{"id":997,"date":"2012-06-11T17:42:35","date_gmt":"2012-06-11T17:42:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/?p=997"},"modified":"2012-06-12T08:30:26","modified_gmt":"2012-06-12T08:30:26","slug":"il-mio-viaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2012\/06\/11\/il-mio-viaggio\/","title":{"rendered":"Il mio viaggio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2012\/06\/schema-mdb.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-998\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2012\/06\/schema-mdb-300x179.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"179\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2012\/06\/schema-mdb-300x179.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2012\/06\/schema-mdb.jpg 550w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nuova tappa del mio <em>viaggio<\/em>. Sabato c\u2019 ero anch\u2019io, a Bologna, al congresso della Fondazione Di Bella, \u201cEvidenze scientifiche non valorizzate in oncoterapia\u201d.<\/p>\n<p><em>Mamma che ci vai a fare? Non dovresti pi\u00f9 lavorare il sabato\u2026 Hai ragione, amore: non ci vado per lavoro. Ci vado perch\u00e9 <strong>mi interessa<\/strong>\u2026<\/em><\/p>\n<p>Ero seduta in mezzo a un pediatra scettico e a una coppia di Torino, marito e moglie. Alle mie spalle il gioioso gruppo di <a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/groups\/metododibellaitalia\/\" target=\"_blank\">Facebook <\/a>guidato da Elena Pasini e Rossella Quattrone. Grazie a loro, i malati si scambiano esperienze e informazioni, <em>che magnifica invenzione, la rete.<\/em><\/p>\n<p>L\u2019accoglienza \u00e8 un lungo abbraccio, anche se non ci siamo mai visti prima. \u00a0Nei loro occhi cerco risposte alle mie domande.<\/p>\n<p><em>Ho imparato che<\/em>: il cancro non arriva \u201cda fuori\u201d come un virus o come un proiettile, il cancro siamo noi (Fernando Brivio, ospedale Bassini, Milano). Tutta la chimica interna \u00e8 stravolta dal tumore: gli ormoni, il sangue, il sistema immunitario.<\/p>\n<p><em>Ho imparato che<\/em>: il nostro corpo contiene gi\u00e0 molecole antitumorali e che un medico non dovrebbe mai dire \u201cnon c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nulla da fare\u201d perch\u00e9 anche un malato terminale ha diritto a ricevere quelle sostanze endocrine (che quando \u00e8 malato gli mancano) in grado di alleviargli\u00a0 i dolori (Paolo Lissoni, Policlinico di Monza).<\/p>\n<p><em>Ho imparato che<\/em>: un bravo medico non dovrebbe preoccuparsi solo di un pezzetto di noi ma di tutto quanto il nostro corpo (e la nostra mente).<\/p>\n<p><em>Ho imparato che<\/em>: le cellule tumorali hanno scoperto il segreto dell\u2019immortalit\u00e0, non muoiono mai. E che un cancro non si pu\u00f2 curare con un farmaco solo (Giuseppe Di Bella). Ci ammaliamo di tumore quando dentro di noi prevale il disordine: le cellule crescono in maniera incontrollata, non riescono a differenziarsi e quel qualcosa che le dovrebbe bloccare (onco-soppressori) non funziona bene. La terapia biologica agisce sui codici della vita, fermando quelle spinte alla crescita che sono \u201cpotenze della natura\u201d: l\u2019ormone GH (e correlati), la prolattina (oltre agli ormoni maschili e femminili) e favorendo la crescita sana.<\/p>\n<p><em>Ho imparato che:<\/em> la chemioterapia alle dosi standard \u00e8 decisamente tossica (infatti chi ha insufficienza renale o disturbi al cuore non pu\u00f2 permettersela) ma un centesimo di \u00a0chemioterapico provoca l\u2019<em>apoptosi<\/em> delle cellule maligne (ossia ripristina il naturale ciclo nascita-morte di ogni cellula sana).