{"id":544,"date":"2011-09-02T21:21:34","date_gmt":"2011-09-02T21:21:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/?p=544"},"modified":"2011-09-02T21:21:34","modified_gmt":"2011-09-02T21:21:34","slug":"la-fine-del-maiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2011\/09\/02\/la-fine-del-maiale\/","title":{"rendered":"La fine del maiale&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2011\/09\/maiale1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-546\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2011\/09\/maiale1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2011\/09\/maiale1-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2011\/09\/maiale1.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Mi attraggono le notizie che parlano di cibo. Al supermercato mi muovo come un alieno appena atterrato sulla terra, leggo tutte le etichette e scarto le confezioni pi\u00f9 vendute: biscotti e crakers all\u2019olio di palma (diffidate dell\u2019ingrediente <em>olio vegetale<\/em> e privilegiate quelle che riportano olio d\u2019oliva o di semi, in genere se c\u2019\u00e8 scritto solo olio vegetale significa che \u00e8 stato usato un olio scadente, tipo di palma), succhi di frutta colorati e dolcificati con sciroppi di glucosio, scatolame salato, pane e farina bianca, formaggi non biodinamici, pesce d\u2019allevamento, tavolette di cioccolata senza l\u2019ingrediente principale, il cacao, che voglio almeno al 75%.<\/p>\n<p>\u00a0Determinante nella mia svolta nutrizionista \u00e8 stata una chiacchierata con il professor Franco Berrino dell\u2019istituto dei Tumori di Milano, si occupa di epidemiologia al dipartimento di medicina preventiva Cascina Rosa e guida i gruppi studio Diana dedicati alle donne che hanno avuto un carcinoma mammario. Con poche regole alimentari si riduce il rischio di recidiva. I primi studi sono iniziati parecchi anni fa, i risultati si toccano con mano, nel senso che la dieta contribuisce sul serio a far stare bene.<\/p>\n<p>\u00a0Il guaio \u00e8 che queste indicazioni sono poco ascoltate, l\u2019industria alimentare non le raccoglie perch\u00e9\u00a0 &#8211; forse con poca lungimiranza &#8211; non fiuta il business e al supermercato si fatica a trovare un latte di mandorla o di riso che non sia diluito nello sciroppo dolce\u2026<\/p>\n<p>\u00a0Difficile \u00e8 anche impersonare un sano equilibrio (e parlo per me!) e non comportarsi da fanatica integralista. All\u2019indomani della chiacchierata con Berrino fu lui stesso a suggerirmi di non scrivere sull\u2019onda dell\u2019emozione ma di leggere e far sedimentare le informazioni. Sono passati quattro mesi da allora, durante i quali ho sottolineato tutti i passaggi chiave di <em>Se niente importa<\/em> di Jonathan Safran Foer (ve lo consiglio!), \u00a0<em>Come prevenire il cancro a tavola<\/em> (di Franco Berrino) <em>In difesa del cibo<\/em> e <em>Il dilemma<\/em> <em>dell\u2019onnivoro<\/em>, entrambi di Michael Pollan.<\/p>\n<p>\u00a0All\u2019inizio, ammetto, \u00e8 stato un disastro, il primo giorno che ho fatto la spesa ho rovesciato sulla tavola fagioli, lenticchie, farro, pasta integrale, farina di segale e di kamut, noci e mandorle (oltre a frutta e verdura). In casa nostra \u00e8 abitudine impastare la pasta della pizza la domenica,\u00a0 il compito tocca al marito-principe e devo riconoscere che lo svolge al top. Di botto ho fatto sparire la farina 00, devo aver avuto sembianze e modi da extraterrestre, il principe mi ha guardato senza dire nulla\u2026 (in risposta abbiamo avuto la pizza segale e kamut!).<\/p>\n<p>Col tempo sto imparando a controllarmi, ora soppeso le conoscenze alimentari prima di coinvolgere i familiari e ho deciso che frequenter\u00f2 Cascina Rosa per riuscire a cucinare come si deve i dolci senza zucchero e i legumi in tutte le salse (in compagnia della mia amica Laura, ma questa \u00e8 un\u2019altra storia di cui vi parler\u00f2).<\/p>\n<p>\u00a0E per\u00f2 l\u2019attrazione per le notizie che parlano di cibo mi \u00e8 rimasta. Sentite queste: un\u2019agenzia uscita in \u00a0luglio riferisce che a Pechino sono stati condannati a morte e all\u2019ergastolo cinque persone colpevoli di aver prodotto e venduto clenobuterolo, sostanza tossica usata per stimolare la crescita dei maiali. I cinesi hanno venduto qualcosa come 2.700 kg di questa droga, per un profitto di 2,5 milioni di yuan (pari a 250mila euro). Qualche mese prima l\u2019industria alimentare cinese Jiyuan Shuanghui Food Co Ldt era finita nell\u2019inchiesta sul clenobuterolo e aveva ritirato 4mila partite di carne dai supermercati. I maiali drogati sviluppano poca massa grassa (e pare siano ambiti), gli uomini che mangiano questi prosciutti rischiano alterazioni cromosomiche e disturbi cardiocircolatori.<\/p>\n<p>\u00a0La seconda agenzia \u00e8 uscita il primo settembre, parla sempre di salsicce, questa volta create in laboratorio. Il salame artificiale uscir\u00e0 dall\u2019universit\u00e0 di Maastricht, fra sei mesi. Poi toccher\u00e0 all\u2019hamburger. Prodotti da cellule staminali di maiali e di mucche, stimolate, risolverebbero, secondo i ricercatori, due problemi: la fame nel mondo e la sofferenza degli animali. Senza contare un altro ambizioso obiettivo, quello di creare carne commestibile proveniente da animali in via di estinzione, tipo il panda-burger\u2026 Dimenticavo: una sottiletta di carne in vitro costerebbe 220mila euro (fonte Telegraph online). <em>Ora, ditemi, voi le assaggereste?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Mi attraggono le notizie che parlano di cibo. 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