{"id":83,"date":"2011-02-23T20:19:08","date_gmt":"2011-02-23T20:19:08","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/?p=83"},"modified":"2011-02-27T15:33:26","modified_gmt":"2011-02-27T15:33:26","slug":"via-il-seno-per-non-rischiare-il-tumore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2011\/02\/23\/via-il-seno-per-non-rischiare-il-tumore\/","title":{"rendered":"Via il seno per non rischiare il tumore"},"content":{"rendered":"<p>Una cosa curiosa, stavo per darvi resoconto dell\u2019intervista che ho fatto stamattina alla brava senologa factotum del San Paolo, Giacomina Moro. Abbiamo parlato di PREVENZIONE. Ma poi \u00e8 uscita questa notizia che mi piacerebbe discutere con voi. L&#8217;intervista slitta a domani, promesso.<\/p>\n<p>Al San Matteo di Pavia una donna di 45 anni si \u00e8 sottoposta &#8211; prima volta al mondo &#8211; a un intervento mini-invasivo e videoassistito di asportazione completa del seno per scongiurare la possibilit\u00e0 di un tumore. Il test genetico cui si era sottoposta non lasciava dubbi: prima o poi si sarebbe ammalata. La donna aveva due scelte. Aspettare il tumore o eseguire una operazione per evitarlo. Ha deciso di intraprendere quest\u2019ultima strada e l\u201911 febbraio scorso ha subito l\u2019asportazione di entrambi i seni, la ricostruzione contemporanea con l\u2019inserimento di protesi e, infine, la conservazione dei capezzoli e della cute grazie a una tecnica innovativa mininvasiva e videoassistita mai usata prima per la prevenzione.  La donna, dopo un intervento di cinque ore e quattro giorni di ricovero, \u00e8 tornata a casa con il seno ricostruito e solo due piccole cicatrici nascoste sotto le ascelle senza deturpazioni visibili. A capo dell\u2019equipe la responsabile della struttura di senologia del Policlinico di Pavia, Adele Sgarella, che ha dichiarato all\u2019Adnkronos Salute: \u00abDal test genetico fatto alla donna si \u00e8 visto che c\u2019era una mutazione in corso del gene Brca2, e quindi un\u2019elevata probabilit\u00e0 disviluppare un tumore al seno e alle ovaie. D\u2019altronde &#8211; spiega l\u2019esperta &#8211; la storia familiare della signora parlachiaro: la madre \u00e8 morta di cancro e la sorella, ora guarita, si \u00e8 ammalata due anni fa\u00bb. \u00c8 stata la signora a scegliere di sottoporsi a questo tipo di intervento preventivo. \u00abQuesto &#8211; spiega la Sgarella &#8211; \u00e8 un aspetto che va sottolineato. La scelta \u00e8 maturata attraverso un percorso libero della signora. Oltrech\u00e8 chirurgico il trattamento pu\u00f2 infatti anche essere farmacologico\u00bb. Nell\u2019equipe che ha operato la signora, insieme alla Sgarella, anche Alberta Ferrari e Sandro Zonta, che operano all\u2019interno del dipartimento chirurgico diretto da Paolo Dionigi. Eloisa Arbustini \u00e8 invece la responsabile del percorso genetico del San Matteo di Pavia. \u00abIl test &#8211; spiega &#8211; consente di identificare le donne a rischio prima che sviluppino il cancro e cambier\u00e0 radicalmente le future strategie di prevenzione\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Una cosa curiosa, stavo per darvi resoconto dell\u2019intervista che ho fatto stamattina alla brava senologa factotum del San Paolo, Giacomina Moro. Abbiamo parlato di PREVENZIONE. Ma poi \u00e8 uscita questa notizia che mi piacerebbe discutere con voi. L&#8217;intervista slitta a domani, promesso. Al San Matteo di Pavia una donna di 45 anni si \u00e8 sottoposta &#8211; prima volta al mondo &#8211; a un intervento mini-invasivo e videoassistito di asportazione completa del seno per scongiurare la possibilit\u00e0 di un tumore. Il test genetico cui si era sottoposta non lasciava dubbi: prima o poi si sarebbe ammalata. La donna aveva due scelte. 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