ericsson-consumerlab-annual-tv-media-report-2015-presentation-2-638Si chiama  TV & Media Report ed è il più grande studio al mondo sulle abitudini di consumo della Tv che nel 2016 è giunto alla quinta edizione. Si tratta della più grande ricerca mondiale ed è interessante per capire anche quanto in Italia sta avvenendo per quanto riguarda l’utilizzo dei servizi via internet. In pratica il sunto è che negli ultimi cinque anni o la fruizione dei video da mobile è cresciuta di 200 ore e non è un caso che sempre di più servizi come Sky go e Netflix stiano accelerando sulle produzioni e le visioni off line dei contenuti. Riassumendo comunque i punto sono questo:

– Il Report T &Media del ConsumerLab di Ericsson, rappresentativo delle abitudini di 1,1 miliardi di consumatori, rivela una crescita esponenziale nella fruizione di contenuti video da mobile
– La percentuale settimanale di tempo trascorso a guardare TV e video su dispositivi mobili è cresciuta dell’85% negli ultimi sei ann
– I consumatori degli Stati Uniti considerano i servizi Video on Demand superiori rispetto alle trasmissioni della TV tradizionale, nonostante spendano notevolmente più tempo (45%) nello scegliere cosa guardare quando li utilizzano.

Dunque la Tv registra un continuo spostamento verso il mobile: Il tempo medio di visualizzazione su dispositivi mobili è cresciuto appunto di oltre 200 ore l’anno dal 2012, facendo salire complessivamente la visualizzazione di contenuti TV e video di un’ulteriore ora e mezza a settimana. L’impennata di visualizzazioni da mobile è compensata da un calo delle visualizzazioni da schermo fisso di 2,5 ore a settimana, ma la passione per la TV e i contenuti video non è in calo. La quota settimanale di tempo trascorso a guardare la TV e video su dispositivi mobili è cresciuta dell’85% (2010-2016); su schermi fissi, è scesa del 14% nello stesso periodo; il 40% dei consumatori a livello globale sono ‘molto interessati’ ad avere un piano di traffico dati da mobile che include streaming video illimitato; negli Stati Uniti, il 20% delle visualizzazioni da mobile riguardano contenuti a pagamento fruiti attraverso servizi quali Netflix, Hulu e Amazon Prime

Una questione importante, evidenziata dal report, è la bassa soddisfazione dei consumatori quando cercano di trovare qualcosa da guardare. Il 44% dei consumatori degli Stati Uniti dichiara di non trovare niente da guardare sulla TV lineare su base giornaliera, una percentuale in aumento del 22% rispetto allo scorso anno (36%). Al contrario, i consumatori degli Stati Uniti trascorrono il 45% di tempo in più per scegliere cosa guardare sui servizi VOD rispetto alla TV lineare. aradossalmente, il 63% dei consumatori sostiene di essere molto soddisfatto della ricerca di contenuti in relazione al proprio servizio VOD, mentre solo il 51% afferma lo stesso per la TV lineare. I risultati suggeriscono che, anche se il processo di ricerca dei contenuti VOD richiede più tempo rispetto alla TV tradizionale, i consumatori lo valutano comunque come meno frustrante, in quanto garantisce implicitamente la possibilità di trovare qualcosa che vogliono vedere, quando vogliono vederlo.

Il tempo totale speso nella visualizzazione di contenuti on-demand – come serie TV in streaming, film e altri programmi televisivi – è aumentato del 50% dal 2010. Questi alcuni dei principali indicatori dell’interesse e soddisfazione crescenti per i servizi VOD: i consumatori continuano a fare “maratone televisive” (binge watching), il 37% guarda due o più episodi di seguito di uno stesso programma su base settimanale, più di un quinto afferma di farlo quotidianamente; la spesa dei consumatori in servizi VOD negli Stati Uniti è aumentata di oltre il 60% dal 2012, da 13 dollari a 20 dollari al mese; il 40% degli intervistati afferma di guardare YouTube ogni giorno; un significativo 10% dei consumatori dice di guardare video su YouTube per più di tre ore al giorno.

I DATI ITALIANI

Interessante la ricerca che riguarda i dati italiani su un campione di 100 persone.  Il report TV e Media di Ericsson evidenzia un crescente interesse per i servizi on-demand: il 55% degli intervistati dichiara infatti di preferire l’on-demand rispetto alla tv lineare, un dato aumentato rispetto al 2012 (quando era il 45%). Emerge inoltre la crescente necessità di avere con sé l’accesso ai servizi Tv e relativi contenuti video anche quando si è in viaggio o all’estero. Si passa dal 35% degli italiani interessati nel 2014 al 47% del 2016. La ricerca insomma si riassume così:

Abitudini quotidiane Si riduce il gap tra Tv tradizionale e streaming on demand. Il 71% degli intervistati dichiara di accedere alla Tv tradizionale almeno una volta al giorno, contro il 57% di chi usufruisce di contenuti video in streaming on demand. Nel 2013 la forbice era di ben 40 punti percentuali (82% vs 42%).

