{"id":147,"date":"2012-04-09T21:41:46","date_gmt":"2012-04-09T19:41:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=147"},"modified":"2012-04-09T21:41:46","modified_gmt":"2012-04-09T19:41:46","slug":"quella-notte-a-onna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2012\/04\/09\/quella-notte-a-onna\/","title":{"rendered":"Quella notte a Onna"},"content":{"rendered":"<p>Questa sera la voce del navigatore satellitare ha qualcosa di strano. \u00c8 tesa e snervante, pi\u00f9 del solito. <strong>Aldo Scimia <\/strong>\u00e8 stato piuttosto vago: \u00abVieni prima che faccia buio, con la penombra. E vedrai tutto, anche quello che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9\u00bb. L\u2019appuntamento \u00e8 al crepuscolo. Lei, la voce, da un momento all\u2019altro potrebbe mettersi a urlare: attenzione, \u00e8 stata registrata una scossa di tre virgola nove di magnitudo. A questo punto tutto \u00e8 possibile e invece si limita a dire \u00abfra settanta metri girare a destra\u00bb.<br \/>\nEccola. \u00c8 laggi\u00f9. Quella era <strong>Onna<\/strong>. Qui la strada si interrompe, proprio dove c\u2019\u00e8 l\u2019incrocio e comincia il paese. Aldo aspetta l\u00ec. Da lontano sembra un hobbit, con occhiali e pizzetto bianco, e qualcosa di brutto ha appena spazzato via la sua contea. Fa segno di parcheggiare pi\u00f9 in l\u00e0, sul prato, davanti a quell\u2019accampamento di tende. Indica con il dito il cielo rossastro che scompare all\u2019orizzonte: \u00abQuando \u00e8 cos\u00ec non sai mai se far\u00e0 bel tempo o terremoto\u00bb. Aldo Scimia \u00e8 il vigile urbano, \u00e8 l\u2019uomo che studia il futuro energetico delle biomasse, \u00e8 l\u2019autore di un libro sulla lavorazione della canapa, \u00e8 lo storico e il narratore.<br \/>\n\u00c8 il custode. \u00c8 la memoria di Onna. Le sagome di case, ruderi e macerie si perdono in questo cielo che sta diventando sempre pi\u00f9 scuro. Questa sera Onna \u00e8 gli occhi di Aldo. \u00c8 come era prima del terremoto. Tornano i quattro casali e le porte a botte, e i nomi delle strade, i morti di ieri e quelli del passato. Onna \u00e8 contadina, grano e barbabietole. \u00c8 transumanza. Onna \u00e8 il Vera e l\u2019Aterno, i due fiumi, il primo \u00e8 quello buono, l\u2019altro \u00e8 violento, torrente scuro che ti trascina via. Onna si misura a coppi di terra, e ogni coppo segna700 metriquadri. \u00c8 tre dita di una mano, come un delta, come le tre strade che si rincontrano al centro del paese. La strada nova, che arriva qui fino al confine, quella che i romani chiamavanola Nova Claudia. La via Oppietti, dove al numero sei c\u2019era la biblioteca. E via Aterno, quella che porta al fiume. Ogni strada di Onna \u00e8 un ruga, una traccia di memoria: via del carro rotto, via delle massale, via della propositura, via del fagocchio. L\u00ec lavoravano la canapa, qui c\u2019erano i falegnami, laggi\u00f9 c\u2019era la chiesa. E in mezzo a queste l\u2019antico tratturo, il sentiero di nessuno, dove passavano i pastori, dal tavoliere ai monti, dalla Puglia all\u2019Abruzzo. \u00c8 rimasto l\u00ec, e neppure il terremoto l\u2019ha sepolto. Non sai bene perch\u00e9, ma da tempo a Onna non c\u2019erano bar. Aldo dice cos\u00ec. Le ultime cantine hanno chiuso le porte una trentina di anni fa. L\u2019Aquila, nucleo forte, troppo vicina, si \u00e8 mangiato tutto, anche le osterie. \u00c8 qui, che nell\u2019altro secolo, i fratelli Sbroglia di via dei calzolari salutarono tutti e se ne andarono in America: Columbus e poi Philadelphia a fare le railroad. Qui, nelle cantine, Ricuccio il vagabondo veniva a spendere le sue ultime lire. \u00abRicuccio girava per le strade del centro, con quell\u2019enorme cappotto liso, grigio e sporco che lo avvolgeva due volte, sempre addosso, anche d\u2019estate, bussava alle porte e aspettava pazientemente che qualcuno rispondesse\u00bb. Aldo racconta, ricorda, parla. Vede l\u2019attore. Benedetto di Gregorio, \u00abal secolo e per tutti Nettino e la sua automobile sudcoreana dal colore indefinito tra il rosa e l\u2019arancione. Qualcuno dice che l\u2019ha comprata cos\u00ec per farsi riconoscere. Come sempre, fino a 83 anni, quando se ne \u00e8 andato via, l\u2019ultima estate. In tempo per perdersi il terremoto\u00bb. Da qualche parte cerca la sua casa e le strade che conosceva Alceste l\u2019Ardito, classe 1897, Cavaliere di Vittorio Veneto, vedovo troppo giovane, che ancora negli anni \u201970 cantava: \u00abFinita questa guerra tutti saranno eroi, racconteranno ai posteri quel che facemmo noi\u00bb. Onna \u00e8 un paese strano. Erano 300 abitanti, e molti di pi\u00f9 al cimitero. Ma nessuno dimentica mai nulla, n\u00e9 i vivi n\u00e9 i morti. E ogni anno al \u00abSabato del villaggio\u00bb premiano con il fagiolo d\u2019oro, il fagiolo bianco tondo di Onna, un compaesano da lasciare alla storia.