82940751-0325-4fca-b320-d23fef53b9cfIn viaggio con Alexa. No, non è qualcuna che la vostra moglie/fidanzata/compagna/amante deve temere, ma la voce virtuale che presto potrebbe far parte in pianta stabile delle nostre vite, assieme a tutte le altre che i vari produttori di maggiordomi digitali stanno da un po’ di tempo immettendo sul mercato. Insomma al MWC con si sono visti solo prodotti finiti, ma anche prototipi. E soprattutto evoluzioni e innovazioni ci ciò che sarà. Presto. Molto presto. Tra le varie novità, molto interessante è ciò si è visto nel padiglione di Accenture, dove si studia come rendere più semplice e più stimolante il futuro. Tra progetti che riguardano il commercio online, la blockchain (un giorno cercheremo di spiegarla meglio) applicata alla botanica e persino la realtà virtuale in aiuto ai non vedenti, ecco il progetto Alexa che riguarda le auto a guida (semi)autonoma, in collaborazione con Parrot Faurecia. Nel quale Alexa è l’assistente virtuale di Amazon. In pratica, come cantava qualcuno: tutto molto interessante.

Accenture aveva già portato il prototipo di un cockpit hitech al Ces di Las Vegas, qui lo ha aggiornato per renderlo ancora più vicino alla realtà, che tra l’altro diverrà tale a metà del 2019. Con un accordo già siglato con un paio di case automobilistiche europee (top secret, per ora). Si tratta insomma del’applicazione pratica della realtà virtuale e della realtà aumentata in ambito automotive, con un’esperienza che può partire e finire direttamente a casa vostra, grazie appunto al fatto che Alexa si sposta con voi, ma sul cloud. In pratica: parlate con Alexa messa magari sul comodino e una volta entrati in auto non dovrete fare quasi più nulla. Alexa vi riconosce grazie alla biometria e fa i settaggi del computer di bordo: è possibile progettare un posto guida personalizzato, sapere in tempo reale le condizione dell’auto e prenotare nel caso un appuntamento in officina che viene immediatamente segnato sul calendario, dare comandi tipo “andiamo a prendere mio figlio” sapendo che il navigatore si accende automaticamente con l’indirizzo già impostato. E poi, perché la sicurezza è tutto, vedere adattarsi l’auto alle diverse situazioni, per esempio quando si è stanchi o si incontra un ostacolo imprevisto.

Insomma, tutto a portata di voce, per una guida in realtà semiautomatica: voi siete al volante, Alexa vi accompagna e vi aiuta. Riconoscendo anche dove siete seduto: ad esempio nel caso foste il passeggero potrebbe anche accendevo Netflix sullo schermo per l’intrattenimento durante il viaggio. E questo vale anche nel caso di automobile non vostra: ad esempio accedendo al car sharing, il controllo biometrico personalizza il veicolo nel tempo in cui sarete alla guida. E’ stata dunque un’esperienza da provare e che andrebbe testata da tutti per capire come la tecnologia possa davvero essere al nostro servizio. Perché, appunto, il significato del futuro è questo: non farsi guidare, ma decidere la strada.

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