Il sorpasso della Tv on demand sul palinsesto tradizionale è vicino anche in Italia Ogni italiano trascorre in media 35 ore settimanali davanti a contenuti video. Di queste ore il 40% è on-demand, in crescita rispetto al 2015 quando la componente on demand rappresentava circa un terzo del tempo totale speso davanti ai contenuti video. La percentuale di tempo spesa davanti a film e programmi tv on-demand è così aumentata del 45% dal 2012. Oggi gli utenti “on demand” consumano la maggior parte del loro tempo di visione guardando serie tv in streaming on-demand e user generated content (UGC), seguiti da film in streaming on-demand e contenuti tv e video scaricati da Internet. Un trend che si conferma ancora più evidente nei Millennials: il 59% degli intervistati nella fascia 16-35 anni ritiene molto importante la possibilità di scegliere tempi e modalità di fruizione dei contenuti. Su un totale di 37 ore settimanali trascorse dagli under 35 a visualizzare contenuti video, il 47% è on-demand, contro le 32 ore trascorse dai telespettatori over 35 delle quali il 33% è on-demand. In particolare i Millennials, trascorrono in media 3,6 ore a settimana a guardare serie TV on demand (contro le 1,9 ore dedicate dalla fascia +35), 3 ore a guardare film on-demand (contro 1,9 ore dedicate dalla fascia +35), 3 ore a guardare UGC on-demand, (contro 1,5 ore dedicate dalla fascia +35).

Netflix e YouTube Per quanto riguarda i servizi on demand è rilevante l’importanza data dai consumatori italiani a servizi internet-nativi come Netflix e YouTube. Un dato nuovo visto il recente lancio sul mercato italiano, è rappresentato dal fatto che il 12% degli intervistati dichiari di accedere a Netflix su base giornaliera, il 17% su base settimanale. Continua ad essere rilevante anche YouTube, con il 43% che vi accede su base quotidiana e il 76% su base settimanale.

La TV tradizionale mantiene un posto rilevante In relazione al tempo totale di fruizione dei contenuti video/Tv (espresso in ore per settimana), la Tv lineare rallenta ma resta comunque al primo posto, accaparrandosi il 59% del tempo medio di consumo settimanale di contenuti video. La TV tradizionale conserva un ruolo centrale nelle abitudini dei consumatori Italiani avendo come ”zoccolo duro” l’accesso a contenuti premium e live, come gli eventi sportivi. Anche in questo caso le abitudini di consumo variano in base alle fasce di età considerate: se in media gli italiani trascorrono 5 ore a settimana guardando film sulla tv tradizionale, si osserva che la media sale a 5,7 ore a settimana laddove si osservi la fascia +35, mentre scende a 4,2 ore a settimana laddove si analizzi la fascia 16-34. Le preferenze si incontrano sullo sport live: i Millennials trascorrono 2,2 ore in media a settimana a guardare live sports contro le 2,5 ore dedicate dalla fascia +35.

Gli Italiani e le maratone televisive Sono sempre più numerosi gli Italiani appassionati di maratone TV. La crescente disponibilità di contenuti on-demand favorisce infatti questo fenomeno durante il quale gli utenti vedono senza soluzione di continuità diversi episodi della stessa serie. Il 41% dichiara di fare “binge watching” almeno una volta la settimana, Percentuale che sale al 44% nel segmento 25-34. Il 18% una volta al giorno, anche in questo caso la percentuale sale nella fascia 25-34 (21%) e arriva al 22% nella fascia 20-24. Il fenomeno delle maratone TV è destinato a crescere ulteriormente con l’ngresso di Netflix nel nostro Paese, considerato che il 12% degli utenti intervistati dichiara di accedervi ogni giorno.

Dove si guarda la TV Nel nostro Paese, il consumo di contenuti tv/video avviene principalmente tra le mura di casa, con una concentrazione particolare in orario serale, momento dedicato al relax. La percentuale dei consumatori intervistati che prediligono questa modalità è pari al 93%, con una crescita rispetto all’84% registrato nel 2013. Le percentuali variano leggermente in base alle fasce d’età, ma tendenzialemente restano sopra il 90% con un picco nei segmenti 60-69 (95%) e 16-19 (98%). Tra le curiosità: gli italiani scelgono sempre più la comodità del letto per guardare i programmi preferiti prima di addormentarsi 62% vs 45% del 2013. Con l’aumento della visione da device mobili, si registra un balzo della percentuale dei consumatori che guardano contenuti video in luoghi come bar e caffè: dal 7% del 2013 al 23% del 2016. Cresce anche la percentuale di italiani che guardano video mentre sono in viaggio, dal 10% del 2013 al 24% del 2016 (1 italiano su 4 guarda video in mobilità).

