{"id":589,"date":"2011-09-27T13:38:50","date_gmt":"2011-09-27T13:38:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/?p=589"},"modified":"2011-09-27T13:42:03","modified_gmt":"2011-09-27T13:42:03","slug":"il-gene-dalla-doppia-faccia-e-buono-e-cattivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2011\/09\/27\/il-gene-dalla-doppia-faccia-e-buono-e-cattivo\/","title":{"rendered":"Il gene dalla doppia faccia, \u00e8 buono e cattivo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2011\/09\/gianobifronte.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-590\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2011\/09\/gianobifronte.jpg\" alt=\"\" width=\"255\" height=\"233\" \/><\/a>L\u2019hanno battezzato \u201conco-Giano\u201d perch\u00e8 \u00e8 il primo gene mutante bifronte (dal nome della divinit\u00e0\u00a0latina con due facce): presente nelle cellule tumorali, fino ad una certa quantit\u00e0 ne favorisce la diffusione, mentre al di sopra di quella soglia inizia a bloccare la proliferazione del cancro.<\/p>\n<p>L\u2019effetto bivalente della mutazione genetica \u00e8 stato scoperto da un gruppo di ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna. \u201cSiamo anche riusciti a spiegare il meccanismo biochimico con cui il gene mutato, se abbondante, pu\u00f2 arrestare la crescita dei tumori\u201d precisano gli studiosi.<\/p>\n<p>Si apre cos\u00ec una strada per nuove terapie in corso di sperimentazione, come riferito dalla rivista scientifica \u201cCancer Research\u201d che ha pubblicato lo studio dei giovani ricercatori bolognesi.<\/p>\n<p>\u00a0\u201cL\u2019onco-Giano (nome scientifico Mtnd1) \u00e8 mutato in diversi tipi di cellule tumorali in percentuali diverse &#8211; spiega Giuseppe Gasparre, 32enne genetista dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna &#8211; per analizzarne gli effetti abbiamo inserito nelle cellule di cancro cinque diverse mutazioni. Le abbiamo poi iniettate nei topi: le cavie con i livelli pi\u00f9 bassi del gene mutato hanno sviluppato il tumore, mentre in quelle con i livelli pi\u00f9 alti, il cancro non \u00e8 cresciuto. La soglia critica individuata \u00e8 intorno all\u201982%\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0\u201cAbbiamo quindi cercato di capire perch\u00e8 l\u2019onco-Giano mutato, presente in quantit\u00e0 massicce, bloccasse lo sviluppo del cancro &#8211; aggiunge Anna Maria Porcelli, neo-ricercatrice al dipartimento di Biologia Unibo \u2013 abbiamo \u00a0ricostruito il meccanismo biochimico con cui il gene interferisce nella capacit\u00e0 delle cellule tumorali di creare nuovi vasi sanguigni, senza i quali queste cellule maligne non possono crescere e diffondersi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cProveremo la strada genetica intervenendo su alcuni geni del nostro onco-Giano, che hanno effetti identici ma sono pi\u00f9 facili da manipolare \u2013 spiega Gasparre &#8211; Vogliamo vedere se riusciamo a bloccare la capacit\u00e0 dei tumori di sviluppare vasi sanguigni\u201d.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 stato reso possibile dal lavoro triennale di un gruppo affiatato di una decina di giovani studiosi tra i 25 e i 39 anni, sostenuto in gran parte da un finanziamento di 420 mila euro assegnato dall\u2019Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) a Giovanni Romeo, docente di genetica all\u2019universit\u00e0 di Bologna, da anni impegnato su questa linea di ricerca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019hanno battezzato \u201conco-Giano\u201d perch\u00e8 \u00e8 il primo gene mutante bifronte (dal nome della divinit\u00e0\u00a0latina con due facce): presente nelle cellule tumorali, fino ad una certa quantit\u00e0 ne favorisce la diffusione, mentre al di sopra di quella soglia inizia a bloccare la proliferazione del cancro. 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