Xiaomi non ci sta e ha fatto causa al governo degli Stati Uniti negando di essere una minaccia per la sicurezza americana. L’azienda chiede l’immediata rimozione dalla lista nera,  anche se non si tratta dello stesso trattamento riservato a Huawei. Ovvero il ban dall’uso dei servizi di Google.

In ogni caso l’azienda cinese teme ripercussioni economiche. E così ha chiamato i dipartimenti della Difesa e del Tesoro Usa davanti alla corte distrettuale del District of Columbia. Della decisione ne dovranno rispondere Lloyd Austin, l’attuale segretario della Difesa dell’amministrazione Trump, e Yanet Yellen, segretario del Tesoro. 

Dopo l’annuncio di sabato, ecco che oggi Xiaomi ha pubblicato una nota ufficiale che qui riportiamo integralmente: “In relazione al comunicato stampa emesso dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti il 14 gennaio 2021 (ora degli Stati Uniti) in cui si afferma che la Società è stata inclusa nell’elenco del National Defense Authorization Act (“NDAA”) del 1999, ai sensi dell’articolo 1237, la Società ha annunciato il 15 gennaio 2021 che avrebbe intrapreso azioni appropriate per proteggere gli interessi della Società e dei suoi azionisti.

Il 29 gennaio 2021 (ora degli Stati Uniti) la Società ha presentato un procedimento presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia nei confronti del Dipartimento della Difesa e del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. La Società ritiene che la decisione di considerare la Società come una “Società militare cinese comunista” ai sensi del NDAA, da parte del Dipartimento della Difesa e del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti (la “Decisione”), sia di fatto errata e abbia privato la Società di un giusto processo. Al fine di proteggere gli interessi degli utenti, dei partner, dei dipendenti e degli azionisti globali della Società, la stessa ha chiesto ai tribunali di dichiarare illegale la Decisione e di revocarla.

La Società manterrà informati gli azionisti e i suoi potenziali investitori su qualsiasi ulteriore sviluppo rilevante in relazione al procedimento mediante ulteriori annunci, se e quando lo riterrà opportuno.

Si consiglia agli azionisti e ai potenziali investitori di esercitare cautela nel trattare i titoli della Società”.

Ovviamente il tutto si inserisce nei rapporti tra il governo americano e quello cinese. Ancora molto freddi dopo la prima telefonata di Joe Biden con Xi Jinping. Sarà la corte di Columbia ora a regolare i rapporti tecnologici tra i due Paesi.

 

 

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