{"id":221,"date":"2013-05-05T16:18:33","date_gmt":"2013-05-05T14:18:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=221"},"modified":"2013-05-05T16:36:44","modified_gmt":"2013-05-05T14:36:44","slug":"chi-difende-i-diritti-delluomo-senza-qualita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2013\/05\/05\/chi-difende-i-diritti-delluomo-senza-qualita\/","title":{"rendered":"Chi difende i diritti dell&#8217;uomo senza qualit\u00e0?"},"content":{"rendered":"<p>Scusate, ma ci sarebbe anche lui. Lui, quello che ormai quando si parla di diritti viene troppo spesso dimenticato. Quello che spesso manca nella foto di gruppo, perch\u00e9 pi\u00f9 invisibile degli invisibili. Quello senza etichette e che non trova spazio nel calendario delle giornate da dedicare. Il povero cane sciolto, magari banale, forse percepito come troppo astratto, ma maledettamente reale, perch\u00e9 \u00e8 poi per lui che \u00e8 stata costruita tutta l\u2019architettura sacrosanta dei diritti dell\u2019uomo. E lui \u00e8 l\u2019io, l\u2019individuo. Senza aggettivi qualificativi, senza generi, senza razza, cos\u00ec universale da superare ogni discussione sul sesso degli angeli, perch\u00e9 il bello degli individui \u00e8 che sono padroni assoluti della loro sfera privata. L\u2019individuo in fondo dallo Stato pretende una sola cosa, la libert\u00e0. O detto in maniera pi\u00f9 rude: che si faccia i cavoli suoi. Non chiede bandiere o riconoscimenti, ma spera sempre che l\u2019erede del leviatano resti fuori dalla porta di casa sua. Magari perch\u00e9 non si fida. Ricordate? La mia casa \u00e8 il mio castello.<\/p>\n<p>Questo non significa che non bisogna ancora battersi per i diritti di chi storicamente \u00e8 stato pi\u00f9 discriminato, soprattutto in quei casi in cui il problema ancora esiste, \u00e8 concreto. Non c\u2019\u00e8 dubbio che vadano tutelati i diritti di donne, bambini, omosessuali, migranti, di chi riceve insulti e ululati per il colore della pelle, di chi viene discriminato perch\u00e9 il suo pensiero non ha diritto di cittadinanza, di tutte le ragazze vendute sulle strade del mondo. I diritti di tutti i gruppi e di tutte le minoranze discriminate per un motivo o per l\u2019altro. Questa \u00e8 la storia dell\u2019Occidente, quella fuga dalla schiavit\u00f9 cominciata dai servi della gleba, dai feudi verso le citt\u00e0, strappando anno dopo anno un centimetro di libert\u00e0 in pi\u00f9. E questa storia non \u00e8 ancora finita. Solo che questo \u00e8 inutile se si mette da parte l\u2019uno, il singolo uomo e i suoi diritti inalienabili. Anche se quell\u2019uomo ti sta antipatico, se \u00e8 impresentabile, se puzza, se \u00e8 ignorante, se non corrisponde perfettamente alle \u00e9lite delle culture da tutelare, se non d\u00e0 punti nella classifica del politicamente corretto, se \u00e8 molto basso e irascibile, se non rappresenta il tuo ideale di elettore, se \u00e8 un\u2019olgettina o un tronista o vive alla periferia infetta e dannata delle metropoli. Anche se non ha i requisiti culturali doc. Perfino se \u00e8 il pi\u00f9 classico dei borghesi piccoli piccoli, quelli che la mattina vanno a lavorare nel loro piccolo negozio e che non fanno rumore e quando la crisi li azzanna e le banche non gli danno fiducia la fa finita, pensando che quello sia l\u2019ultimo atto di una vita dignitosa.