Essere liberali, in Italia, non è facile. Il nostro è un Paese nel quale l’intreccio tra la retorica solidarista e il cinismo degli interessi parassitari è in grado di bloccare sul nascere molte spinte innovative. Eppure esiste un mondo di entusiasti, che a dispetto di tutto in varie parti della Penisola sono impegnati a far conoscere la scuola austriaca, il liberalismo classico, la tradizione del diritto naturale, il valore della rule of law. Come, ad esempio, il gruppo radunato da Sandro Scoppa, a Catanzaro, e che pubblica il bimestrale Liber@mente.