{"id":331,"date":"2013-10-16T12:59:01","date_gmt":"2013-10-16T10:59:01","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=331"},"modified":"2013-10-16T12:59:01","modified_gmt":"2013-10-16T10:59:01","slug":"i-sogni-perduti-di-neil-gaiman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2013\/10\/16\/i-sogni-perduti-di-neil-gaiman\/","title":{"rendered":"I sogni perduti di Neil Gaiman"},"content":{"rendered":"<p>Adesso chiudete gli occhi e tornate ai vostri sette anni. Forse qualcuno di voi ricorda, come una sensazione vaga, che ai quei tempi sapeva volare. Non un volo oltre le nuvole, piuttosto un galleggiare a pochi metri da terra. Siete convinti che in effetti era cos\u00ec. Volavate. Bastava concentrarsi e nuotare nell&#8217;aria. Poi a un certo punto tutto questo \u00e8 finito. Come parecchie altre cose, come la capacit\u00e0 di rallentare il tempo, di studiare la societ\u00e0 chiusa delle formiche, di tuffarsi nella second life oltre lo specchio o vedere in uno stagno il mare, o meglio l&#8217;oceano. Come la paura del buio, o di crescere, o di diventare ci\u00f2 che non siete. O peggio. Come conoscere l&#8217;orrore, e perderne memoria, perch\u00e9 questo a volte \u00e8 l&#8217;unico modo per sopravvivere.<br \/>\nNon \u00e8 difficile entrare nel mondo di <strong>Neil Gaiman<\/strong>. \u00c8 questione di memoria, quella pi\u00f9 atavica, lontana, sedimentata. \u00c8 tornare a una realt\u00e0 dove Dio non si vergogna di giocare a dadi. \u00c8 un luogo dove le cose, anche quelle impossibili, possono accadere. \u00c8 solo questione di probabilit\u00e0. Molto dipende dallo sguardo con cui ti avvicini a guardare il mondo. Allora ti ricordi la realt\u00e0 quantica che attraversa il tuo piccolo paese. Un villaggio dove gli spazi si contano con i passi e il tempo qualche volta tende a zero e la vostra innocenza si smarrisce rimbalzando tra dimensioni parallele.<br \/>\nDa qui si passa per entrare nell&#8217;ultimo romanzo di Gaiman. \u00c8 <strong>L&#8217;oceano in fondo al sentiero<\/strong> (Mondadori, pagg. 192, euro 17,50). Si comincia con un funerale e con un uomo di mezz&#8217;et\u00e0 che viaggia in auto senza sapere dove andare. \u00abAvevo guidato nella campagna del Sussex, lungo strade serpeggianti che ricordavo e non ricordavo, finch\u00e9 non mi ero ritrovato diretto verso il centro del paesino, al che avevo svoltato, a casaccio, prendendo poi a sinistra e ancora a destra. Solo allora mi resi conto di dove stessi andando, dove stessi andando fin dall&#8217;inizio, e scossi la testa: che follia&#8230; Stavo guidando verso una casa che non esisteva pi\u00f9 da decenni\u00bb.<br \/>\nEccoli i ricordi. Ecco dove la strada finisce, il casale della Fattoria Hempstock. \u00c8 qui che un tempo c&#8217;erano tre donne, una molto vecchia, una madre e una ragazzina. La pi\u00f9 giovane affermava che lo stagno \u00e8 un oceano. La pi\u00f9 anziana si ricordava del Big Bang. \u00c8 un viaggio a ritroso. \u00c8 un fare i conti con se stessi. \u00c8 una favola nera. \u00c8 realismo magico. \u00c8 capire quando il male ti ha mangiato il cuore e da quanto tempo stai faticando per vederlo ricrescere. \u00c8 chiedersi se \u00e8 valsa la pena di vivere e sopravvivere o cercare di capire se sei tutto ci\u00f2 che avresti potuto essere.