<\/p>\n<p>Si parla molto di diritti in questi anni, per fortuna. Ci sono campagne per denunciare i nostri pregiudizi e le nostre vilt\u00e0. Ottimo. Per\u00f2 in questo quadro c\u2019\u00e8 qualcosa che manca. Si parla sempre di gruppi, con il rischio di segnare altri confini, altri muri, quasi che ogni \u00ablobby\u00bb fosse un popolo diverso, con la sua forte identit\u00e0, i suoi uffici stampa, i suoi centri di reclutamento, i suoi interessi troppo particolari, le sue permalosit\u00e0. Nessuna attenzione invece all\u2019uno, che invece in questa storia \u00e8 tutto. Perch\u00e9 se non si difendono in primo luogo i diritti dell\u2019uno, del singolo, tutto il resto rischia di diventare solo retorica. Se salta l\u2019uno ogni gruppetto si rifugia nel suo territorio, pensando a difendere non l\u2019uomo, ma uno dei tanti aggettivi che pu\u00f2 qualificarlo. Se salta l\u2019uno, la prossima volta poi tocca a te. E non basta una lobby a difenderti. Ecco l\u2019errore. Non stiamo pi\u00f9 difendendo l\u2019umano, ma i tanti suoi aggettivi. Forse perch\u00e9 l\u2019uno, l\u2019io, in una cultura dove ci si \u00e8 ammazzati per la classe, la razza, lo Stato, la religione \u00e8 un intruso, un clandestino, un maledetto individualista. Eppure senza di lui non c\u2019\u00e8 nulla.<\/p>\n<p>Voi dite che l\u2019io non rischia? Pensateci. Ci sono ogni giorno ingiustizie contro l\u2019uomo senza qualit\u00e0, senza aggettivi, che stanno diventando scontate, normali, come colpi sordi nella neve. L\u2019io cade in quel 40 per cento di carcerati che sta dietro le sbarre senza un processo o una sentenza definitiva. L\u2019io cade quando un fotografo pu\u00f2 puntare l\u2019obiettivo dentro le mura di casa e rubarti l\u2019intimit\u00e0. L\u2019io cade quando le intercettazioni non vengono utilizzate come prove processuali ma finiscono sui giornali per improvvisare processi di piazza. L\u2019io cade quando lo Stato se ne frega del segreto bancario. L\u2019io cade quando ci si dimentica che in democrazia ogni voto ha lo stesso valore e non esistono voti buoni e voti brutti. L\u2019io cade quando un cantante con ambizioni filosofiche dice che una parte politica \u00e8 non umana e nessuno si scandalizza, ma si invocano le sue dimissioni perch\u00e9 parla di troie in Parlamento. Perch\u00e9 la prima affermazione non fa scandalo e la seconda s\u00ec? Perch\u00e9 davanti all\u2019inumano la Boldrini non si \u00e8 indignata? Perch\u00e9 non \u00e8 di moda? L\u2019io cade quando pi\u00f9 della met\u00e0 del tuo reddito finisce nelle casse dello Stato, e se continua cos\u00ec si torna servi della gleba. L\u2019io cade quando un welfare grasso e politicamente corretto non ti vede. Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 una lobby dei cani sciolti. Perch\u00e9 alla fiera delle identit\u00e0, dove si vendono orgogli e pregiudizi, se non hai una medaglietta non esisti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Scusate, ma ci sarebbe anche lui. Lui, quello che ormai quando si parla di diritti viene troppo spesso dimenticato. Quello che spesso manca nella foto di gruppo, perch\u00e9 pi\u00f9 invisibile degli invisibili. Quello senza etichette e che non trova spazio nel calendario delle giornate da dedicare. Il povero cane sciolto, magari banale, forse percepito come troppo astratto, ma maledettamente reale, perch\u00e9 \u00e8 poi per lui che \u00e8 stata costruita tutta l\u2019architettura sacrosanta dei diritti dell\u2019uomo. E lui \u00e8 l\u2019io, l\u2019individuo. 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