windows-10-analisis-1Arriva Windows 10 (esattamente tra due giorni, ovvero mercoledì 29) e una chiacchierata con Evita Barra – direttore dell’apposita divisione di Microsoft – chiarisce il perché l’azienda punti molto sul suo nuovo sistema, che anche nella numerazione si stacca nettamente dal precedente 8 (e 8.1) che ha riscontrato un controverso giudizio tra gli utenti. In pratica: si passa al 10 per staccare nettamente dal recente passato, ma in realtà se è vero che nella schermata si torna indietro, nella concezione si va molto avanti. Prima di tutto Windows 10 è studiato appositamente in modo da funzionare nel migliore dei modi sullo schermo in cui è attivo. Ovvero: se è vero che la configurazione Pc può assomigliare a un Windows 7 con l’aggiunta nel pulsante Start (un vero ritorno) delle finestrelle della versione 8, tutto cambia se si lavora con un tablet o con uno smartphone perché il browser si adatterà perfettamente alla necessità di riempire nel modo giusto lo spazio disponibile. Questo particolare è ampiamente riscontrabile grazie ad un piccolo esperimento: se si prova per esempio ad aprire la posta o il calendario sul pc e si comincia a restringere la finestra, quello che si vede comincerà ad assumere la configurazione degli schermi più piccoli, ordinando con logica i comandi per far funzionare l’applicazione. Dunque tutto arriva ad una configurazione riconoscibile nelle varie versioni, permettendo grande versatilità. Evita ci ha anche raccontato l’anima di Windows 10, ovvero la ricerca della semplicità. E la prova è il nuovo browser Edge, grazie al quale si possono digitare note direttamente sulle pagine Web per condividerle con altri, oppure leggere articoli online e salvarli per accedere anche offline successivamente. Per far funzionare meglio il tutto ecco l’integrazione con Cortana, che più che un maggiordomo vocale e un vero aiuto per arrivare a tutto ciò che serve in maniera rapida e senza problemi, con la possibilità di creare anche dei promemoria personali. Windows 10 ha ovviamente il suo store dedicato (sperando nella moltiplicazione delle app), avrà la connessione con Xbox ed è scaricabile gratuitamente da chi possiede le versioni 7, 8 e 8.1 per un anno, per chi invece non ha i requisiti costerà 135 euro nella versione Home. Per il resto basta solo provarlo per scoprire le diverse scorciatoie che appunto semplificheranno l’uso del sistema e il risultato di una prima visione è assolutamente positivo, anche se non si può negare che qualche funzione sia stata ispirata dalla concorrenza. Ma si sa: nell’hitech (e nella vita) imitare ciò che funziona non è peccato. Dunque Windows 10 è ok, sarà perché è stato costruito grazie agli utenti iscritti al programma Windows Insider e sarà dunque perché alla fine risulta davvero molto più familiare delle precedenti versioni. Molto più Windows insomma.

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