{"id":227,"date":"2013-05-10T21:01:35","date_gmt":"2013-05-10T19:01:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=227"},"modified":"2013-05-10T21:01:35","modified_gmt":"2013-05-10T19:01:35","slug":"la-terra-promessa-e-un-braccialetto-di-macrame","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2013\/05\/10\/la-terra-promessa-e-un-braccialetto-di-macrame\/","title":{"rendered":"La terra promessa \u00e8 un braccialetto di macram\u00e8"},"content":{"rendered":"<p>La ragazza seduta davanti a te in metropolitana dimostra pi\u00f9 o meno venticinque anni. Sta leggendo <em>Canada <\/em>di Richard Ford. Al polso ha un braccialetto arancione a forma di drago. Ti viene da chiedergli se \u00e8 originale oppure no. Tu lo guardi, lei alza un attimo gli occhi dal libro, ti guarda, nessuno dei due dice nulla. Alla fine decidi che sembra originale. Ne vedi tanti di quei braccialetti e sai che non hanno ballato una sola estate.\u00a0Pensi che le idee\u00a0di successo sono semplici, non facili, ma lineari, non dicono nulla di pi\u00f9 del necessario. Macram\u00e9, un disegno, cuori, stelle, fiori, speranze, colori, tanti colori, trame, intrecci, storie, identit\u00e0. Ma cosa ti d\u00e0 un braccialetto? E&#8217; chiaro che ognuno avr\u00e0 il suo motivo per comprarlo, moda, imitazione, perch\u00e9 fa fico, perch\u00e9 ti piace, ma forse c&#8217;\u00e8 anche qualcosa di pi\u00f9 intimo: ti rassicura, ti d\u00e0 forza. Il macram\u00e8 \u00e8 un merletto a nodi e ha in s\u00e9 qualcosa di antico, di ancestrale, sa di nonna, di mare, di destino. Il nome viene\u00a0dal medioriente e arriva qui\u00a0passando da Genova, veniva usato per decorare\u00a0le frange degli asciugamani. \u00a0E&#8217; bello e costa poco. E&#8217; il lusso a portata di mano. Questo oggetto che odora di passato cammina per\u00f2 grazie alla forza e all&#8217;idea dell&#8217;uomo che lo ha riscoperto. Si chiama Luca Caprai e un tempo sarebbe stato un mercante, uno di quelli che camminava sulla via della Seta, uno che si svegliava ogni mattina alla ricerca di nuove rotte, come un genovese o un veneziano, uno di quei tipi che secondo Werner Sombart erano il senso e l&#8217;etica del capitalismo. Qualche volta hai pensato che Sombart ti stava raccontando favole, un sociologo che ti spacciava per scienza la sua letteratura. Hai amato tanto Sombart, ma cominciavi a sospettare che quel personaggio fosse una razza in via d&#8217;estinzione, sfumato in questo tempo senza pi\u00f9 speranze, senza orizzonti, senza visioni. Troppo complicata questa vita per tipi come lui. Poi hai conosciuto Caprai, con l&#8217;idea che ti abbatta solo quello che non hai la forza e la voglia di combattere, che va in Cina e racconta ai cinesi le sue avventure, e gli fa capire che in certi italiani scorre ancora lo stesso dna di Marco Polo, apre rotte verso Tokyo e New York e pensa, ossessionato, ogni giorno, come dare forza e mercati ai suoi braccialetti. Quanti Caprai ci sono in Italia? Pi\u00f9 di quanto si pensi. E&#8217; che spesso non si conoscono, perch\u00e9 inseguono solitari la propria ossessione o forse per troppo tempo hanno imparato a fare da soli. Magari un giorno si incontreranno e si riconosceranno. E insieme scommetteranno sull&#8217;italia, sulla voglia di futuro, sull&#8217;idea che certe sfide non finiscono fino a quando hai ancora fiato e cuore, coraggio e fortuna, idee e sogni. Ogni volta che pensi a questa crisi sai che saranno loro, gente come loro, a trovare una rotta al di l\u00e0 del buio.<\/p>\n<p>La ragazza che stava leggendo Richard Ford \u00e8 scesa. <em>Canada <\/em>agli occhi del suo autore \u00e8 l&#8217;America che ancora sapeva guardare oltre l&#8217;orizzonte. E&#8217; l&#8217;America non ancora soffocata dalle sue paure. Racconta Ford in un&#8217;intervista di qualche tempo fa: &#8220;Negli Stati Uniti dominano rancore, risentimento, rivincite invidiose. Non c\u2019\u00e8 uomo, o donna, che non abbia i suoi scacchi, il suo dolore. Vi dico: non lasciate che il male, la depressione, colorino la vostra vita&#8221;.<\/p>\n<p><em>Canada <\/em>\u00e8 qualcosa che pensiamo di aver perduto e sta l\u00ec davanti a noi con nostalgia, con l&#8217;idea di una terra che prima o poi ritroveremo. <em>Canada <\/em>\u00e8 un po&#8217; come i braccialetti di macram\u00e8.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La ragazza seduta davanti a te in metropolitana dimostra pi\u00f9 o meno venticinque anni. Sta leggendo Canada di Richard Ford. Al polso ha un braccialetto arancione a forma di drago. Ti viene da chiedergli se \u00e8 originale oppure no. Tu lo guardi, lei alza un attimo gli occhi dal libro, ti guarda, nessuno dei due dice nulla. Alla fine decidi che sembra originale. Ne vedi tanti di quei braccialetti e sai che non hanno ballato una sola estate.\u00a0Pensi che le idee\u00a0di successo sono semplici, non facili, ma lineari, non dicono nulla di pi\u00f9 del necessario. 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