hp20E allora eccolo il P20 di Huawei, tanto atteso e anche molto spoilerato in queste ultimi giorni. E naturalmente i rumors corrispondono alla realtà, in questo mondo hitech in cui nessuno riesce a maneggiare la riservatezza e nel quale ci sono prodotti che escono nei megastore ancor prima di essere presentati. Tant’è: finalmente a Parigi c’è stato il lancio, non resta che raccontare ciò che stiamo vedendo. In  pratica: Huawei P20 punta sempre più sull’innovazione delle fotocamere, portando sulla serie P la novità dell’intelligenza artificiale (o meglio, del machine learning) lanciata con il Mate Pro 10. Qui, in realtà, le fotocamere posteriori sono addirittura tre, vera novità di un design che ricorda molto (nessuno si offenda) l’iPhoneX. Soprattutto nella banda che percorre un pezzetto di schermo superiore (serve anche per lo sblocco con il viso e contiene la fotocamera anteriore da 24 mpx), quella che quando uscì il pezzo grosso di Apple fu così tanto criticata (boh…).

E dunque: al motto di “rinascimento della fotografia” ecco serie di smartphone che parte con la versione Pro dual Sim con vetro compatto e corpo di metallo, un display da 6,1 pollici Oled con risoluzione 2240×1080 e formato 18,7:9, batteria 4000 mAh messa in soli 7,8 mm di spessore. La memoria è da 128 Gb, ma Ram da ben 6Gb. E poi ecco il comparto fotocamera che dà risultati professionale e “intelligenti”: le tre lenti posteriori sono una mono lens per gli scatti in bianco e nero da 20 mpx, una rgb da 40 mpx e una telefoto 8 mpx. Il combinato è davvero entusiasmante per la qualità, grazie a funzioni come la trasmissione e il ricevitore laser, l’apertura (record) di f\1,6, la Light fusion che mette insieme 4 pixel in 1 (ovvero 4um al quadrato) per far diventare splendide immagini a luce bassissima (e quindi combinando alla fine il tutto a 10 mpx). Per il resto ecco il 5x hybrid zoom, lo scatto in 0.3 secondi da schermo spento, il 4d focus predittivo per immagini in movimento, il super slow motion 960 fps a 720 ppi. Insomma: una fuoriserie.

Poi c’è appunto l’intelligenza artificiale della macchina (o meglio il machine learning) che consente l’utilizzo di P20 in situazioni diverse e affascinanti: per esempio la fotocamera fa la combinazione automatica delle caratteristiche dell’immagine che ha davanti per il miglior scatto in qualsiasi scenario (compreso cani e gatti e le foto di food, grazie a uno studio con fotografi professionisti di cibo). Il cervello di P20 riallinea automaticamente una foto storta, perfette le foto anche di notte senza cavalletto grazie a un’esposizione fino a 8 secondi, c’è anche la video stabilizzazione e la taggatura smart. Insomma pensa a tutto lui.

Detto del Pro, passiamo al P20: il display è da 5.8 pollici,  la batteria scende a 3.400 mAh, la Ram a 4 Gb, c’è sempre l’intelligenza artificiale, il Super Charge e la presenza di due Sim. Infine c’è la versione P20 Lite (quella già finita inspiegabilmente in qualche negozio) che ha un display da 5.84 pollici con una risoluzione di 2280×1080 pixel, il modulo LTE 4G, una fotocamera da 16 megapixel e lo  spessore di 7.4mm. E visti i pezzi può essere una bella soluzione: il P20 Pro infatti esce a 899 euro, il P20 a 679 e il P20 Lite a 369. E per i colori, oltre al black e al midnight blue ecco il bellissimo twilight. Consigliato.

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