{"id":135,"date":"2012-03-29T12:14:14","date_gmt":"2012-03-29T10:14:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=135"},"modified":"2012-03-29T12:14:14","modified_gmt":"2012-03-29T10:14:14","slug":"alex-liddi-il-diamante-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2012\/03\/29\/alex-liddi-il-diamante-italiano\/","title":{"rendered":"Alex Liddi, il diamante italiano"},"content":{"rendered":"<p>\u00abSemplicemente la palla, uscendo dalla sua mazza, fa un rumore diverso\u00bb. E&#8217; una sera di settembre di sei mesi fa. Otto settembre. I Seattle Mariners stanno giocando a Cleveland per un recupero contro gli Indians. Il ragazzo con il numero 16 \u00e8 in lineup per la seconda volta. Il giorno prima ha giocato contro i Texas Rangers. E&#8217; il secondo inning e tocca a lui andare in battuta. David Huff, il lanciatore di Cleveland, prova tre veloci di fila. Il quarto lancio \u00e8 una curva. Colpisce. In Italia sono le quattro e quarantadue. La maggior parte della gente dorme. La palla si alza proprio come accade nei film. Non so se avete presente &#8220;Il migliore&#8221; con Robert Redford che prende tra le mani la mazza di legno fatta con le sue mani, quella che lui ha soprannominato Wonderboy, e poi i fari che si spaccano e la corsa con il cappellino che saluta fino a casa base. Ecco, toglieteci l&#8217;enfasi e le luci spaccate, ma succede proprio cos\u00ec, la palla vola, saluta il diamante e va oltre. Fuoricampo.<\/p>\n<p>D&#8217;accordo. Non \u00e8 certo una novit\u00e0 nel baseball. Questo qui per\u00f2, quello fatto in quella notte di settembre e di cui qui stiamo parlando \u00e8 comunque un po&#8217; speciale. E&#8217; il primo fuoricampo italiano della Major League. Visto che \u00e8 l&#8217;otto settembre magari c&#8217;\u00e8 anche qualcosa di simbolico in tutto questo. Il ragazzo si chiama Alex Liddi ed \u00e8 di Sanremo. Ha 23 anni e quella storia del rumore diverso \u00e8 il commento di un blogger di Seattle quando gli hanno chiesto cosa pensasse di questo italiano che gioca in terza base, ma pronto a sacrificarsi in prima, che da quest&#8217;anno \u00e8 stato inserito nella rosa ufficiale dei Mariners.\u00a0<\/p>\n<p>E&#8217; vero. Simon and Garfunkel cantavano: \u00abDove sei andato Joe Di Maggio? Una nazione volge i suoi occhi desolati verso di te. Che cos&#8217;\u00e8 che dici Mrs Robinson? Joltin&#8217; Joe ha lasciato ed \u00e8 andato via\u00bb. Solo che Di Maggio aveva il cognome italiano, il padre e i nonni italiani, e anche se ci piace dire che ha sposato e amato come nessun altro Marilyn Monroe, per gli americani \u00e8 americano. Quanto di pi\u00f9 americano ci sia, come Sinatra, Fiorello La Guardia, Al Pacino, Robert De Niro, Cristoforo Colombo, la pizza e sotto sotto perfino Al Capone. Invece Alex Liddi, al di l\u00e0 che si chiama Alex, \u00e8 proprio tutto italiano e per ora gli americani non hanno alcun interesse a spacciarlo per cosa loro. Allora non c&#8217;\u00e8 dubbio che quello dell&#8217;otto settembre 2011 sia il primo fuoricampo della storia italiana.<\/p>\n<p>Il ragazzo con la maglia numero 16 adesso sta in Giappone dove, il marketing funziona cos\u00ec, si apre la nuova stagione della Mlb. A Tokyo per la precisione e qui oggi e domani si giocano le prime due partite del campionato. I Mariners contro gli A&#8217;s Oakland, tutte e due le volte perch\u00e9 funziona cos\u00ec. Le due squadre non sono state scelte a caso, perch\u00e9 a Seattle gioca Ideki Matsui e con gli altri Ichiro Suzuki, che in Giappone sono venerati come mezzi dei. Alex \u00e8 di contorno, ma c&#8217;\u00e8. Forse giocher\u00e0 in terza base, forse in prima. Ma questo per noi italiani non ha pi\u00f9 di tanta importanza. Quello che conta \u00e8 che a settembre stava sul diamante perch\u00e9 a fine stagione le squadre danno un po&#8217; di spazio anche ai ragazzi che militano in Triplo A, una sorta di serie B controllata per\u00f2 dalle major, e questa volta invece non sta l\u00ec da abusivo.