{"id":186,"date":"2012-12-10T21:03:16","date_gmt":"2012-12-10T20:03:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=186"},"modified":"2012-12-10T21:03:16","modified_gmt":"2012-12-10T20:03:16","slug":"la-geopolitica-del-football","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2012\/12\/10\/la-geopolitica-del-football\/","title":{"rendered":"La geopolitica del football"},"content":{"rendered":"<p>Il football? \u00c8 la prosecuzione della guerra con altri mezzi. \u00c8 il 26 giugno<br \/>\n1996 e il Times, parafrasando von Clausewitz, fa capire ai suoi lettori che<br \/>\nla semifinale dei campionati europei non \u00e8 solo una partita. Si gioca a<br \/>\nWembley e l\u2019Inghilterra di Gascoigne e Shearer sfida la Germania di Sammer e<br \/>\nStrunz. Come diceva la signora Thatcher lo sport nazionale dei tedeschi \u00e8 la<br \/>\nguerra, e la perdono sempre, quello inglese \u00e8 il football e non vincono<br \/>\n(quasi mai). Southgate sbaglia l\u2019ultimo rigore e la Germania conquista<br \/>\nLondra. Quel giorno il football non torn\u00f2 a casa.<br \/>\n\u00c8 solo una delle tante storie di calcio, diplomazia, orgoglio nazionale,<br \/>\nrivincite politiche e sogni di libert\u00e0, qualche volta anche guerra, quella<br \/>\nvera. Ryszard Kapuscinski ha raccontato al mondo la \u00abprima guerra del<br \/>\nfootball\u00bb. Era il 1969, qualificazione a Mexico \u201970, e all\u2019undicesimo minuto<br \/>\ndel primo tempo supplementare Jos\u00e9 Quintanilla regal\u00f2 a El Salvador la<br \/>\nvittoria contro l\u2019Honduras. I governi non si amavano, i popoli ancora meno e<br \/>\ni tifosi per niente. Scoppi\u00f2 la guerra e dur\u00f2 sei giorni. In America Latina<br \/>\nla ricordano come guerra \u00abde las Cien Horas\u00bb. Cento ore, 90 pi\u00f9 i<br \/>\nsupplementari con i carri armati. And\u00f2 peggio il 13 marzo 1990. Il destino<br \/>\ndella Jugoslavia diventa chiaro quando i Bad Blue Boys della Dinamo Zagabria<br \/>\ne i Delije (eroi) della Stella Rossa Belgrado si picchiano e scorre il<br \/>\nsangue. I calciatori guardano e partecipano. La \u00abTigre\u00bb Arkan inizi\u00f2 la<br \/>\ncarriera di signore della guerra serbo proprio quel giorno. E i Bad Blue<br \/>\nBoys della Dinamo sarebbero diventati comandanti nell&#8217;esercito croato.<br \/>\nCi sono partite che odorano di vendetta. \u00c8 la mano de dios di Maradona che<br \/>\nrivendica l\u2019orgoglio perduto delle Malvinas. Ci sono partite che chiudono<br \/>\nun\u2019era. Il caudillo stravedeva per il Real Madrid. \u00c8 per questo che per<br \/>\nmolti catalani la vera fine del franchismo \u00e8 la vittoria degli azulgrana del<br \/>\nBar\u00e7a sul Real &#8211; al Santiago Bernabeu, nella primavera del 1974 &#8211; con una<br \/>\ntripletta segnata da un certo Johan Cruyff. E ci sono partite che sanno di<br \/>\nnostalgia. Le braccia al cielo di J\u00fcrgen Sparwasser, lo sguardo impietrito<br \/>\ndi Sepp Maier e Berti Vogts, quella sera del 22 giugno, mondiale 1974,<br \/>\nGermania Ovest-Germania Est finisce zero a uno. Una vittoria che proietta la<br \/>\nDdr verso un grande futuro, che non sarebbe arrivato mai. A volte il calcio<br \/>\nracconta che il peggio \u00e8 passato. Il 24 agosto a Bagdad \u00e8 tornato il calcio.<br \/>\nLo Zawraa, squadra della capitale, ha perso la finale scudetto contro i<br \/>\ncurdi dell\u2019Arbil. L\u2019emergenza \u00e8 finita<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il football? \u00c8 la prosecuzione della guerra con altri mezzi. \u00c8 il 26 giugno 1996 e il Times, parafrasando von Clausewitz, fa capire ai suoi lettori che la semifinale dei campionati europei non \u00e8 solo una partita. Si gioca a Wembley e l\u2019Inghilterra di Gascoigne e Shearer sfida la Germania di Sammer e Strunz. 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