Sarà stato il 1977, o forse il 1978. Un mio compagno di liceo, autentico cervellone in fisica e già allora proiettato verso la ricerca in ambito elettronico, mi chiese una sorta di consulenza per predisporre un meccanismo generatore di musica a partire da qualche formula elementare. Gli fornii volentieri una melodia (se non ricordo male, gli diedi una serie dodecafonica) e in breve egli tornò da me con una registrazione di musica sintetica che né io né lui, in senso stretto, avevamo scritto. Entrambi avevamo il senso del limite, e del ridicolo, e lasciammo cadere la cosa. D’altra parte, la […]