<\/p>\n<p>Anche nel baseball la regola \u00e8 quella delle franchigie. Nessuna promozione o retrocessione, le societ\u00e0 gestiscono direttamente le squadre satellite. E possono prelevare o spedire giocatori durante tutto il corso del torneo. Per intenderci, alla Mlb arrivano solitamente i giocatori del Triplo A, che a sua volta attinge risorse dal Doppio A e via di questo passo fino alla base della piramide, la squadra dei Rookie, giovani ragazzini di talento che sognano di diventare grandi. Liddi \u00e8 partito da qui. I Mariners lo hanno messo sotto contratto quando aveva appena 17 anni e giocava a Sanremo. Si \u00e8 fatto tutta la trafila, superando selezioni durissime, di solito i migliori italiani che hanno tentato l&#8217;impresa e l&#8217;avventura si sono fermati in Doppio A. Un anno fa lui ha fatto il salto in pi\u00f9, quello del Terzo A, con i Tacoma Reiniers.\u00a0<\/p>\n<p>Perch\u00e9 proprio lui ce l&#8217;ha fatta? \u00abNon sono pi\u00f9 forte di altri. Anzi, quando giocavo in Italia ce n&#8217;erano di pi\u00f9 bravi. Ma ho imparato che, tecnica a parte, \u00e8 la convinzione che conta per raggiungere certi risultati\u00bb. La sua risposta dice molto. Liddi ha un talento naturale, ma non \u00e8 tutto. La sua forza \u00e8 che ci crede. Ci crede a tal punto da far dimenticare alcuni suoi difetti e qualche dubbio dei tifosi. \u00c8 bravo come battitore, ma non si sa la sua altezza \u00e8 degna della Major League. Mostra ancora passaggi a vuoto. Come terza base gli rimproverano di non essere abbastanza veloce. Quello che per\u00f2 ha in pi\u00f9 \u00e8 la flessibilit\u00e0, la capacit\u00e0 di adattarsi e di adeguarsi in fretta al livello del campionato in cui gioca. A Tacoma 2011 ha segnato due record impressionanti. Ha battuto a casa pi\u00f9 di 100 punti (104), performance che in tutta la storia dei Rainiers era riuscita a un solo altro giocatore (nel 1973 a Craig Kusick, che poi sarebbe passato in Mlb). E ha anche segnato pi\u00f9 di 100 punti, per la precisione 121: nessuno ne aveva mai fatti cos\u00ec tanti per i Rainiers. Poi \u00e8 vero che la sua media non \u00e8 altissima (259, ovvero 145 battute valide su 559 turni accumulati nelle 138 partite giocate). E soprattutto troppo spesso finisce strike out, cio\u00e8 eliminato dal lanciatore (170 volte).\u00a0<\/p>\n<p>Se qualcuno dice cosa cavolo ce ne frega del baseball magari pu\u00f2 anche avere ragione, ma la storia di Alex Liddi ci porta dentro l&#8217;America pi\u00f9 America. E&#8217; qualcosa di pi\u00f9 di quello che hanno fatto Bargnani, Gallinari o Belinelli. Perch\u00e9 la Major League \u00e8 il luogo dove l&#8217;America si racconta e si specchia. In questo il baseball vale pi\u00f9 del basket. Come scrive Mario Salvini sulla Gazzetta dello Sport: \u00abE&#8217; la letteratura, \u00e8 Hemingway, Whitman, Steinbeck, Roth, De Lillo. E&#8217; il cinema. E&#8217; il sogno americano\u00bb. Batti e corri. E difendi la tua casa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abSemplicemente la palla, uscendo dalla sua mazza, fa un rumore diverso\u00bb. E&#8217; una sera di settembre di sei mesi fa. Otto settembre. I Seattle Mariners stanno giocando a Cleveland per un recupero contro gli Indians. Il ragazzo con il numero 16 \u00e8 in lineup per la seconda volta. Il giorno prima ha giocato contro i Texas Rangers. E&#8217; il secondo inning e tocca a lui andare in battuta. David Huff, il lanciatore di Cleveland, prova tre veloci di fila. 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