredo Borghi<\/b>, medico di base della provincia di Varese e <b>Carlo<\/b> <b>Zanolini<\/b>, pediatra in pensione di Torino.<\/p>\n<p>Borghi ha curato tutti i suoi pazienti a domicilio, 109 da quando \u00e8 iniziata la pandemia, \u201csolo per quattro si \u00e8 reso necessario il ricovero, di questi, uno, purtroppo, \u00e8 morto.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Occorre intervenire il pi\u00f9 tempestivamente possibile, soprattutto se dall\u2019anamnesi capiamo che si tratta di un paziente a rischio, anziano, cardiopatico, iperteso, diabetico o maschio, over 50, con grasso viscerale. Perch\u00e9 l\u2019aspetto pi\u00f9 preoccupante della Covid non \u00e8 tanto la polmonite quanto la coagulazione intravascolare disseminata che scatena la tempesta di citochine infiammatorie. \u00c8 importante anche procurarsi un saturimetro\u201d.<\/span><\/p>\n<p>Nel dettaglio: \u201cIl nostro protocollo, se cos\u00ec lo vogliamo chiamare, \u00e8 in realt\u00e0 cucito addosso al paziente. Se la persona \u00e8 diabetica o leucemica dobbiamo scegliere il cortisonico che alzi meno la glicemia. A tutti prescriviamo alte dosi di vitamina D dal primo giorno, no al paracetamolo, meglio l\u2019antifiammatorio, subito un tipo di antibiotico che ha dimostrato azione anti virale ed eparina per evitare gli effetti della cascata infiammatoria (ha anch\u2019essa un\u2019azione anti virale).<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Poi, via via correggiamo. \u00c8 importante seguire il paziente tutti i giorni, oltre la prima settimana, per evitare ricadute\u201d. Borghi spiega che nonostante le terapie precoci, un 10% dei malati ha avuto la polmonite ma non in forma grave: \u201cSono stati tutti curati a casa, quando era necessario abbiamo fatto recapitare a domicilio l\u2019ossigeno liquido. Concludo: usiamo tutti farmaci in uso da anni e che costano pochissimo, per 100 pazienti ho speso 7mila euro\u201d.<\/span><\/p>\n<p>Il pediatra Carlo Zanolini, che vanta un\u2019esperienza trentennale nei pronti soccorso, \u00e8 stato chiamato da conoscenti e parenti dei bambini che aveva in cura. \u201cTelefonicamente ho seguito un centinaio di casi, nessuno ha avuto bisogno di ricovero. Le persone si sono sentite abbandonate, ma non mi stanco di ripeterlo, guai ad aspettare l\u2019esito di un tampone, si perde tempo prezioso. I bambini, salvo alcune eccezioni, non presentano forme gravi, per cui si pu\u00f2 adottare una politica di \u2018vigile attesa\u2019 ma bisogna aiutarli da subito ad aumentare le difese con integratori come lattoferrina, zinco, melatonina, vitamina D per facilitare la loro guarigione spontanea. In caso di peggioramento dei sintomi occorre, con tempestivit\u00e0, iniziare opportune terapie. Con il senno di poi dico che andavano maggiormente responsabilizzati i medici di Medicina generale. Una grande percentuale dei miei colleghi, anche su burocratiche indicazioni di protocolli regionali, ha delegato l\u2019intervento alle Usca (sono le unit\u00e0 di assistenza sul territorio) che non hanno la conoscenza del paziente e spesso hanno difficolt\u00e0 a collaborare con il curante\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 vero che dalla tosse e con l\u2019aiuto del saturimetro si pu\u00f2 capire se si \u00e8 di fronte a un caso di polmonite? \u201cCertamente, il medico bravo la riconosce anche senza ecografia. Grazie alle ultime ricerche della farmacologa\u00a0<b>Loretta Bolgan<\/b> si \u00e8 compreso che spesso il virus sfrutta i batteri per riprodursi e colonizza l\u2019intestino, sono perci\u00f2 due gli antibiotici da somministrare. Sono propenso ad affiancare integratori, anche in chi non manifesta sintomi o come prevenzione: vitamina D, vitamina C, selenio, zinco, lattoferrina, resveratrolo. Sarei favorevole all\u2019ivermectina, usata dai colleghi americani, \u00e8 stata approvata in giugno dalla FDA e ha un\u2019azione antivirale diretta\u201d.<\/p>\n<p><b>La gratitudine\u00a0<\/b><\/p>\n<p>Chi pensa di essere entrato in contatto con il virus si iscrive al gruppo Facebook, precisa i sintomi, e in base alla citt\u00e0 di residenza, \u00e8 contattato privatamente dal medico. Sono pubbliche le prime richieste d\u2019aiuto e i messaggi di ringraziamento. Come questo:<\/p>\n<p>\u201c<i>Grazie per i miei amati nonni di 94 e 96 anni, forse qualcuno ricorder\u00e0 il mio appello di un mese fa: tutti noi positivi, in isolamento a Taranto e loro due insieme ammalati a Roma, \u2018scompensati\u2019 nelle loro patologie pregresse, diabete alle stelle, pressione arteriosa fuori controllo, piedi gonfissimi, terapie fondamentali sospese da giorni, disidratati, con saturazione della nonna bassissima e profonda depressione<\/i>\u201d. La nipote racconta di due angeli medici (<b>Roberta Costantino<\/b> e suo marito endocrinologo, <b>Davide De Meo<\/b>) che si sono districati fra burocrazia e imprevisti \u201c<i>affrontando micosi, ulcere, inappetenza, insonnie, blocchi intestinali, crolli psicologici ed emotivi da paura<\/i>&#8230;\u201d<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Non sta pi\u00f9 nella pelle dalla gioia:.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Un semplice post lasciato su un social non poteva lontanamente farmi intuire la quantit\u00e0 di amore, dedizione, professionalit\u00e0 che abbiamo ricevuto.\u00a0<\/span><\/i><i>I nostri due angeli, ci hanno cambiati nel profondo, facendoci toccare con mano il potere della solidariet\u00e0, della gratuit\u00e0, della fiducia, il potere delle parole che possono &#8220;condannare&#8221; o far &#8220;risorgere&#8221;. Questa esperienza mi ha cambiato per sempre.<\/i><\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400\">Per me oggi, poter guardare i nonni negli occhi, vederli sorridere \u00e8 un immenso dono. E un onore \u00e8 stato restituire loro una briciola di quell&#8217;amore che da sempre hanno avuto per noi tutti\u201d.<\/span><\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Le notizie belle, finalmente. La prima: la Covid in forma grave si pu\u00f2 curare. La seconda: si pu\u00f2 essere seguiti da un medico (anche se non \u00e8 il nostro), a casa, in ogni fase della malattia, senza dover andare in ospedale. La terza: avevamo smarrito la fiducia e la stiamo ritrovando. Si capisce dalle decine di messaggi di gratitudine rivolte a questi medici. Scorrono uno dietro l\u2019altro, sulla pagina Facebook del gruppo \u201cTerapia domiciliare Covid 19\u201d dove gli iscritti, che due giorni fa erano 93.000, aumentano via via con il passaparola. 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