<br \/>\nQuesto \u00e8 un romanzo in cui, sottotraccia, Gaiman finisce per fare il bilancio della sua esistenza, come capita a chi sta scavallando l&#8217;et\u00e0 di mezzo. \u00c8 quel momento in cui non puoi pi\u00f9 considerarti giovane. Lo fa con i suoi ingredienti, cospargendo tutto di fantastico, ma \u00e8 proprio l&#8217;inverosimile che illumina e spiega la realt\u00e0. \u00c8 un romanzo che scrive dopo otto anni di pausa. \u00c8 un romanzo adulto. Comincia a buttarlo gi\u00f9 quando sua moglie, la rockstar americana Amanda Palmer, se ne va in Australia a registrare un album. \u00c8 un momento di malinconia. \u00c8 quando ti viene voglia di dire a qualcuno che hai paura di restare solo. \u00c8 quando qualcosa non ti torna. Ed \u00e8 strano per un uomo che ha venduto pi\u00f9 di dieci milioni di copie. Gaiman l&#8217;autore di culto, quello che fa invidia perfino a Stephen King, un signore inglese che ha firmato due puntate eccezionali di Doctor Who, qualcuno in grado di raccontare i valori dell&#8217;America e le sue cadute con una saga epica e mitologica come American Gods. Che fine hanno fatto gli d\u00e8i? \u00abAdesso, come avete avuto modo di scoprire da soli, in America stanno nascendo nuovi d\u00e8i che crescono sopra nodi di fede: gli d\u00e8i delle carte di credito e delle autostrade, di Internet e del telefono, della radio e dell&#8217;ospedale e della televisione, d\u00e8i fatti di plastica, di suonerie e di neon. D\u00e8i pieni di orgoglio, creature grasse e sciocche, tronfie perch\u00e9 si sentono nuove e importanti\u00bb. E poi c&#8217;\u00e8 Sandman, la saga a fumetti della DC Comics. L&#8217;universo degli eterni, queste divinit\u00e0 con cui gli umani ancora oggi devono fare i conti. Come Sogno, ossia Oneiros, il plasmatore, il principe delle storie. \u00c8 con Sandman e i suoi eroi che Neil Gaiman ha ricostruito l&#8217;Olimpo alla fine della modernit\u00e0.<br \/>\nL&#8217;oceano in fondo al sentiero \u00e8 invece il ritorno a casa. Avete presente quando gli d\u00e8i sono nudi, fantocci impolverati, e non hai pi\u00f9 nessun luogo dove andare, e hai perso la strada, e ti accorgi che un dolore che sa di angoscia ti accompagna da tutta una vita, e cerchi di ridare un senso ai fili che si sono intrecciati? Bene, quello \u00e8 il momento di affrontare gli incubi che pensavi di aver sotterrato e scacciarli di nuovo. E a volte, quando cadi, voli.<br \/>\n\u00abTu torni, ogni tanto\u00bb disse lei. \u00abSei stato qui una volta quando avevi ventiquattr&#8217;anni, me lo ricordo. Avevi due figli piccoli ed eri tanto spaventato. Poi sei tornato prima di lasciare questa parte del mondo: avevi&#8230; quanto? Trent&#8217;anni o poco pi\u00f9? Ti ho servito un bel pranzetto in cucina e mi hai raccontato dei tuoi sogni, delle opere d&#8217;arte che facevi\u00bb.<br \/>\n\u00abIo non mi ricordo\u00bb.<br \/>\nSi scans\u00f2 i capelli dagli occhi. \u00abCos\u00ec \u00e8 pi\u00f9 facile\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Adesso chiudete gli occhi e tornate ai vostri sette anni. Forse qualcuno di voi ricorda, come una sensazione vaga, che ai quei tempi sapeva volare. Non un volo oltre le nuvole, piuttosto un galleggiare a pochi metri da terra. Siete convinti che in effetti era cos\u00ec. Volavate. Bastava concentrarsi e nuotare nell&#8217;aria. Poi a un certo punto tutto questo \u00e8 finito. Come parecchie altre cose, come la capacit\u00e0 di rallentare il tempo, di studiare la societ\u00e0 chiusa delle formiche, di tuffarsi nella second life oltre lo specchio o vedere in uno stagno il mare, o meglio l&#8217;oceano. 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