{"id":358,"date":"2013-10-28T18:54:31","date_gmt":"2013-10-28T17:54:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=358"},"modified":"2013-10-28T19:08:53","modified_gmt":"2013-10-28T18:08:53","slug":"il-lato-selvaggio-di-nelson-algren-e-di-lou-reed","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2013\/10\/28\/il-lato-selvaggio-di-nelson-algren-e-di-lou-reed\/","title":{"rendered":"Il lato selvaggio di Nelson Algren (e di Lou Reed)"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019America di Nelson Algren viene dopo Mark Twain e prima di Jack Kerouac. Ma \u00e8 bastarda allo stesso modo. Lo senti dall\u2019odore e dalla fortuna che ti passa accanto e si gira dall\u2019altra parte. Tossicchiando. E\u2019 l\u2019altra faccia del dollaro, quello sgualcito, che passa per mani ruvide e cotte dal sole, si perde in tasche bucate, nella schiuma di birre dozzinali, nel ventre a saldi di una ragazza. Si sa, inevitabilmente, non finisce in banca. Neppure per sbaglio, perch\u00e9 \u00e8 un dollaro di strada. E non fa carriera. Quando questa America arriva in Europa qualcuno ci mette sopra una bandiera politica. Come se fosse una riposta, romantica e antimoderna, a tutto ci\u00f2 che del dollaro non ci piace. Ma i vagabondi di Twain, Algren e Kerouac non votano, sputano in faccia al potere e giudicano un buon consiglio stare alla larga da palazzi e istituzioni. Restano picari, di un secolo americano. <a title=\"Nelson Algren\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=B3Xz3V3CTOs\"><strong>Nelson Algren<\/strong><\/a>, \u00e8 nato a Detroit nel 1909, ma la sua citt\u00e0 \u00e8 Chicago. \u201cAmare Chicago \u00e8 come amare una donna dal naso rotto\u201d, diceva. La madre ha una pasticceria, il padre fa il meccanico. Lui sogna di fare il giornalista. Studia e si laurea in Illinois. E\u2019 il 1931 e non \u00e8 il momento migliore per guadagnarsi da vivere. E\u2019 la bancarotta post \u201929, la classe media sul lastrico, i ricchi chiusi in una citt\u00e0 fortificata con la stessa paura di chi teme il contagio. E\u2019 un paese spaccato e disperato. L\u2019America non \u00e8 pi\u00f9 stata cos\u00ec povera. Algren lascia Chicago e vaga in cerca del suo destino. Arriva fino in Texas, nella valle del Rio Grande, e l\u00ec si ferma, sperando di trovare un posto in qualche giornale locale. Finisce a lavorare come benzinaio. Per scrivere il suo primo romanzo ruba una macchina da scrivere. Quando esce \u201cNever come Morning\u201d \u00e8 la svolta. La critica si accorge di lui. Ma per sfondare davvero deve aspettare il 1950. <a title=\"L'uomo dal braccio d'oro\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=gbLs_y7NjPY\"><strong>\u201cThe Man With the Golden Arm\u201d<\/strong><\/a> vince il National Book Award. E diventa un film. Ma Algren per il mondo \u00e8 una storia di letto. E\u2019 lui l\u2019amante d\u2019oltreoceano, \u201ctransatlantico\u201d, di <a title=\"Memorie di una ragazza perbene\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=xLume1PVXKw\"><strong>Simone de Beauvoir<\/strong><\/a>, il simbolo dell\u2019emancipazione intellettuale della donna europea, \u201cLa Grande Sartreuse\u201d, come la chiamano i suoi detrattori, \u201cNotre Dame de Sartre\u201d. Insomma, la donna dell\u2019esistenzialista Sartre. E\u2019 il 1947, Simone \u00e8 negli Stati Uniti per una serie di conferenze. A presentarli \u00e8 Mary Gugghenheim. La loro relazione durer\u00e0 anni. Tra la rabbia e il perdono del filosofo francese e la sensazione di Algren di essere stato ingannato. Quando Simone de Beauvoir pubblica le sue lettere all\u2019amico americano la Francia si eccita per uno dei tanti scandali letterari di mezza estate. Lei, di lui, scrive: \u201cViveva in una catapecchia, senza bagno n\u00e9 frigorifero, accanto a un vicolo pieno di bidoni dell\u2019immondizia fumanti e giornali svolazzanti\u201d. Lo chiama: \u201cMio adorato marito senza matrimonio\u201d. Algren non ha mai gradito che quel rapporto diventasse pubblico. Non voleva essere il rozzo stallone della colta signora di Parigi. E\u2019 stato ricordato per questo, meritava qualcosa di pi\u00f9. Minimum fax ha appena ripubblicato <a title=\"walk on the wild