Stazione Termini, qualche tempo fa. “Buongiorno, dovrei andare in Tribunale a Piazzale Clodio”. “Va bene Dotto’, partiamo”. Suona il telefono, il tassista molla la mano sinistra dal volante, prende il cellulare e lo porta all’orecchio: “Amo’, che mangiamo stasera… ma no, la pasta la magno già a mezzogiorno… magari un po’ de puntarelle… amo’, ricordati di andare a prendere la camicia in tintoria… ah, amo’ senti…”. Venti minuti dopo il tassista appoggia un momento il cellulare ancora acceso e riprende possesso della mano (l’altra è servita per guidare) per mettersela sulla fronte: “Dotto’, me spiace: me so’ dimenticato er tassametro… […]