{"id":219,"date":"2013-05-03T21:11:26","date_gmt":"2013-05-03T19:11:26","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=219"},"modified":"2013-05-03T21:11:26","modified_gmt":"2013-05-03T19:11:26","slug":"ogni-volta-che-passa-il-29","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2013\/05\/03\/ogni-volta-che-passa-il-29\/","title":{"rendered":"Ogni volta che passa il &#8217;29"},"content":{"rendered":"<p>Jeremy era un giovane yuppie di Manhattan. \u00a0Quel maledetto \u00abluned\u00ec nero\u00bb era l\u2019unico a non dare di matto. \u00a0La gente sudava, cravatte slacciate, giacche che volavano, disperazione. \u00a0Era il 19 ottobre 1987 e Jeremy non aveva (&#8230;) perso un dollaro. \u00a0Quando arriv\u00f2 la sera il Dow Jones aveva perso 500 punti, un crollo del 22,61 per cento. \u00a0Tutti i quotidiani, a New York e nel mondo, evocavano panico e paura. \u00a0Bastava un numero, una data: 1929. \u00a0La Grande Depressione rimbalzava di titolo in titolo. \u00a0Jeremy era preoccupato solo di una cosa, forse doveva vendere i suoi capolavori. \u00a0Ai suoi clienti diceva di avere pazienza. \u00a0Un lusso che i clienti non potevano permettersi, il panico quando arriva ti brucia dentro. \u00a0E cos\u00ec, per vederci chiaro, si rivolsero all\u2019organo di disciplina di Wall Street. \u00a0Nella mansarda di Jeremy c\u2019erano Van Gogh, Manet, Chagall e una dozzina di artisti minori. \u00a0Il broker non aveva investito in Borsa, ma era un maestro nell\u2019acquistare opere d\u2019arte. \u00a0Fu arrestato. \u00a0Ma Jeremy pass\u00f2 alla leggenda come ladro gentiluomo.<\/p>\n<p>Il \u201929 \u00e8 un fantasma che semina storie. \u00a0Ogni volta che il mondo fa crack spuntano fuori quei personaggi di Steimbeck, le corriere stravaganti, treni merci di vagabondi sdruciti, la fame dei nuovi pezzenti, l\u2019America che conosce il sale del fallimento. \u00a0E Sir Keynes che propone al mondo di scavare buche e poi riempirle, cos\u00ec i salariati lavorano, i soldi girano, Stato e mercato si stringono la mano: una invisibile, l\u2019altra pubblica. \u00a0Quelle immagini in bianco e nero, mute, con questi uomini che si muovono a scatti, sono una sorta di memoria collettiva che i padri tramandano ai figli. \u00c8 cos\u00ec che per quasi un secolo il 29 \u00e8 diventato il numero dell\u2019apocalisse. \u00a0La paura di perdere tutto: roba, speranza e dignit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 quella paura che fece scrivere ai giornali del 1987: \u00abCrolla Wall Street, peggio che nel \u201929\u00bb. \u00a0Cala il dollaro, salgono oro e petrolio. \u00a0Fu una brutta botta, brutta davvero. \u00a0Qualcuno si suicid\u00f2. \u00a0Ma non fu l\u2019apocalisse. \u00a0A vederla ora, pi\u00f9 vecchi, si pu\u00f2 dire che la caduta di Wall Street segn\u00f2 la fine dell\u2019ottimismo anni \u201980. \u00a0Spazz\u00f2 via gli yuppies e l\u2019idea che il denaro cala docile nelle tasche, basta essere un po\u2019 pi\u00f9 svegli degli altri. \u00a0Spazz\u00f2 via l\u2019estetica dei cocktail, l\u2019etica dell\u2019edonismo, la Pop Art e tutti i cloni di Michael J. \u00a0Fox, ma soprattutto fece capire al mondo che Ovest ed Est stavano cambiando. \u00a0Due anni dopo a Berlino cadde il Muro e c\u2019erano tutti i confini da ricostruire.