<br \/>\nAldo non dice a chi toccher\u00e0 in quest\u2019anno nero, disgraziato. \u00c8 quasi notte e i suoi occhi sono umidi. E il dolore \u00e8 troppo grande per ricordarli tutti. Aldo pensa a Fabio che \u00e8 tornato da Roma per stare vicino alla nonna. La terra trema, la terra fa paura. La terra \u00e8 tutto. La vecchia e lo studente ritrovati accanto, il giorno dopo, morti. Come si chiamano Romeo e Giulietta, qui, ad Onna? Una fuga d\u2019amore, via dalle famiglie contrarie e divise. Si va, si dorme insieme e poi si torna a casa. Cos\u00ec quello che \u00e8 fatto \u00e8 fatto. Dove? Ad Onna va bene. Dormiamo l\u00ec. Ed era la notte d\u2019amore sbagliata. Aldo pensa a Giustino, Giustino Parisse, il suo amico, quello con cui ha scritto libri, il giornalista del Centro, quotidiano d\u2019Abruzzo, l\u2019altro spicchio della memoria, che sotto questa terra ha lasciato due figli, e non avevano vent\u2019anni. E alle suore, quelle arrivate qui da Sestri Levante, pi\u00f9 di un secolo fa. Ai bambini salvati e a quelli che non ce l\u2019hanno fatta. Aldo pensa alla madre. A mamma Dina. \u00abSono uscito di casa e vedevo che Onna non c\u2019era pi\u00f9. Ho fatto il giro per tre volte di tutto il paese. Ero Ettore inseguito da Achille. Non l\u2019ho trovata. Ho saputo che era morta da mia cugina, che vive in Croazia. Lo avevano detto in televisione. Hanno trovato la fornaia di Onna. E tutti abbiamo capito che era lei. Mia madre, 72 anni, e una vita a gestire l\u2019unico forno di questo paese\u00bb. Aldo si siede. Siamo al centro di Onna, il centro esatto. Si siede su un sasso di80 centimetri, residuo di un vecchio mulino medioevale. \u00ab\u00c8 qui da sempre\u00bb. Aldo Scimia sa che ci vorranno anni per ricostruire tutto. Ma tornerete qui? \u00abE dove senn\u00f2. Qui c\u2019\u00e8 lo spiritus loci. Qui ci sono Ricuccio, Nestino, Alceste. Qui i tedeschi hanno fatto strage di uomini. Qui ci sono i figli di Giustino. E Romeo e Giulietta. Qui c\u2019\u00e8 mia madre. Non possiamo lasciarli soli\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Questa sera la voce del navigatore satellitare ha qualcosa di strano. \u00c8 tesa e snervante, pi\u00f9 del solito. Aldo Scimia \u00e8 stato piuttosto vago: \u00abVieni prima che faccia buio, con la penombra. E vedrai tutto, anche quello che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9\u00bb. L\u2019appuntamento \u00e8 al crepuscolo. Lei, la voce, da un momento all\u2019altro potrebbe mettersi a urlare: attenzione, \u00e8 stata registrata una scossa di tre virgola nove di magnitudo. A questo punto tutto \u00e8 possibile e invece si limita a dire \u00abfra settanta metri girare a destra\u00bb. Eccola. \u00c8 laggi\u00f9. Quella era Onna. Qui la strada si interrompe, proprio dove c\u2019\u00e8 [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2012\/04\/09\/quella-notte-a-onna\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":997,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[7518],"tags":[10795,10809,4596,10808,860],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/147"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/users\/997"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=147"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/147\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":149,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/147\/revisions\/149"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=147"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=147"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=147"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}