Una discussione su Stato, religione, storia e diritto…

Il 6 aprile scorso, grazie a Giuseppe Di Leo e sotto la sua attenta cura, si è tenuta su Radio Radicale una conversazione riguardante il mio ultimo volume: quel “Credere nello Stato?” che dà il nome al blog stesso. Oltre a Di Leo e a me, la trasmissione ha visto la partecipazione del professor Francesco Di Donato, professore di Storia del Diritto e delle Istituzioni Politiche presso l’Università “Parthenope” di Napoli.

  

Oscar & His Friends. Sull’altopiano della libertà

È stata una giornata davvero un po’ particolare quella che si è vissuta, ieri (sabato 13 ottobre), nell’auditorium di Gallio – bellissimo centro dell’altopiano di Asiago – per iniziativa dell’amministrazione comunale e dell’associazione “Diritto di Voto”. Molti relatori appassionati e un pubblico che ha partecipato per ore e ore, accolto con calore dal sindaco Pino Rossi. Per un’intera giornata si è ragionato sulle ragioni e sulle condizioni di quel voto referendario che potrebbe mettere nelle mani dei veneti o di qualunque altra comunità regionale la possibilità di decidere sul proprio destino: dentro l’Italia o al di fuori.

  

Una Francia che muore di tasse e centralismo

La decisione presa nelle scorse ore da François Hollande, che ha deciso di tentare di mettere ordine nei conti dello Stato aumentando la pressione fiscale (specie sui redditi più elevati), si può spiegare tenendo presente che l’Europa nel suo insieme è prigioniera di paradigmi culturali interventisti e di gruppi di interessi che dipendono dalla spesa pubblica, e che riescono ad avere la meglio sulle forze della produzione e del mercato. Tassare è più facile che mandare a casa un qualunque Batman-Fiorito o che chiudere un piccolo (quanto inutile) ospedale di provincia. Ma neppure va scordato come in questo quadro la Francia spicchi per un […]

  

“Più mercato e meno Stato”? Se cambia l’opinione pubblica…

Si profila un’inversione di tendenza, per l’Italia, dopo anni e anni di statalismo selvaggio? Lo sfondamento della spesa pubblica (con un debito alle stelle che minaccia il futuro dell’intera economia) sta iniziando a preoccupare l’opinione pubblica? Inizia a profilarsi, per la prima volta, una qualche domanda di “meno Stato e più mercato”, che sfoltisca la burocrazia, riduca una tassazione ormai asfissiante ed elimini una larga parte della regolamentazione? Non è escluso che questo possa avvenire, come anche il dibattito politico di queste ultime settimane – anche al di là dei “rumors” più o meno attendibili – sembra in parte testimoniare.

  

“Credere nello Stato?” su Radio Uno, domenica alle 23.40

Domenica sera, su Radio Uno (all’interno del programma “L’Argonauta”), alle ore 23.40 sarà trasmessa una recensione di Riccardo Paradisi dedicata al mio libro dal titolo “Credere nello Stato?”, che è poi anche la denominazione di questo blog.

  

Terremoto: una caccia al colpevole?

Quando un sisma uccide e distrugge ci sono sempre (anche) responsabilità: stavolta, ad esempio, a carico di chi ha costruito capannoni che non sarebbero dovuti crollare. Ma questa volontà tutta italiana di trovare sempre e comunque i capri espiatori, i malvagi, i colpevoli… è terribile. E’ come se l’italiano, sommerso dalla propria storia e da un passato di cultura e artifici di ogni tipo (pare che le colline toscane siano l’area agricola più antropizzata del mondo: una specie di “scultura” rurale), sia ormai incapace di affrontare il presente e di riconoscere l’esistenza della natura: di una terra che può agitarsi a […]

  

Cedere pezzi di sovranità: per uscire dalla crisi

Non sappiamo come ci ritroveremo, tra qualche anno, quando la crisi finanziaria globale partita dagli Stati Uniti (figlia della politica monetaria keynesiana) e l’indebitamento degli Paesi occidentali avranno progressivamente eroso le basi dell’economia reale. La speranza è che il dinamismo dei mercati sappia compensare lo sfascio del dirigismo politico, ma un certo scetticismo è più che giustificato. Quando le cose vanno male, in una famiglia o in un’impresa, solitamente si accetta l’idea di vendere quello che prima si considerava assolutamente incedibile.

  

A Milano, con John O’Sullivan, per ripensare la Lady di Ferro

Su una figura storica come quella di Margaret Thatcher – sulla vera natura della “rivoluzione conservatrice” degli anni Ottanta, sul modo in cui la sua azione ha impattato sulla società britannica, sulla svolta che ha impresso non solo nel suo Paese ma nell’intero Occidente – il dibattito resta aperto.

  

E se l’unificazione europea non fosse una buona idea?

In parte è comprensibile che, travolti da un’attualità economica assai cupa (che vede precipitare la Grecia in un baratro entro il quale potremmo presto trovarci in tanti), non vi sia una vera discussione pubblica sul tema dell’unificazione europea. Nell’emergenza che stiamo vivendo, ogni controversia teorica può apparire un po’ futile e, soprattutto, fuori luogo. È però sempre il caso di tenere sempre a mente che la moneta unica è, essenzialmente, un progetto politico. L’euro è figlio della volontà di realizzare un’unione monetaria del continente, nella convinzione che questo passo possa creare uno stato di cose e un insieme di problemi destinati in qualche […]

  

Oltre i socialismi di destra e di sinistra

Un mio amico francese, qualche giorno prima del secondo turno, è stato lapidario: “non si può chiedere a una persona di scegliere tra la morte a causa della peste e quella a causa del colera…”. Ed è rimasto a casa, consapevole che probabilmente avrebbe vinto il peggiore, ma non più disposto a sostenere chi come – come Nicolas Sarkozy – aveva del tutto deluso ogni attesa di ampliamento delle libertà individuali e ogni promessa di riduzione della presenza dello Stato, rinunciando a difendere la proprietà e a ridurre la redistribuzione.

  

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