content_small_Soundbar_SoundTouch_300_modulo_bassi_Acoustimass_300_wireless_e_diffusori_surround_Vi_1739_8La passione di Amar G. Bose, oltre a quella per i trenini elettrici, era quella per il suono perfetto. Il suo impegno ha portato alla creazione di un’azienda che oggi lo ricorda con la qualità assoluta e a quasi 4 anni dalla sua scomparsa non c’è dubbio che, nonostante la concorrenza agguerrita nel settore, Bose sia ancora sinonimo di primato. Il segreto forse sta nel dedicarsi alla cultura del suono in un mondo che viaggia ormai sempre più per immagini e dunque anche tutta la line SoundTouch risposta i canoni di pulizia e chiarezza che contraddistingue i prodotti della casa. L’ultimo che ho avuto la fortuna di provare è la SoundTouch 300, ovvero una soundbar componibile che porta in maniera semplice il surround e il dolby digital sui televisori di casa. Senza più, tra l’altro, molti dei fastidiosi cavi che hanno frenato la crescita dell’audio da cinema in formato domestico. Riguardo alla particolarità di SoundTouch 300 direi che saltano all’occhio i collegamenti e il telecomando universale fornito in dotazione (può essere infatti usato anche per tv, lettori e decoder vari): nella confezione si trova un cavo Hdmi e sono presenti un ingresso minijack e un ingresso digitale ottico per non rimanere senza soluzioni, in più ovviamente il Bluetooth con abbinamento NFC sul lato superiore della barra che serve anche per ascoltare la propria musica da smartphone e tablet. Oltre a ciò ecco tra i collegamenti la presa per il microfono del sistema Adaptiq (quello che permette la calibrazione automatica) e la presa per il subwoofer. Una volta visto questo, il collegamento è effettuabile via cavo od anche grazie all’app di Bose utilizzando il wifi.

In pratica far funzionare SoundTouch 300 è davvero a prova di qualsiasi tecnoproblematico, naturalmente seguendo passo per passo le istruzioni che l’app propone. Fatto questo, ecco che arriva il suono ed è a questo punto che dobbiamo chiarire ciò che si vuole ottenere. Chi si aspetta insomma un audio super professionale da multisala magari resterà deluso, ma chi invece apprezza appunto la chiarezza e la fluidità della sorgente sarà più che soddisfatto. In pratica l’effetto surround è più che sufficiente in considerazione che i vicini di casa magari non apprezzano di avere una sala cinematografica oltre il muro, e – personalmente – ritengo anche che la massima espressione di uno strumento come questo sia a medio volume, il giusto per apprezzare la purezza della sorgente sonora. Il volume altissimo insomma fa chiasso comunque, il volume giusto esalta le particolarità di un prodotto come quelli di Bose.

Quindi prova più che riuscita, fatta senza le composizioni aggiuntive che rendono SoundTouch 300 davvero interessante (per crederci basta andare in un negozio Bose a provarlo nello show-room). Alla soundbar (che costa 799 euro) si può aggiungere anche il subwoofer Acoustimass 300 (costa altri 799 euro) e pure, volendo, due ulteriori piccole casse posteriori chiamate Virtually Invisible 300 che costano 350 euro e che sono wifi, anche se il trasmettitore va collegato via cavo all’apparecchio principale. Dunque per avere tutto il sistema si spendono 2150 euro, ma in considerazione delle necessità di una casa normale, la semplice (per modo di dire) SoundTouch 300 è ben più che sufficiente. E tra l’altro, cosa da non sottovalutare, è pure bella da vedere.

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