morten-lehn_kaspersky-lab-2Se siete fan della Formula 1 il nome Karspersky non vi risulterà nuovo, anzi. E’ stampato sulle Ferrari di Vettel e Raikkonen, ma non è solo uno sponsor: è l’azienda che garantisce la sicurezza degli uomini in Rosso in un mondo in cui i dati sono diventati il patrimonio principale. Morten Lehn, norvegese con un italiano forgiato a Roma, è il Managing Director di Kasperky Lab ed è l’uomo che afferma che “le automobili sono il nuovo paradiso degli hacker”. In effetti come dargli torto: le nostre quattro ruote (e due) sono ormai sempre più connesse a internet e in attesa di vedere quelle che guideranno da solo Lehn studia il da farsi grazie alla partenership con il Cavallino: “E’ il sesto anno: tutto è cominciato come sponsorizzazione grazie al mio predecessore che è un patito dei motori. Ma poi siamo entrati come supporto tecnologico per mettere sotto protezione l’ambiente Ferrari, sia quello delle gare che quello della produzione. Settori in cui la privacy è fondamentale: Ferrari aveva già uno standard a livelli altissimi, ma noi eravamo convinti di poter aggiungere valore. E infatti così è stato, in un mondo in cui un millisecondo fa la differenza”.

Come si trasferisce questo lavoro al mondo di tutti i giorni?
“Beh, innanzitutto questa conoscenza ad altissimo livello ha portato qualcosa di nuovo alla nostra azienda ed anche ai nostri clienti. Ed è stato anche il modo di cominciare a capire lo sviluppo delle auto connesse: ci siamo messi al tavolo con i produttori per mettere insieme le nostre esperienze e abbiamo un gruppo dedicato di ricerca e sviluppo a questo business”.

Un settore che presenta ancora molti problemi da risolvere.
“Di sicuro c’è ancora molto da fare: l’obbiettivo di arrivare un giorno al traguardo degli Incidenti Zero è possibile se tutto verrà gestito da un sistema. Ma ora bisogna creare il sistema perfetto che entri in un mondo che non lo è. E ci sono sempre più pericoli”.

Quali?
“C’è sempre più traffico di dati tra la macchina e i servizi cloud, per esempio per l’infotainment: musica, film, navigazione, messaggistica. Non è lontano per esempio il momento in cui si potrà vedere un servizio come Netflix sugli schermi dell’auto. E tutto questo passaggio di dati è costantemente sotto minaccia”.

Cosa sta facendo Kaspersky Lab al proposito?
“Noi sappiamo che la rincorsa alla sicurezza è un processo che non finisce: la guerra contro gli hacker e i pericoli della rete è un po’ come la rincorsa al doping dell’antidoping. Il traguardo non arriva mai, ogni giorno ci sono nuove minacce. Il nostro compito è sviluppare sempre nuova tecnologia per fermarle”.

Siete pronti?
“Siamo più pronti adesso: abbiamo 20 anni di storia che ci hanno fortificato. E abbiamo 80 milioni di clienti nel mondo che lavorano con noi grazie al Kaspersky Security Network che fornisce informazioni utili per leggere e capire cosa sta succedendo nella rete”.

Qual è il consiglio di Morten Lehn per le aziende?
“La prima cosa da fare è la formazione: il vero pericolo sono i dipendenti che cascano in trappole che non conoscono. E poi bisogna capire che si tratta di un processo che andrà avanti per sempre: non basta comprare un prodotto e installarlo, bisogna avere un controllo continuativo. Il 99% sono attacchi generici e a volte le minacce restano dormienti nel computer a lungo: la guerra per la privacy non va presa sotto gamba”.

Roba da agenti segreti.
“Possiamo proprio dirlo: il nostro settore ricerca e sviluppo è fatto di persone preparate non solo nella tecnologia. Sono dei veri e propri cyber agenti…”.

 

 

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