{"id":201,"date":"2013-01-15T18:18:27","date_gmt":"2013-01-15T17:18:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=201"},"modified":"2013-01-15T18:18:27","modified_gmt":"2013-01-15T17:18:27","slug":"il-fool-che-cambia-la-trama-delle-elezioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2013\/01\/15\/il-fool-che-cambia-la-trama-delle-elezioni\/","title":{"rendered":"Il fool che cambia la trama delle elezioni"},"content":{"rendered":"<div>\n<div>\n<div>\n<p>L&#8217;improvviso. Quando tutto sembrava scorrere lentamente verso un finale gi\u00e0 scritto sul palcoscenico della politica accade qualcosa che non ti aspetti. Il coro dei sondaggisti porta sussurri e notizie: i numeri stanno cambiando. Dicono che la nave di Bersani non sta arrivando pi\u00f9 cos\u00ec tranquillamente in porto, perde vento e forza, sta ancora l\u00ec in testa al 38,7 per cento, ma si lascia indietro un 2,9% di consensi. Potrebbe non farcela a governare, perch\u00e9 il Senato \u00e8 sempre pi\u00f9 a rischio, sempre pi\u00f9 in bilico. E pi\u00f9 passa il tempo pi\u00f9 lui perde. Dicono che il professor Monti stia facendo davvero i conti con la realt\u00e0 e quell&#8217;undici per cento lo condanna a non essere n\u00e9 il signore di una destra confortevole n\u00e9 una riserva per la nazione. Dicono soprattutto che lui, l&#8217;altro, quello che bisognava cancellare, sorride. Il vento sta soffiando dalla sua parte. Quasi tre punti in pi\u00f9 in percentuale e a quattro passi da Bersani. Gli spettatori a questo punto si stanno rendendo conto che ancora tutto pu\u00f2 succedere.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 spesso nel teatro un personaggio che scardina tutte le trame, mischia le carte, ribalta i giochi, cambia la storia. Qualche volta \u00e8 il \u00abfool\u00bb tanto caro a Shakespeare, quel folle che con le sue mattane porta in scena una saggezza antica, popolaresca. Il \u00abfool\u00bb con il \u00abquid\u00bb. \u00c8 Bertoldo o Arlecchino. \u00c8 l&#8217;uomo di infinite facezie. \u00c8 il mago Atlante dell&#8217;Orlando Furioso, che nel suo castello dove si incrociano i destini imprigiona o seduce i cavalieri, tanto che ognuno di loro entra inseguendo le proprie passioni e finisce per sfuggire dalle ossessioni di una vita. Tutti questi personaggi spezzano la trama, segnano l&#8217;inatteso, l&#8217;epifania. Insomma, quello che non ti aspetti. E sono la maledizione e il colpo di reni di ogni autore. Quando entrano loro in scena la storia deraglia, e spiazza: protagonisti, comparse e pubblico. E sembra quasi scappare dalle mani del narratore.<\/p>\n<p>Il sospetto \u00e8 che nello spettacolo di queste elezioni a giocare di nuovo il ruolo del fool sia ancora Silvio Berlusconi. Non \u00e8 la prima volta. \u00c8 successo nel 1994 quando ha lasciato a bocca aperta quanti assistevano alla frantumazione pubblica della gioiosa macchina da guerra. \u00c8 successo nel 2006 quando con una rimonta improbabile ha costretto alla quasi patta la coalizione di Prodi. Questa volta perfino la rimonta veniva considerata impossibile. Il fool era stato messo fuori scena, e tutti ci siamo affannati a fare in modo che non fosse neppure scritturato, tanto per evitare sorprese. Si \u00e8 cercato di coprire quel buco di sceneggiatura con altre figure, pi\u00f9 giovani, pi\u00f9 rassicuranti, meno ingombranti. Questa volta, si diceva, niente rischi. Lo spettacolo sar\u00e0 magari un po&#8217; pi\u00f9 noioso, ma \u00e8 stato raccomandato da tutte le accademie del mondo. L&#8217;Italia ha bisogno di qualcosa di sobrio, istituzionale, facile da tradurre, con tutti i sacri crismi dei corsi di scrittura creativa. Non c&#8217;\u00e8 spazio per l&#8217;improvviso.<\/p>\n<p>La trama era semplice. Bersani vince perch\u00e9 \u00e8 uno con cui giocheresti a briscola senza sorprese. Con lui c&#8217;\u00e8 l&#8217;ultima maschera che ti narra la solita filastrocca del Novecento. Al governo magari ci sar\u00e0 qualcosa da aggiustare, ma questa volta tutti giurano che n\u00e9 un Vendola n\u00e9 un Renzi faranno saltare il banco. \u00c8 quello che gli eredi di Occhetto aspettano da vent&#8217;anni, una riparazione a quella porta scorrevole che nel &#8217;94 ha cambiato il giusto corso degli eventi. \u00c8 da allora che si considerano gli unici legittimati a guidare l&#8217;Italia. Monti si accontenta di spazzare via la destra berlusconiana e con sobriet\u00e0 trattare con i vincitori un&#8217;equa distribuzione del potere futuro. La parola d&#8217;ordine sar\u00e0 \u00abnormalizzare\u00bb. Casini e Fini riproporranno la loro vecchia politica, coltivandosi una nicchia di rendite di posizione, con la soddisfazione morale di brindare alla sconfitta dell&#8217;ex alleato ora arcinemico. Dovevano essere loro a portare sulla scena il gusto della vendetta. In tutto questo la parte del folle l&#8217;avrebbero lasciata a Grillo. Il populista con guru a seguito. Cos\u00ec facile da demonizzare, cos\u00ec tranquillo da demonizzare.<\/p>\n<p>E adesso? Cambia tutto. Saltano le certezze, paura e preoccupazione mettono nuovo sale nel piatto della politica. Bisogna fermarlo. Bisogna fermare il \u00abfool\u00bb. Il coro dei sondaggisti si fa pi\u00f9 forte: i numeri stanno cambiando. E sulla scena si alza una preghiera: ci sar\u00e0 pure un giudice da qualche parte?<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L&#8217;improvviso. Quando tutto sembrava scorrere lentamente verso un finale gi\u00e0 scritto sul palcoscenico della politica accade qualcosa che non ti aspetti. Il coro dei sondaggisti porta sussurri e notizie: i numeri stanno cambiando. Dicono che la nave di Bersani non sta arrivando pi\u00f9 cos\u00ec tranquillamente in porto, perde vento e forza, sta ancora l\u00ec in testa al 38,7 per cento, ma si lascia indietro un 2,9% di consensi. Potrebbe non farcela a governare, perch\u00e9 il Senato \u00e8 sempre pi\u00f9 a rischio, sempre pi\u00f9 in bilico. E pi\u00f9 passa il tempo pi\u00f9 lui perde. 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