<\/p>\n<p>Aveva ragione Schumpeter. \u00a0Il capitalismo ha un brutto carattere: crea e distrugge. \u00a0Muove la storia, genera il futuro, ma lascia a terra sacche di insicurezza. \u00a0E quando picchia fa male, ma tutto questo serve a tagliare i rami secchi e forse si porta dietro una sindrome a torre di Babele. \u00a0Quando gli uomini esagerano e cercano scorciatoie per arrivare al cielo li riporta con i piedi per terra. \u00a0Faticate gente, su le maniche, ora si ricomincia. \u00c8 cos\u00ec da sempre, anche prima del \u201929. \u00a0Nel 1637 i bulbi dei tulipani venivano scambiati con terreni, animali vivi, e case. \u00a0Un buon speculatore poteva anche guadagnare seimila fiorini olandesi al giorno. \u00a0Qualcuno faceva affari con i bulbi ancora da piantare. \u00a0Questa pratica pass\u00f2 alla storia come \u00abcommercio del vento\u00bb. \u00a0Quella che oggi chiameremmo \u00abfutures\u00bb. \u00a0Poi la bolla scoppi\u00f2 e i tulipani tornarono a essere solo fiori colorati. La botta qualche volta arriva quando corri troppo. \u00a0Erano 30 anni che le crisi asiatiche crescevano pi\u00f9 velocemente di qualsiasi economia al mondo.<\/p>\n<p>Nel luglio del 1997 arriv\u00f2 la resa dei conti. \u00a0Le imprese di Corea, Thailandia e Indonesia avevano troppi debiti con l\u2019estero, l\u2019economia era drogata e l\u2019industria di microchip non bastava a reggere tutto. \u00a0Anche allora si parl\u00f2 di \u201929, solo che arrivava da Est, come una pandemia, come una di quelle febbri che ti lascia senza forze.<\/p>\n<p>Il nuovo secolo intanto stava arrivando. \u00a0Internet era ancora di una lentezza snervante. \u00a0Non c\u2019era ancora Google ed era davvero emozionante scambiarsi le e-mail. \u00a0Dicevano che il futuro si chiamava e-commerce, cos\u00ec in Borsa le aziende che avevano a che fare con la parola internet volavano leggere. \u00a0Era l\u2019alba della new economy. \u00a0Precipitosa. \u00a0Molte aziende avevano siti con migliaia e migliaia di visitatori al giorno, ma non guadagnavano nulla, soprattutto non avevano la pi\u00f9 pallida idea di come monetizzare i contatti.\u00a0 Crollo. \u00a0Il Nasdaq in meno di due anni perde quasi l\u201980 per cento. \u00a0Sui giornali si leggono strepitosi reportage da Cupertino, California. \u00a0Roba davvero da Grande Depressione. \u00a0Storie come quella di Gordon Seybold, che ogni notte si preparava il letto sul sagrato della chiesa, a pochi metri dal campus della Apple. \u00a0Era direttore esecutivo di un\u2019azienda di software e guadagnava 125mila dollari l\u2019anno. \u00a0Seybold era il simbolo degli homeless della Silicon Valley. \u00a0Sono passati tredici e il \u201929 non smette di bussare.\u00a0 Passer\u00e0?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Jeremy era un giovane yuppie di Manhattan. \u00a0Quel maledetto \u00abluned\u00ec nero\u00bb era l\u2019unico a non dare di matto. \u00a0La gente sudava, cravatte slacciate, giacche che volavano, disperazione. \u00a0Era il 19 ottobre 1987 e Jeremy non aveva (&#8230;) perso un dollaro. \u00a0Quando arriv\u00f2 la sera il Dow Jones aveva perso 500 punti, un crollo del 22,61 per cento. \u00a0Tutti i quotidiani, a New York e nel mondo, evocavano panico e paura. \u00a0Bastava un numero, una data: 1929. \u00a0La Grande Depressione rimbalzava di titolo in titolo. \u00a0Jeremy era preoccupato solo di una cosa, forse doveva vendere i suoi capolavori. \u00a0Ai suoi clienti [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2013\/05\/03\/ogni-volta-che-passa-il-29\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":997,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[17938],"tags":[29841,60,29839,15726],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/219"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/users\/997"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=219"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/219\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":220,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/219\/revisions\/220"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=219"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=219"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=219"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}