Huawei-P9-ufficialeEd eccoci qui, finalmente: dopo qualche giorno di prova possiamo riparlare del P9 di Huawei, argomento di discussione nel circuito mediatico tecnologico. Prima di tutto, come promesso all’azienda, torniamo sul caso delle due fotocamere posteriori, firmate Leica ma non prodotte da Leica. Huawei mi ha chiesto di specificare – e lo faccio più che volentieri – che la collaborazione con il famoso brand di fotografia è una “co-engineering” così come scritto sul sito e così come riportato sui comunicati di presentazione dello smartphone. Questo vuol dire, precisa Huawei, che si tratta del primo passo di una lunga collaborazione nella quale Leica mette a disposizione le sua esperienza e i suoi ingegneri per produrre un reparto fotografico di alta qualità. E dunque va da sè che le lenti prodotte dalla cinese Sunny Optical rispondono ai requisiti di qualità pretesi da Leica.

Tutto vero: ma personalmente resto della mia (e non solo della mia, invero) opinione, ovvero che il grado di collaborazione tra le due case non fosse stato esplicitato con chiarezza e che comunque, se sulla scatola si scrive “Dual camera Leica” (così come sullo smartphone si incide Leica Summarit), il consumatore è indotto a pensare che quelle lenti siano state fatte in Germania. Da Leica e non da altri. Diciamolo: è usuale che i grandi brand utilizzano terzisti in Asia per i pezzi dei loro prodotti, ma la chiarezza è la prima regola di un corretto rapporto con i consumatori. E quindi: niente di drammatico, per carità. Ma sicuramente qualche errore, piccolo o grande che sia, è stato fatto.

Anche perché – e qui si passa alla prova sul campo – il P9 è un gran telefono che però non mantiene tutto quello che promette. Di sicuro ottimo è il design, a livello dei migliori device in circolazione, così come sono più che ottime alcune funzioni delle due fotocamere: il bianco e nero, ad esempio, e le foto sfumate. Davvero di alta qualità. Però è  su altre tipi di immagini che alla fine la comparazione con altri modelli non esalta lo smartphone Huawei: se le lenti fossero davvero di Leica sarebbe una delusione, anche perché di sicuro il P9 non può sostituire una reflex così come detto alla presentazione. E il fatto è che in alcuni scatti (ad esempio quelli serali) il P9 perde anche dalla concorrenza di Galaxy S7, iPhone 6s e G5. Insomma: proprio nel campo in cui Huawei ha puntato molto c’è da migliorare, visto anche che le due fotocamere posteriori per ora funzionano singolarmente, altro particolare che personalmente mi era (e ci era) – diciamo così – sfuggito.  Arriverà, si dice, un software successivo per poterle usare in coppia, ma ancora non si sa quando.

E dunque: detto questo magari vi aspettereste un giudizio negativo e invece non è così, perché comunque stiamo parlando di un top di gamma con il quale il brand cinese lancia la sfida a Apple e Samsung. La batteria, ad esempio, permette più di una giornata di lavoro; e i materiali sono eccellenti. Il prezzo poi è super, viste le specifiche (che riporto sotto). E’ da migliorare invece l’interfaccia utente, ancora nella fase in cui per fare quantità si aggiungono tante funzioni che poi si rivelano essere non necessarie, ma in questo caso  bastano degli aggiornamenti. In pratica Huawei P9 è uno smartphone da 8 in pagella. Il problema però è che ci si aspettava almeno un 9. Se non di più.

DIMENSIONI: 145 x 70,9 x 6,95 mm
PESO: 144 g
BATTERIA: 3000 mAh
DISPLAY: 5,2 pollici, 1920 x 1080 pixel (424 ppi)
FOTOCAMERE: frontale 8 mpx, posteriore 12 mpx
CARATTERISTICHE: Octacore, 3 Gb di Ram, 32 Gb espandibile con micro Sd, connettività Hspa, Lte,  Nfc, Bluetooth 4.2

PREZZO: 599 euro

 

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