{"id":5806,"date":"2026-03-23T21:17:59","date_gmt":"2026-03-23T20:17:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/?p=5806"},"modified":"2026-03-23T21:17:59","modified_gmt":"2026-03-23T20:17:59","slug":"fra-sete-di-giustizia-e-precarieta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2026\/03\/23\/fra-sete-di-giustizia-e-precarieta\/","title":{"rendered":"Fra sete di giustizia e precariet\u00e0"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\">Cari amici del blog,<\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s2\">Condivido con voi<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>la lettera che <strong>Maurizio Federico,<\/strong> biologo e ricercatore dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0, ha inviato a <a href=\"https:\/\/comedonchisciotte.org\/lisa-tribunali-e-referendum-il-trauma-della-macchina-della-giustizia\/\"><em>Comedonchisciotte<\/em><\/a>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s2\">Federico, come ricorderete, ha perso la figlia Lisa a 17 anni, nel 2020, per un trapianto di midollo sbagliato e, durante il dibattito sulla necessit\u00e0 di riformare la giustizia secondo i criteri previsti dal referendum, ha condiviso per iscritto l\u2019iter giudiziario da lui vissuto &#8211; e patito &#8211; assieme alla moglie Margherita. <\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s2\">Nonostante ci\u00f2 che questa famiglia ha attraversato fra carte bollate e aule di tribunali &#8211; <em>leggete lo scritto fino in fondo perch\u00e9 \u00e8 illuminante<\/em> &#8211; credo che con la scelta del No si sia persa l\u2019occasione di cambiare finalmente qualcosa. Magari non sarebbe stato quel <em>tutto<\/em> utile a ottenere giustizia per Lisa, come ha intuito il pap\u00e0, ma una piccola scossa per preparare il terreno.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s2\">Il racconto di Maurizio Federico appare senza speranza (ci chiediamo ancora una volta se le vittime di mala sanit\u00e0 otterranno mai un riconoscimento) e ci induce ora a ragionare su quale \u201cgiustizia\u201d possa garantire un\u2019udienza preliminare con un rito abbreviato (possibile se richiesta dall\u2019accusa secondo la riforma Cartabia) che impedisca qualsiasi testimonianza in aula, o deposizione, delle parti offese (oltre che dei periti).<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s2\">Qui la lettera:<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><em>Cosa ci ha insegnato la frequentazione di Tribunali, processi e carte bollate nel guidarci al referendum sulla riforma della giustizia che ci aspetta?<\/em><\/p>\n<p class=\"p3\"><em><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><strong>Elisabetta (Lisa) Federico<\/strong> mor\u00ec a soli 17 anni il 3 novembre 2020 all\u2019ospedale pediatrico Bambino Ges\u00f9 (OPBG) all\u2019esito di un trapianto di midollo osseo n\u00e9 necessario n\u00e9 urgente per combattere un disordine ematologico, e praticato in maniera cos\u00ec avventata da portarla alla morte dopo 17 giorni di urla, dolori e svenimenti tutti iniziati gi\u00e0 pochi minuti dopo l\u2019inizio dell\u2019infusione mortale. Morte sopraggiunta per il combinato disposto di una emolisi massiva dovuta all\u2019infusione di 350 mL di globuli rossi AB0 incompatibili e di una polmonite evidente gi\u00e0 la mattina dopo l\u2019infusione, per la quale per\u00f2, contravvenendo alle linee guida dell\u2019OPBG stesso, nessuna analisi microbiologica fu effettuata se non in punto di morte.<\/em><\/p>\n<p class=\"p3\"><em><span class=\"s2\">Io, padre di Lisa, e mia moglie riuscimmo a presentare la denuncia solo a un anno dalla morte, dopo una Via Crucis surreale quanto dolorosa per convincere qualche medico e qualche avvocato a supportarci in contrasto ai potentissimi medici dell\u2019OPBG i quali, a loro volta, <strong>mai si degnarono non di scusarsi, ma nemmeno di darci una qualsiasi spiegazione sull\u2019accaduto.<\/strong> All\u2019arrivo della cartella clinica abbiamo capito tutto ci\u00f2 che avevamo gi\u00e0 intuito.