Libertari in cerca di una strategia, a Lugano (24-25 novembre). Per ampliare gli spazi di libertà

Si terrà nuovamente a Lugano, il 24 e il 25 novembre, la riunione dei movimenti politici e dei gruppi di iniziativa culturale d’ispirazione libertaria provenienti da vari Paesi che ovunque cercano di promuovere le ragioni della proprietà privata, del mercato e della concorrenza, contro un potere statale sempre più invadente e oppressivo. E così tra qualche settimana, in quel piccolo pezzo di Lombardia che – grazie agli accidenti della storia e alla stessa saggezza della popolazione – è riuscito a evitare i peggiori disastri della vicenda italiana (dalle guerre mondiali fino allo sfascio economico e sociale dei nostri giorni), militanti libertari […]

  

Veneto: la nostra Catalogna?

Ne ha parlato perfino la televisione cinese, in un suo programma informativo. Ma la questione è stata ampiamente trattata pure dai media britannici, iraniani, spagnoli, americani, russi, sloveni, ungheresi, turchi, polacchi e via dicendo. L’elenco sarebbe davvero lungo (è comunque disponibile qui), anche se per ora l’informazione italiana ha preso sotto gamba la mobilitazione popolare che nelle ultime settimane ha fatto crescere un movimento veneto per l’indipendenza sempre più forte, determinato, collegato a pezzi di istituzioni, capace di dialogare e ormai sempre più lontano da vecchie antipatie.

  

Oscar & His Friends. Sull’altopiano della libertà

È stata una giornata davvero un po’ particolare quella che si è vissuta, ieri (sabato 13 ottobre), nell’auditorium di Gallio – bellissimo centro dell’altopiano di Asiago – per iniziativa dell’amministrazione comunale e dell’associazione “Diritto di Voto”. Molti relatori appassionati e un pubblico che ha partecipato per ore e ore, accolto con calore dal sindaco Pino Rossi. Per un’intera giornata si è ragionato sulle ragioni e sulle condizioni di quel voto referendario che potrebbe mettere nelle mani dei veneti o di qualunque altra comunità regionale la possibilità di decidere sul proprio destino: dentro l’Italia o al di fuori.

  

E se il voto dei greci ci cacciasse dentro un incubo?

È comprensibile. Alla fine tra i greci ha in qualche modo prevalso, anche grazie alla legge elettorale e al premio di maggioranza ottenuto dal conservatori di Nuova Democrazia, il timore dell’ignoto: la paura del salto nel buio. Con il voto espresso nelle urne, il popolo greco si appresta ad accettare in un modo o nell’altro le condizioni dell’Europa e i diktat della signora Angela Merkel. In parte tutto questo è logico, perché in un club si devono rispettare le regole o andarsene, ma solo il futuro ci dirà se il voto moderato e benpensante che è stato espresso ad Atene […]

  

Cedere pezzi di sovranità: per uscire dalla crisi

Non sappiamo come ci ritroveremo, tra qualche anno, quando la crisi finanziaria globale partita dagli Stati Uniti (figlia della politica monetaria keynesiana) e l’indebitamento degli Paesi occidentali avranno progressivamente eroso le basi dell’economia reale. La speranza è che il dinamismo dei mercati sappia compensare lo sfascio del dirigismo politico, ma un certo scetticismo è più che giustificato. Quando le cose vanno male, in una famiglia o in un’impresa, solitamente si accetta l’idea di vendere quello che prima si considerava assolutamente incedibile.

  

Poste, monopoli e indipendentisti (in raduno a Jesolo)

Ha debuttato solo da pochi giorni, in viale Monte Nero 37 a Milano, ma già è un piccolo caso. La presenza nel capoluogo lombardo del primo ufficio della “Nuova posta” (impresa privata sarda attiva nel settore dei recapiti che ha scelta la strategia di offrire servizi low cost) non poteva che suscitare curiosità e interesse. Il monopolio postale è uno dei monopoli più classici: un’attività che nacque privata, ovviamente (e per iniziativa della famiglia Thurn-und-Taxis), ma che fu poi statizzata al fine di avere un costante controllo – almeno potenziale – sulle arterie della comunicazioni di dati e informazioni.

  

E se l’unificazione europea non fosse una buona idea?

In parte è comprensibile che, travolti da un’attualità economica assai cupa (che vede precipitare la Grecia in un baratro entro il quale potremmo presto trovarci in tanti), non vi sia una vera discussione pubblica sul tema dell’unificazione europea. Nell’emergenza che stiamo vivendo, ogni controversia teorica può apparire un po’ futile e, soprattutto, fuori luogo. È però sempre il caso di tenere sempre a mente che la moneta unica è, essenzialmente, un progetto politico. L’euro è figlio della volontà di realizzare un’unione monetaria del continente, nella convinzione che questo passo possa creare uno stato di cose e un insieme di problemi destinati in qualche […]

  

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