Side\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=RsVLIiI8Vfo\"><strong>\u201cWalk on the Wild Side\u201d<\/strong><\/a> (Prefazione di Russel Banks, traduzione di Giorgio Monicelli, pagg. 445, euro 12). E\u2019 l\u2019educazione sentimentale di un giovane campagnolo del Texas, Dove Linkhorn, nell\u2019America degli anni \u201930. Ma soprattutto \u00e8 il romanzo della <a title=\"Non ho pi\u00f9 casa in questo mondo\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=N6XA3GyOpJ4\"><strong>Grande Depressione<\/strong><\/a>. Affresco di prostitute e \u201cpaparini\u201d, treni vagabondi presi al volo, predicatori stanchi, che non hanno pi\u00f9 la forza di ribellarsi al costume dei tempi e biascicano dal pulpito, amare sentenze sociologiche: \u201cOggi le donne indossano pi\u00f9 cose sconce di quante non se ne indossavano nei bordelli pochi anni fa\u201d. La forza di Algren \u00e8 nelle pennellate improvvise con cui racconta quest\u2019America minore, diseredata, che pu\u00f2 trovare la pace solo tornando indietro, a casa, ad occhi chiusi. Da qualche parte, nella retina dei ricordi, restano i ritratti delle ragazze perdute. \u201cNon ancora ventenni sfrontate o umili. Smarrite o acchiappate, sfortunate o sfrenate. La bruna e la bionda venute da qualunque posto, che avrebbero potuto trovarsi sposate e al sicuro a Minneapolis o a Seattle, se l\u2019economia della Vecchia Guardia non avesse finito per richiedere pi\u00f9 amore a buon mercato e meno lavori domestici\u201d. Come in una canzone di Dylan o di Springsteen riconosci l\u2019odore delle \u201cragazze del Minnesota dai capelli ammassati sul capo come avena matura\u201d. Vedi negli occhi delle ragazze di San Francisco \u201cimmense nebbie oceaniche che rotolano verso l\u2019ultima spiaggia\u201d. Senti nello sguardo delle ragazze dell\u2019<a title=\"oregon\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=0IZ7MD9oc3ohttp:\/\/\"><strong>Oregon<\/strong><\/a> che la pioggia torna a cadere. E dici, come fa Algren, che alcune avevano avuto fortuna ed altre no, ma tutte erano nate per vivere negli anni Venti ed erano morte quando gli anni Venti erano passati\u201d. Dopo c\u2019erano i Trenta, ed erano simili al nulla. L\u2019America di Algren \u00e8 quella che molti hanno poi riascoltato con la voce di Lou Reed. \u201cWalk on the wild side\u201d, appunto. Quella che attacca cos\u00ec: \u201cHolly veniva da Miami, Florida, ha attraversato gli Stati Uniti facendo l\u2019autostop\u201d. E Holly \u00e8 Holly Golightly, la musa transex di Andy Warhol, la regina della Factory, una creatura pansessuale che l\u2019uomo della pop-art aveva generato con la stessa facilit\u00e0 con cui moltiplicava il volto di Marilyn e le zuppe Campbell. Ma il \u201clato selvaggio\u201d di Lou Reed \u00e8 pi\u00f9 fortunato di quello di Algren. La generazione narrata dal figlio del meccanico di Chicago non ha avuto n\u00e9 l\u2019et\u00e0 del jazz, n\u00e9 il mito on the road. E\u2019 passata, sopravvivendo alla miseria e ai sogni di carta di <a title=\"1929\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=1ZAkXiwyZy8\"><strong>Wall Street<\/strong><\/a>. Aveva gi\u00e0 perso l\u2019innocenza e si \u00e8 fottuta la speranza. Restavano i ricordi. Walk on the wild side \u00e8 un salto nella stagione perduta: \u201cTutto ci\u00f2 avveniva molto tempo fa, durante una breve primavera ormai scomparsa, in un luogo che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. In quell\u2019ora in cui cominciano le rane e il profumo delle mesquite \u00e8 pi\u00f9 forte che mai\u201d. Anche questa era l\u2019America.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019America di Nelson Algren viene dopo Mark Twain e prima di Jack Kerouac. Ma \u00e8 bastarda allo stesso modo. Lo senti dall\u2019odore e dalla fortuna che ti passa accanto e si gira dall\u2019altra parte. Tossicchiando. E\u2019 l\u2019altra faccia del dollaro, quello sgualcito, che passa per mani ruvide e cotte dal sole, si perde in tasche bucate, nella schiuma di birre dozzinali, nel ventre a saldi di una ragazza. Si sa, inevitabilmente, non finisce in banca. Neppure per sbaglio, perch\u00e9 \u00e8 un dollaro di strada. E non fa carriera. 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