<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"p3\"><em><span class=\"s2\">Inizi\u00f2 quindi un iter giudiziario per noi non meno avvilente di ci\u00f2 che avevamo gi\u00e0 vissuto ai piedi del letto di nostra figlia agonizzante. L\u2019esito \u00e8 tuttora in sospeso tra colpi di scena, rinvii infiniti, avvocati arroganti e perizie fantasiose. Ma ora il tema non \u00e8 quello che sar\u00e0 il giudizio di merito conclusivo. <strong>Il tema \u00e8 il tremendo deficit di diritti che le parti offese si trovano a sopportare nei procedimenti penali<\/strong>. Tutto questo al di l\u00e0 di due macigni che gravano sulle spalle di chiunque voglia affidarsi alla giustizia per avere risposte: i tempi e le spese. Al giorno d\u2019oggi per affrontare la giustizia penale sono necessarie (ma non sufficienti) due condizioni: avere una aspettativa di vita lunga, e disporre di molti risparmi. Sfortunatamente per\u00f2, nessuno dei due aspetti sono considerati nella riforma della Giustizia cos\u00ec come ci viene proposta.<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"p3\"><em><span class=\"s2\">Oltre questi due macigni, destinati a rimanere tali qualunque sar\u00e0 l\u2019esito del referendum, esistono altri aspetti del processo penale che resteranno immutati in termini di negazione di diritti. Abbiamo avuto il \u201cprivilegio\u201d di viverli sulla nostra pelle e possiamo testimoniare quanto siano in grado di contribuire al quadro di frustrazione che il cittadino \u00e8 chiamato a sopportare ben prima di conoscere l\u2019esito della propria richiesta di giustizia.<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"p3\"><em><span class=\"s2\">Ci riferiamo all\u2019evidenza che <strong>si pu\u00f2 arrivare a una sentenza penale di primo grado senza che le parti offese, ma nemmeno i loro consulenti, possano mai rivolgere una sola parola al giudice.<\/strong> E quando, come nel caso del processo per la morte di nostra figlia Lisa, si \u00e8 certi (anche grazie alla mia formazione da biologo ricercatore dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0) di avere argomenti irrefutabili dal punto di vista tecnico da offrire al giudice per smentire le menzogne recitate sia dalla controparte che dai periti del Tribunale in enorme conflitti d\u2019interesse, il silenzio imposto diventa frustrante quanto parlare in un\u2019assemblea a microfono spento. E non bastano pur valorosi avvocati che ti sostengono. Per quanto preventivamente istruiti nella materia, poco possono nel contrastare le bugie di un perito menzognero <strong>al cospetto di un Giudice che mai, in nessuna udienza, pur ascoltando argomenti palesemente a lui misteriosi, ha interloquito sul merito chiedendo una spiegazione o un chiarimento.<\/strong> Evidentemente per il Giudice valeva la regola aurea secondo cui \u00e8 meglio tacere lasciando il sospetto di non capire nulla della materia, che non formulare una sola domanda fornendone la certezza.<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"p3\"><em><span class=\"s2\">Indimenticabili in proposito alcuni episodi vissuti durante la audizione dei medici scelti dal Giudice per produrre la perizia, talmente schierati dalla parte dei medici dell\u2019OPBG (\u201cla paziente Elisabetta Federico ha ricevuto tutte le cure del caso\u201d, concludeva) da costringerci a denunciare i periti per falso, e costringere il PM a chiederne il rinvio al giudizio.<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"p3\"><em><span class=\"s2\">\u201cProfessore, quello che sta sostenendo \u00e8 smentito da questo grafico pubblicato su una rivista internazionale\u201d osserv\u00f2 il nostro avvocato rivolgendosi al perito. \u201cNo, guardi, non ho gli occhiali, non ci vedo, non posso commentare\u2026e poi..ma che rivista \u00e8 questa?..io mica leggo questa roba qua..\u201d facendo finta di non vedere il grafico messo sotto il suo naso, che per\u00f2 rappresentava la sintesi di 20 anni ricerche pubblicate da svariate riviste scientifiche internazionali di primo piano. Ma questo fondamentale dettaglio lo sapevo ben io, che avevo scovato il grafico, non potevano saperlo i nostri avvocati, gi\u00e0 da me investiti da miriadi di concetti medico-scientifici a loro naturalmente estranei. E l\u00ec ho cominciato ad agitarmi, andavo e venivo dal banco dei nostri avvocati cercando di spiegare loro ci\u00f2 che mai avrebbero potuto riferire immediatamente al giudice.