{"id":138,"date":"2012-04-07T20:02:16","date_gmt":"2012-04-07T18:02:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=138"},"modified":"2012-04-07T20:02:16","modified_gmt":"2012-04-07T18:02:16","slug":"il-destino-della-lega-padania-o-jugoslavia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2012\/04\/07\/il-destino-della-lega-padania-o-jugoslavia\/","title":{"rendered":"Il destino della Lega: Padania o Jugoslavia?"},"content":{"rendered":"<p>Non ha pi\u00f9 a che fare con\u00a0la <strong>Lega<\/strong>\u00a0da quasi vent&#8217;anni. Solo che un tempo era tra i pionieri. Bazzica ancora un po&#8217; l&#8217;ambiente ed \u00e8 per questo che chiede di non fare il suo nome. &#8220;Tanto non \u00e8 importante. Non ho rivelazioni da fare. Il mio \u00e8 solo un ragionamento&#8221;. Questo signore che un tempo faceva politica ora si \u00e8 ritirato in campagna e da l\u00ec guarda con distacco le avventure del <strong>Carroccio<\/strong>. C&#8217;\u00e8 una parola che continua per\u00f2 a ronzargli nel cervello: <strong>Jugoslavia<\/strong>. Guarda verso <strong>Gemonio<\/strong> e vede Sarajevo. &#8220;Sembra la stessa storia. La federazione jugoslava scopr\u00ec che era solo un&#8217;espressione geografica che si reggeva sul carisma e la figura di <strong>Tito<\/strong>. Quando lui \u00e8 svanito tutti hanno pensato che quella era una convivenza forzata. Ognuno aveva la sua idea di Jugoslavia, o meglio di patria, e non solo coincideva con quella degli altri, ma la stessa esistenza degli altri sembrava compromettere la propria. Ecco. Ogni volta che mi capita di pensare alla Lega mi viene in mente questo&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Bossi<\/strong> non \u00e8 morto e c&#8217;\u00e8 chi \u00e8 pronto a scommettere che al prossimo congresso si ripresenter\u00e0 a chiedere conto della sua creatura. Nel frattempo, per\u00f2, ognuno comincia a declinare il Carroccio a modo suo. Non che prima non lo facessero, solo ora sono convinti che la presenza degli altri sia un problema. I l\u00f9mbard vedono i veneti come parvenue, i veneti considerano i <strong>l\u00f9mbard<\/strong> una maledizione e le casse del partito lo dimostrano, i piemontesi fanno storia a s\u00e9, i liguri sono una minoranza che scommette sulla propria diversit\u00e0, gli emiliani sostengono che sono leghisti rossi e vengono da un&#8217;altra civilt\u00e0. E poi all&#8217;nterno di ogni territorio si vedono diversi: cosa c&#8217;entra Varese con Como, Lecco o Bergamo? Per non parlare di Milano, metropoli dove la Lega non si sente mai profiondamente a casa. Oppure quanto fastidio d\u00e0 al resto dei veneti il protagonismo da primo cittadino del veronese Tosi. Balcanizzazione. Questo \u00e8 il fantasma.<\/p>\n<p><strong>Maroni<\/strong> questo lo ha capito da tempo e lavora per sopravvivere al leader carismatico del partito. Non ha il suo carisma, ma \u00e8 un &#8220;amministratore&#8221;. Per riuscire a salvare la Lega dovr\u00e0 appoggiarsi sul Veneto, liquidando il <strong>cerchio magico<\/strong>, ma dando un ruolo non periferico alle anime lombarde a lui fedele. Dove prima c&#8217;era l&#8217;entusiasmo quasi religioso e passionale dei leghisti ora serve una &#8220;burocratizzazione&#8221;, con il rischio che la normalit\u00e0 spenga per\u00f2 la diversit\u00e0 del Carroccio. D&#8217;altra parte il federalismo porta con s\u00e9 sempre questo problema, soprattutto quando si basa sull&#8217;entusiasmo pi\u00f9 che sul bisogno di libert\u00e0. Il vantaggio, sostengono i maroniani, \u00e8 che disperdendo il &#8220;cerchio magico&#8221; il Carroccio risolve un problema, che non \u00e8 solo quello del familismo. Il gruppo ristretto che ha curato e tutelato Bossi non ha mai permesso alla Lega di espandersi e trovare una sua identit\u00e0 extra Gemonio. Non si fidavano, di nessuno. Tutta la loro politica era restrittiva, costruire muri intorno alla loro idea del Carroccio per pochi intimi. E&#8217; come se gestissero un&#8217;azienda familiare con la preoccupazione che qualcuno, fuori, fosse pronto a rubare il brevetto, l&#8217;idea, e la gestione di un&#8217;impresa diventata fin troppo grossa. Fino a quando il titolare era attivo non c&#8217;erano pericoli. Debole e fragile bisognava isolarlo dagli avvoltoi. E preparare la successione. In questo modo la Lega non \u00e8 cresciuta quanto poteva e il figlio non era un delfino ma appunto una trota. Non esisteva pi\u00f9 Padania, non esisteva pi\u00f9 Veneto, Liguria, Bergamo o Treviso, Verona o Reggio Emilia. La preoccupazione del cerchio magico \u00e8 che nulla oltrpassasse le mura di Gemonio. Dicono che ora Bossi nella casa di famiglia non riesce a starci troppo tempo. Si guarda intorno e si sente amareggiato e deluso. Va in via Bellerio per passare il tempo e trovare un po&#8217; di tranquillit\u00e0 insieme agli amici. E&#8217; la nostalgia di un mondo che ha perduto. Quel mondo chiamato <strong>Padania<\/strong>. O Jugoslavia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Non ha pi\u00f9 a che fare con\u00a0la Lega\u00a0da quasi vent&#8217;anni. Solo che un tempo era tra i pionieri. Bazzica ancora un po&#8217; l&#8217;ambiente ed \u00e8 per questo che chiede di non fare il suo nome. &#8220;Tanto non \u00e8 importante. Non ho rivelazioni da fare. Il mio \u00e8 solo un ragionamento&#8221;. Questo signore che un tempo faceva politica ora si \u00e8 ritirato in campagna e da l\u00ec guarda con distacco le avventure del Carroccio. C&#8217;\u00e8 una parola che continua per\u00f2 a ronzargli nel cervello: Jugoslavia. Guarda verso Gemonio e vede Sarajevo. &#8220;Sembra la stessa storia. 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