La ricerca dei contenuti Il telespettatore italiano spende in media 1,3 anni della propria vita a cercare i contenuti video da vedere. Cercare cosa guardare è pari al 18% del tempo totale speso sulla tv tradizionale e al 31% per i servizi Video on Demand (VoD). Ciò dipende principalmente dal fatto che un servizio di VoD ha una maggiore offerta di programmi e film Tv. Inoltre il 52% dei consumatori dichiara di riscontrare difficoltà nel trovare cosa guardare sulla Tv tradizionale, percentuale che scende al 32% per gli utenti Netflix. In questa ottica sono strategici i servizi di raccomandazione video e di offerta di contenuti personalizzati ”su misura”, ritenuti importanti da più di 1 italiano su 5.

Raddoppia la fruizione di video da smartphone Aumentano le ore spese a guardare TV e video ma cambia il dispositivo usato. Negli ultimi 4 anni il tempo trascorso a guardare la TV sugli schermi televisivi tradizionali è sceso di circa 10 punti percentuali. Nello stesso periodo è più che raddoppiato il tempo medio di fruizione da smartphone, passando da 2,8 a 6,6 ore a settimana. Aumenta anche il tempo speso su tablet, da 1,1 del 2012 a 2,7 ore nel 2016, e su laptop, da 3,9 a 5,9 ore. Il rapporto tra la visione di contenuti video su schermo fisso vs schermo mobile si è spostato da 70/30 a 60/40. La fruizione da smartphone è aumentata in particolare tra i Millennials nel corso degli anni. Quasi i 2/3 di tutte le ore di visualizzazione di contenuti TV e video sono spesi su un dispositivo mobile tra i più giovani (fascia d’età 16-19).

Second screen È sempre più diffusa tra gli italiani l’abitudine di utilizzare più schermi in contemporanea quando si guardano contenuti tv/video. La maggior parte dei telespettatori tende ad utilizzare un secondo schermo (tablet o smartphone) per attività differenti, come elemento che arricchisce l’esperienza di visione. 1 intervistato su 4 dichiara di utilizzare ogni giorno un secondo schermo per effettuare ricerche online, collegate a ciò che sta guardando. Percentuale che sale al 31% su base settimanale. Il 14% dichiara di utilizzare un secondo schermo per condividere online i commenti relativi ai contenuti che sta guardano almeno una volta al giorno, il 20% almeno una volta a settimana (social Tv). Percentuali in leggera crescita rispetto al 2014 quando si era rispettivamente al 23% e 19%. La propensione ad utilizzare un secondo schermo è particolarmente diffusa tra gli utenti dei servizi on-demand (36%) e di Netflix (48% su base giornaliera), rispetto agli utenti della tv lineare (30%). Anche in questo caso, i Millennials sono i principali fautori delle nuove abitudini di consumo multi screen e fanno salire le percentuali: il 27% dei 16-34enni intervistati utilizza un secondo schermo per ricerche collegate a ciò che sta guardando almeno una volta al giorno, il 37% una volta a settimana. Il 18% dichiara di utilizzare un secondo schermo per condividere online commenti relativi ai contenuti che sta guardano almeno una volta al giorno, il 26% almeno una volta a settimana.

TV user groups Lo studio Tv e Media report di Ericsson identifica per la prima volta anche 6 gruppi di utenti: TV Couch traditionalist: forti utilizzatori della TV tradizionale sullo schermo di casa; Screen Shifter: usano qualsiasi schermo da qualsiasi luogo; Mobility Centric: come prima opzione scelgono di vedere contenuti video in mobilità; Computer Centric: consumano sullo schermo di un Pc tutti i contenuti video, sia in streaming che scaricati; Average TV-Joe: consumatori medi, senza particolari preferenze TV Zero: scarsi utilizzatori di servizi TV. Mentre i TV Couch traditionalist sono diminuiti del 23% dal 2012 ad oggi (passando dal 16% al 12%), c’è stato un forte aumento, pari al 54%, dei Screen shifters (passando dal 16% al 25%) e soprattutto dei Mobility Centric, aumentati di oltre il 100% (passando dal 9% al 19%).

Qualità dei contenuti prima di tutto Tra le caratteristiche del servizio TV che risultano più apprezzate dagli italiani: al primo posto l’assenza di pubblicità (per il 56% degli intervistati), seguita da HD Quality (per il 55% degli intervistati), insieme alla possibilità di disporre dell’accesso ai contenuti ovunque e alla funzionalità time-shift (per il 48% degli intervistati) , fattori, questi ultimi due, che hanno visto un costante avanzamentto nella top list dei plus più apprezzati.

Banda larga mobile e streaming video Molti consumatori hanno paura di superare il limite di traffico dati dettato dal proprio abbonamento alla banda larga mobile. Il 37% di italiani sarebbe interessato ad avere un servizio di traffico dati illimitato per fare dello streaming video. Percentuale che sale al 50% tra i Millennials.

Quanto costa la Tv? La spesa mensile media della famiglia italiana per avere uno o più servizi video/Tv è di 93 euro, cifra che comprende anche la spesa per un abbonamento Internet (27 euro di media) e cinema. Il 22% della famiglie arriva a spendere anche oltre 125 euro al mese.

 

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