<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"p3\"><em><span class=\"s2\">\u201cMa quale sorpresa che Lisa abbia iniziato a soffrire subito dopo l\u2019apertura del deflussore? Tutti i pazienti che ricevono il midollo osseo avvertono molto dolore, tutti vengono trattati con la morfina\u201d . A questa altra menzogna recitata dal perito davanti a tutti noi e davanti al Giudice ho iniziato a inveire sui miei avvocati come un allenatore di calcio inveisce contro un giocatore della propria squadra che non segue le sue indicazioni. Fui persuaso a una condotta pi\u00f9 consona a fatica. Contestualmente mia moglie Margherita os\u00f2 mormorare \u201cDovrebbe toccare a voi di assistere a questa tortura, di vedere tutto il dolore che voi definite come normale\u201d. E a quelle parole si mosse contro di lei con il dito puntato il medico legale dell\u2019OPBG minacciandola: \u201cNon provi nemmeno a dirlo!\u201d.<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"p3\"><em><span class=\"s2\">\u201cSignor Perito, perch\u00e9 i medici dell\u2019OPBG non fecero le analisi microbiologiche per caratterizzare l\u2019infezione che colp\u00ec Lisa gi\u00e0 il giorno dopo il trapianto?\u201d chiese un nostro avvocato. \u201cCaro Avvocato, che domanda mi fa? L\u2019unica cosa che conta per combattere le infezioni ospedaliere \u00e8 lavarsi bene le mani\u201d. A questa risposta, la mia agitazione divenne rabbia incontrollata. Rabbia nel sentire falsit\u00e0 e omissioni a carico della povera Lisa. Rabbia per la consapevolezza che <strong>il Giudice si stava bevendo tutte queste menzogne senza nessuno che potesse efficacemente contrastarle<\/strong>. Rabbia perch\u00e9 i miei mille argomenti utili per evitare che Lisa venisse uccisa l\u00e0, in quell\u2019aula di Tribunale per un\u2019ennesima volta dovevo tenermeli dentro, non potevo metterli sul tavolo della discussione se non nell\u2019ennesima memoria da depositare che il Giudice non avrebbe mai letto, e se anche lo avesse fatto, non avrebbe mai capito. Rabbia perch\u00e9 allora sarebbe stato meglio non sapere n\u00e9 conoscere nulla della materia. Sarebbe stato meglio per me non capire nulla di come \u00e8 morta Lisa. Sarebbe stato tutto meno penoso.<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"p3\"><em><span class=\"s2\">E lo stesso fu per tutte le restanti udienze. Al termine il Giudice sentenzi\u00f2 che \u201cil fatto non sussiste\u201d. Le nostre erano solo fantasie di genitori frustrati.<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"p3\"><em><span class=\"s2\">Al di l\u00e0 del risultato finale di questa battaglia giudiziaria, resta l\u2019incredulit\u00e0 di come, attraverso l\u2019istituto del rito abbreviato a cui hanno avuto accesso i medici imputati dell\u2019OPBG una volta ottenuta la perizia \u201camica\u201d, si <strong>sia arrivati a un giudizio di merito pronunciato da un Giudice manifestatamente ignaro della materia senza che noi, parti offese, e ai nostri consulenti, venisse mai data la possibilit\u00e0 di pronunciare una sola parola in aula. Certamente le nostre argomentazioni sono state depositate in atti scritti. Ma che valore ed efficacia possono avere se lette da un Giudice perfettamente digiuno della materia? Zero<\/strong>. Il Giudice, come ha anche dimostrato nella stesura delle motivazioni, si affida completamente ai periti del Tribunale. E quando questi nascondono il proprio enorme conflitto di interessi (il perito ematologo faceva e fa parte del consiglio direttivo di GITMO, la pi\u00f9 importante societ\u00e0 scientifica italiana in tema di trapianti di midollo osseo, insieme a ben tre periti di parte dell\u2019OPBG) la frittata \u00e8 fatta.<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"p3\"><em><span class=\"s2\">Non so quanto la nostra traumatizzante esperienza vissuta nei Tribunali sia unica. Probabilmente no. So per certo per\u00f2 che la procedura penale cos\u00ec come \u00e8 concepita oggi non riconosce alle parti offese il diritto di parola. E so altrettanto per certo che tutti questi diritti negati resteranno tali qualunque sar\u00e0 esito dell\u2019ormai imminente referendum sulla riforma della Giustizia. Perch\u00e9 la netta impressione \u00e8 che questa riforma, al di l\u00e0 di qualsiasi tecnicismo, non tenga in alcuna considerazione le tante vessazioni che i cittadini si trovano a dover affrontare una volta costretti dentro le aule della giustizia penale.<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s2\">Di <strong>Maurizio Federico<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s2\">15.03.2026<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Cari amici del blog, Condivido con voi\u00a0 la lettera che Maurizio Federico, biologo e ricercatore dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0, ha inviato a Comedonchisciotte. 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