<\/p>\n<p><em>Ho imparato che<\/em>: in natura ci sono sostanze come la vitamina D, la melatonina, l\u2019acido transretinoico che promuovono la differenziazione delle cellule e se una di queste prende la strada sbagliata (crescita indifferenziata) le molecole ristabiliscono l\u2019equilibrio.<\/p>\n<p><em>Ho imparato che<\/em>: la somatostatina inibisce con forza la crescita del tumore indipendentemente dai recettori delle cellule (per noi profani: i recettori sono le porte che favoriscono l\u2019ingresso delle sostanze) perch\u00e9 agisce sui recettori dei vasi sanguigni e &#8211; aim\u00e8 &#8211; ho appreso anche che il test che si fa nei laboratori per individuare i recettori pu\u00f2 sbagliare nel 50% dei casi!<\/p>\n<p><em>Ho imparato che<\/em>: per curare un tumore chimica e matematica sono indispensabili. Ma anche un po\u2019 di filosofia non guasta (l\u2019approfondimento del particolare non pu\u00f2 oscurare la visione d\u2019insieme).<\/p>\n<p><em>Ho imparato che<\/em>: il rigore scientifico \u00e8 racchiuso in queste formule matematiche, ogni sostanza ha un suo perch\u00e9 e un suo effetto (eppure a noi malati di tumore capita quasi sempre uno specialista che fa spallucce di fronte alle domande fondamentali \u201c<em>chi pu\u00f2 dire se\u2026 il cancro torner\u00e0\u201d, \u201cchi pu\u00f2 dire se questo farmaco funziona\u201d? Per gli oncologi la medicina non \u00e8 una scienza esatta e la reazione di ciascuno \u00e8 imprevedibile\u2026)<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 sei qui<\/em>? Mi chiede Alessia, 42 anni veterinaria. Rispondo che sto \u201cforzando\u201d la mia vocazione. Per lavoro devo scrivere articoli comprensibili e se tratto di un argomento dibattuto devo riportare due posizioni opposte. Il lettore deve farsi una sua opinione, non cercare la mia. Per\u00f2 con la vicenda Di Bella \u00e8 successa una cosa curiosa (e la curiosit\u00e0 \u00e8 l\u2019anima del giornalismo). Da un lato raccoglievo testimonianze e cartelle cliniche di tumori rimpiccioliti fino a scomparire, dall\u2019altro ascoltavo specialisti che dicevano che il metodo Di Bella \u00e8 una\u201ccialtronata\u201d, funziona come l\u201coroscopo\u201d, , \u201cla sperimentazione di 15 anni fa decret\u00f2 che ha effetto placebo\u201d oppure \u201c mostr\u00f2 che \u00e8 tossica\u201d. <em>Insomma, la classica provocazione che stuzzica la curiosit\u00e0. E se poi la \u201ccuriosa\u201d ha avuto un tumore\u2026eccola qui.<\/em><\/p>\n<p><em>Ciao sono Teresa volevo ringraziarti\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>Ciao sono Simona anch\u2019io ti devo dire grazie\u2026<\/em><\/p>\n<p>Teresa ha 36 anni, nel 2010 ne aveva 34, le trovarono un tumore al seno pi\u00f9 avanzato del mio, avrebbe dovuto fare 4 cicli di chemioterapia prima e altrettanti dopo un intervento radicale. Non ha fatto nulla, \u00e8 in cura con la Di Bella e ha esami che attestano progressivi miglioramenti. Simona ha avuto un raro linfoma, (\u201c non ce la facevo a far la doccia\u201d racconta) ora \u00e8 una leonessa. C\u2019era anche Franca \u2013 anche lei tumore al seno non operato e referti che attestano regressioni &#8211; non ci siamo viste, vuol dire che ci sar\u00e0 un\u2019altra volta, <em>siamo come acqua in vasi comunicanti.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0Care Teresa, Anna-fiordaliso, Simona, Franca (e caro Bruno) ora capite perch\u00e9 anch\u2019io vi devo dire grazie.<\/em><\/p>\n<p><em>Mamma, \u00e8 stato interessante? Cosa hai scoperto?\u00a0 <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nuova tappa del mio viaggio. Sabato c\u2019 ero anch\u2019io, a Bologna, al congresso della Fondazione Di Bella, \u201cEvidenze scientifiche non valorizzate in oncoterapia\u201d. Mamma che ci vai a fare? 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