Musk BitcoinElon Musk con i Bitcoin ha guadagnato più di 100 milioni di dollari, ma adesso dice di aver scoperto che inquinano troppo. Addirittura era arrivato ad accettare la criptovaluta per l’acquisto delle sue Tesla, però via tweet ha annunciato di recente il dietrofront. D’altro canto c’è chi, come la software house Storeden, che ha annunciato di aprire al pagamento virtuale i suoi circa 3000 negozi. Insomma: chi ha ragione?

La mossa di Musk in realtà sembra prettamente economica, visto che la sua indicazione è stata quella di acquistare Doge. Ovvero una criptovaluta nata nel 2013 grazie a due ingegneri software di Ibm e Adobe  come parodia dei Bitcoin.  E diventata adesso la quarta in classifica con una capitalizzazione superiore ai 65 miliardi. Non è che Doge sia meno costosa in termini di energia, ma evidentemente il fatto che abbia un investitore che ha impegnato più di 37 miliardi di dollari sul mercato fa pensare che Musk abbia qualche interesse. Soprattutto in considerazione che il suo razzo spaziale SpaceX lancerà un satellite sulla luna chiamato  “Doge-1”, in una missione pagata in Dogecoin.

Insomma: per certi versi la finanza virtuale assomiglia molto a quella reale. Ma la domanda è: ci si può davvero fidare dei Bitcoin e delle criptovalute? Abbiamo provato rispondere in questa analisi pubblicata a gennaio, il momento del primo grande record della moneta virtuale più conosciuta. Buona lettura.

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