{"id":284,"date":"2013-06-02T20:37:04","date_gmt":"2013-06-02T18:37:04","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=284"},"modified":"2013-06-02T20:37:04","modified_gmt":"2013-06-02T18:37:04","slug":"linfinita-ricerca-dellinfinito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2013\/06\/02\/linfinita-ricerca-dellinfinito\/","title":{"rendered":"L&#8217;infinita ricerca dell&#8217;infinito"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019infinito ci perseguita. Questo concetto ritorna nelle lettere che <a title=\"Don De Lillo\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=nCZG0HPatzo\">Don De Lillo<\/a> e <a title=\"Wallace\" href=\"http:\/\/www.minimumfax.com\/libri\/scheda_autore\/101\">David Foster Wallace<\/a> si sono scritti a intervalli pi\u00f9 o meno regolari nei primi anni di questo secolo. L\u2019interruzione \u00e8 avvenuta perch\u00e8 a un certo punto Wallace ha detto basta. Non con De Lillo ma con la vita. Non si sa quasi nulla di questo scambio epistolare. Solo che i due, il patriarca postmoderno ormai settantaciquenne e quel diamante pazzo con la bandana in testa, sentono che il romanzo non pu\u00f2 sottrarsi alle stesse sfide delle matematica e della fisica.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 via d\u2019uscita, per due motivi semplici ma drammaticamente profondi. Il primo estetico. Tutti e due sono convinti che il linguaggio dei numeri ha una poesia e una creativit\u00e0 superiore a quello delle parole. \u00c8 quel vecchio problema dell\u2019inesprimibile, una sorta di afasia che ti fa sentire il linguaggio, vuoto, inutile, o semplicemente non adeguato per raccontare la vita e il mondo. Qualcosa che ti fa sentire stupido. Wallace pensava che la matematica fosse sexy e trovava molto triste che le persone \u00abnormali\u00bb non potessero di solito gustare la bellezza artistica dell\u2019astrazione. Wallace ci prova a raccontare al suo pubblico la seduzione della matematica. Lo fa in <a title=\"Tutto e di pi\u00f9\" href=\"http:\/\/www.ilpost.it\/2011\/10\/01\/la-storia-dellinfinito-di-foster-wallace\/\">Tutto, e di pi\u00f9. Storia compatta dell\u2019Infinito<\/a> (Codice, pagg. 262).<\/p>\n<p>Questo libro, che pu\u00f2 essere considerato un saggio-romanzo che parte dalla matematica di Georg Cantor e la sua teoria sugli insiemi e ti porta ai confini pensabili dell\u2019infinito, \u00e8 uscito per la prima volta in Italia nel 2005, ora torna con una nuova traduzione. Per capirsi Tutto, e di pi\u00f9 pu\u00f2 essere considerato il lato B di <a title=\"Infinite jest\" href=\"http:\/\/www.fandango.it\/scheda.php\/it\/infinite-jest\/457http:\/\/\">Infinite Jest<\/a>, il romanzo capolavoro di Wallace. De Lillo stranamente parla di Tutto, e di pi\u00f9 nella prefazione di <a title=\"questa \u00e8 l'acqua\" href=\"http:\/\/www.einaudi.it\/speciali\/David-Foster-Wallace-Questa-e-l-acqua\">Questa \u00e8 l\u2019acqua<\/a> (Einaudi), un altro romanzo di DFW. E scrive: \u00abTutto, e di pi\u00f9 potrebbe anche essere la descrizione del romanzo Infinite Jest, una serissima beffa sulle forme di dipendenza dell\u2019umanit\u00e0. Possiamo immaginare i suoi testi narrativi e i suoi saggi come stralci di rotoli da un lontano futuro\u00bb. In quei rotoli ci sono solo frammenti dell\u2019enigma dell\u2019umanit\u00e0 e forse una grande solitudine che ci fa attaccare a tutti i nostri vizi e alle nostre paure. Noi rispondiamo al \u00abnon so\u00bb rifugiandosi nella dipendenza, come burattini innamorati del proprio filo. L\u2019effetto \u00e8 comico.<br \/>\nSe in Infinite Jest Wallace narra un mondo dominato da un caos apparente, nel suo libro matematico mostra il cosmos, tutto quello che insomma nel romanzo sfugge agli occhi dei protagonisti. Non perch\u00e8 sono ciechi ma perch\u00e8 non hanno una teoria per interpretare il reale. E qui arriviamo alla seconda questione che destabilizza Wallace e De Lillo. Tutti e due cercano disperatamente di fare i conti con l\u2019identit\u00e0. \u00c8 un \u00abnon so chi sono\u00bb metafisico e resta la colonna sonora dei loro romanzi. \u00c8 una voglia disperata di infinito che li porta a ragionare sul malessere della dipendenza, del rifugiarsi in qualcosa di umano che non basta, sulla difficolt\u00e0 di concepire l\u2019individuo come qualcosa di irrilevante, fino ad arrendersi all\u2019evidenza dei fatti, questo almeno fino a quando non verr\u00e0 risolta l\u2019equazione del tutto. \u00c8 quel qualcosa che manca che li ossessione, lo spazio bianco che rende incomprensibile le vicende che stanno narrando. Ma il segreto delle loro storie \u00e8 proprio l\u00ec, nel non detto.<br \/>\n\u00c8 l\u2019enigma anche delle nostre storie, quelle che trovate nei giornali di questi giorni. Immaginate un neutrino che va da A a B. Scoprite, come \u00e8 successo, che compie questo tragitto in un tempo pi\u00f9 veloce della luce. Non sapete assolutamente perch\u00e8. Facciamo qualche ipotesi. \u00c8 assurdo, ma davvero \u00e8 pi\u00f9 veloce della luce. Oppure il cronometrista ha sbagliato a prendere il tempo. O ancora il neutrino \u00e8 saltato in una dimensione parallela prendendo una sorta di scorciatoia e aprendo infinite possibilit\u00e0 alla nostra concezione di universo, tempo, luogo e in fin dei conti anche di uomo. Lo spazio bianco sul viaggio del neutrino \u00e8 il senso profondo di gran parte della letteratura post moderna. Noi siamo quello che non sappiamo.<br \/>\n\u00c8 lo stesso Wallace a rivelare durante un\u2019intervista a Michel Silverblatt che Infinite Jest ricorda un frattale: \u00ab\u00c8 proprio una delle cose su cui si basa il romanzo. \u00c8 in effetti strutturato come una cosa che si chiama triangolo di Sierpinski, un tipo primitivo di frattale piramidale\u00bb. Che cos\u2019\u00e8? Lasciamo a un matematico, Roberto Natalini, la risposta: \u00abSi parte con un triangolo equilatero e si elimina il triangolo centrale con i vertici posti sul punto medio di ogni lato. Questo ci lascia con tre triangoli pieni e uno vuoto. Per ognuno dei triangoli pieni si ripete questa operazione. Il triangolo di Sierpinski \u00e8 il limite di questa procedura ripetuta un numero infinito di volte. In Infinite Jest compare a pagina 254, sul muro della camera del protagonista Hal, dove c\u2019\u00e8 ne \u00e8 uno enorme disegnato a mano\u00bb. Tutto quello che non avete capito di Foster Wallace \u00e8 nello spazio bianco all\u2019interno del triangolo. Aveva ragione Borges nel Giardino dei sentieri che si biforcano: \u00abIn un indovinello sulla scacchiera qual \u00e8 l\u2019unica parola proibita? La scacchiera\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019infinito ci perseguita. 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