imageL’uscita di Apple Watch ha scatenato il dibattito tra pro e contro (anche su questo blog, e ovviamente ringrazio). A questo punto è arrivato il momento di fare una piccola guida, cominciando dell’apertura della confezione. Come sempre il packaging è uno dei punti di forza di Apple e in questo caso ancor di più. Uscendo dal negozio dopo l’acquisto avrete il tutto in un sacchetto griffato e il vostro smartwatch dentro una scatola fatta a cubo. Nella confezione, oltre al device, c’è – debitamente arrotolato – il cavo a cui è attaccata la base magnetica di ricarica, diversa da tutte le altre finora creare da Cupertino. A questo punto bisogna accoppiare l’Apple Watch all’iPhone, sul quale va scaricata l’apposita app e soprattutto l’ultima versione del sistema operativo (ovvero l’8.3). Fatto questo, basta inquadrare lo schermo dell’orologio con la fotocamera dello smartphone e si comincia, con una grafica davvero elegante. Un paio di sì fa scaricare applicazioni e contatti e il gioco è fatto: tempo massimo 5 minuti. L’Apple Watch, che come si sa è in tre versioni, ha cinturini e casse abbinate da Apple: non si può scegliere tutto quello che si vuole, ma si può ovviamente cambiare il cinturino comprandolo a parte. Per intenderci: la cassa del Watch collection è disponibile per esempio con i cinturini della versione sport in bianco e nero. Se lo si vuole colorato, si deve fare da soli. La personalizzazione del quadrante è invece massima e ne parleremo in seguito. Intanto è da sapere che la corona digitale, davvero molto morbida, serve per comandare le varie funzioni e per attiva Siri (fotografa anche il quadrante, ma siccome è capitato per caso devo studiare ancora il trucco), mentre il pulsante di accensione permette di accedere ai contatti preferiti. Ultima cosa (per adesso) la batteria: finora, nonostante l’uso da mattina a sera, non è mai scesa sotto il 36 per cento. Promossa insomma. Alla prossima puntata.

Tag: , , , ,