AMAWCome sapete a me piace Apple, non ne faccio mistero. Così come mi piacciono altri brand, da buon appassionato di tecnologia. Quello che con mi piace invece è il partito degli ultrà, di solito Apple contro il Resto del Mondo e viceversa. Così mi infastidisce leggere funeste previsioni per il 2016 basate sulle proprie simpatie fatte da Cassandre hitech. E mi darebbe fastidio anche se riguardasse Micorsoft, Samsung o qualunque altra azienda che lavora per migliorare il nostro presente. Dunque, tornando ad Apple e a foschi presagi per l’anno appena iniziato, mi piace ricordare i fallimenti a cui sarebbe andata incontro nel 2015, quantomeno secondo alcuni (sedicenti) esperti. Primo fratutti l’Apple Watch che non avrebbe comprato nessuno: sebbene Apple non dia dati ufficiali, basta guardare le trimestrali per trarre delle conclusioni. E comunque finora sarebbero stati venduti 8.8 milioni di pezzi (due milioni solo a Natale), ovvero due milioni e 800 mila pezzi in più rispetto a quelli previsti dagli analisti. Il dato vuol dire il 50% delle vendite del mercato smartwatch, che nel 2015 ha raddoppiato i suoi numeri arrivando a 17 milioni di pezzi, a questo punto indovinate grazie a chi. Il secondo tracollo sarebbe stato Apple Music, il servizio che si poneva in antitesi a Spotify o Deezer. Siamo arrivati a ha dieci milioni di abbonati in sei mesi, questo ha scritto il Financial Times. E per esempio Spotify, che è stato comunque un precursore essendo nato nel 2008, ci ha messo sei anni a raggiungere quel numero. Chiaro: sono periodi differenti e Apple ha ususfruito del traino. Però sono numeri, e che numeri. tenendo conto che Spotify ha anche un servizio gratuito, così come Deezer, che Apple Music non ha dopo i tre mesi di prova. Questo per dire lunga vita a Apple, così come Samsung, Microsoft, Sony, Lg, Huawei o chiunque altro. Così come a  Spotify, Deezer o Tidal. Senza per forza dover fare partiti. O barricate.

Tag: , , , ,