{"id":112,"date":"2012-01-18T18:22:07","date_gmt":"2012-01-18T16:22:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=112"},"modified":"2013-06-02T22:06:28","modified_gmt":"2013-06-02T20:06:28","slug":"baggio-linarrivabile-icona-di-un-sogno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2012\/01\/18\/baggio-linarrivabile-icona-di-un-sogno\/","title":{"rendered":"Baggio, l&#8217;inarrivabile icona di un sogno"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019uomo ha ormai quasi tutti i capelli bianchi. Non \u00e8 un vecchio, ma il talento ti consuma in fretta. Anche la barba \u00e8 brizzolata. \u00c8 nel suo laboratorio, qualcosa che qui nel Nord Est ha la stessa sacralit\u00e0 delle chiese. Da quando ha smesso lavora con le mani. Sta restaurando una vecchia gabbia per uccelli. Le colleziona. Ne ha pi\u00f9 di trecento. Su una parete c\u2019\u00e8 anche uno strano museo per cacciatori: specchietti per allodole, richiami, anatre di legno. Quattro erano di <a title=\"Nessun dorma\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=HwAXqaGIllk\" target=\"_blank\">Giacomo Puccini<\/a>, le ha trovate sul lago di Massacciuccoli. Da qualche parte c\u2019\u00e8 anche un baule pieno di maglie da calcio, pi\u00f9 di seicento. Maradona, Ronaldo, quella bianca di Pel\u00e8 del Santos, Zico, Van Basten. Da quanto tempo si \u00e8 tagliato il codino?<br \/>\nRoberto Baggio un personaggio da romanzo forse lo \u00e8 stato sempre, come l\u2019incarnazione italiana della speranza improvvisa, una sorta di epifania, una rivelazione. Quella strana rassicurazione per cui dal suo piede potesse arrivare prima o poi un\u2019illuminazione. Quando tutte le porte erano chiuse, quando il gioco stagnava, quando il calcio era solo schemi, c\u2019era qualcuno, magari in panchina per vendetta degli uomini contro gli dei, che vedeva il corridoio inesistente, lo spazio bianco, la pagina ancora non scritta. <a title=\"Roberto Baggio\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=RPFhR7iptkg\" target=\"_blank\">Baggio<\/a> come la speranza di un miracolo. Ora che ha smesso di giocare da troppi anni qualcuno ha pensato davvero di scriverci sopra un romanzo. Non un saggio. Non una biografia. Non la storia vera o presunta di un fuoriclasse. No, un romanzo. Qualcosa di diverso perfino dal film che Kusturica ha costruito su Maradona.<br \/>\nMatteo Salimbeni e Vanni Santoni raccontano <em>L\u2019ascensione di Roberto Baggio<\/em> (Mattioli editore), romanzo quasi sudamericano, ai confini del realismo magico, con una combriccola di picari che va alla ricerca di miracoli e vestigia, reliquie e frammenti di storia. Baggio \u00e8 evocato, come se fosse una leggenda, o meglio un santo. \u00c8 la santit\u00e0 che gli riconosce il popolo dei \u00abbaggisti\u00bb, quelli che per vent\u2019anni hanno visto il lui la personificazione del talento senza aggettivi, qualcosa che appartiene allo spirito di una nazione. \u00c8 la religione di un uomo senza vittorie, senza coppe, senza medaglie. E in fondo a spulciare negli almanacchi del calcio la sua \u00e8 la biografia di un mezzo perdente: due scudetti, una coppa Italia e una coppa Uefa. Una miseria rispetto alla sua gloria.<br \/>\nPlatini ha aiutato la Juve a vince alcuni scudetti. Zidane ha aiutato la Juve a vincere altri scudetti. Tutti e due hanno reso grande, europea e mondiale, la Francia. Van Basten ha concretizzato il Milan di Sacchi. Mancini e Vialli hanno regalato alla Samp il primo scudetto. Maradona \u00e8 addirittura l\u2019incarnazione di Napoli. Baggio, chiosa chi non lo ama, non ha mai contribuito davvero a un grande trionfo. \u00c8 l\u2019effimero. Ma \u00e8 proprio questo il suo miracolo. Baggio \u00e8 il calcio per il calcio. \u00c8 la sua essenza, la sua divinit\u00e0. \u00c8 puro spirito. \u00c8 la bellezza che esiste solo per essere bella. Senza scuse. Senza altri fini.<br \/>\nAlla fine del viaggio Salimbeni e Santoni fanno di Baggio la materia e l\u2019antimateria del numero 10. Se il 10 \u00e8 il numero santo del calcio, Baggio ne ha convertito la legge. \u00abBaggio \u00e8 un numero dieci ancor prima di esserlo, ma smette di esserlo nel momento in cui tale numero gli viene messo addosso. Ha la classe del dieci ma il suo carattere gli vieta di impossessarsene vita natural durante.<br \/>\nTutti, lui compreso, lottano contro la minaccia dell\u2019uno e dello zero. Gliela strappano dalla carne. Gli offrono altre maglie. C\u2019\u00e8 chi dice che il magnetismo del numero dieci, alla lunga, abbia agito su di lui come la kryptonite. Intervistato ai tempi della Juve trapattoniana afferma: il mio numero preferito \u00e8 il diciotto\u00bb. Quel numero gli calzer\u00e0 addosso come una corona di spine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019uomo ha ormai quasi tutti i capelli bianchi. Non \u00e8 un vecchio, ma il talento ti consuma in fretta. Anche la barba \u00e8 brizzolata. \u00c8 nel suo laboratorio, qualcosa che qui nel Nord Est ha la stessa sacralit\u00e0 delle chiese. Da quando ha smesso lavora con le mani. Sta restaurando una vecchia gabbia per uccelli. Le colleziona. Ne ha pi\u00f9 di trecento. Su una parete c\u2019\u00e8 anche uno strano museo per cacciatori: specchietti per allodole, richiami, anatre di legno. Quattro erano di Giacomo Puccini, le ha trovate sul lago di Massacciuccoli. 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