{"id":369,"date":"2013-11-18T16:41:22","date_gmt":"2013-11-18T15:41:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=369"},"modified":"2013-11-18T16:41:22","modified_gmt":"2013-11-18T15:41:22","slug":"chi-ha-paura-di-sfiduciare-letta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2013\/11\/18\/chi-ha-paura-di-sfiduciare-letta\/","title":{"rendered":"Chi ha paura di sfiduciare Letta?"},"content":{"rendered":"<p>Le turbolenze del giorno dopo sono quelle che fanno male. Il Pdl si \u00e8 sublimato, lasciando spazio a Forza Italia e al nuovo satellite alfaniano, pronto a ruotare intorno a quello spazio metafisico (e vuoto) che chiamiamo centro. I governativi si affrettano a dire che non sono affatto preoccupati, perch\u00e9 tutto questo rende pi\u00f9 forte il Letta delle \u00abristrette\u00bb intese. Sorride Enrico, sorride il Quirinale, sorridono i sacerdoti della stabilit\u00e0. Forse per\u00f2 c&#8217;\u00e8 un sorriso di troppo. La minaccia infatti arriva dal Pd e non \u00e8 inaspettata. A sinistra c&#8217;\u00e8 chi come Renzi conta i giorni che mancano al voto e chi come Civati ha scoperto di non voler morire democristiano. Quelli che sperano di trovare un modo per far saltare il governo sono tanti. Prima speravano che la miccia l&#8217;accendesse Berlusconi, ora non vogliono lasciare al Cavaliere il ruolo di incursore contro l&#8217;Europa e le politiche di austerit\u00e0. Non solo. Il timore \u00e8 che il Pd si perda in quel triangolo delle Bermude che sta diventando il patto Letta-Alfano-Napolitano.<br \/>\nQualcosa bisogna fare. La breccia gi\u00e0 c&#8217;\u00e8. \u00c8 l&#8217;affare Cancellieri, ormai punto debole delle strategie di Palazzo. Parte il tam tam delle procure: forse verr\u00e0 indagata per falsa testimonianza. Ha raccontato balle ai giudici sulle telefonate ai Ligresti. E qui si muove Civati, candidato \u00abminore\u00bb alle primarie, ma abile nel forzare la mano al partito. Dice: basta ipocrisie, se non vogliamo votare la mozione di sfiducia dei Cinque Stelle, allora ne presento una a nome del Pd. Con questa mossa scavalca Renzi, passando dalle parole ai fatti, e lo costringe ad inseguire. Matteo a questo punto non pu\u00f2 che accodarsi. E tutto il Pd a questo punto deve scegliere se far fuori la Cancellieri, destabilizzando Letta, o rischiare l&#8217;ennesima brutta figura con i suoi elettori.<br \/>\nLetta e Napolitano hanno gi\u00e0 pronto l&#8217;antidoto. Sacrificare in fretta la Cancellieri e sostituirla con un ministro della Giustizia pr\u00eat-\u00e0-porter. L&#8217;importante \u00e8 chiudere in fretta la falla e non aprire (&#8230;)<\/p>\n<p>(&#8230;) una discussione sul futuro del governo. Se si comincia a chiacchierare infatti a qualcuno verr\u00e0 sul serio la voglia di schiacciare il bottone di fine partita, sfidando il Quirinale che ormai ha deciso di andare a votare alle calende greche. L&#8217;attacco quindi non potr\u00e0 essere davvero fatale.<br \/>\nQui, in questa storia, ci sono per\u00f2 tutte le debolezze, i vizi e le contraddizioni della sinistra. Il Pd non ama questo governo, ci sta controvoglia, per\u00f2 ha troppa paura per liquidarlo. Come al solito si affida a casi giudiziari per manifestare il malcontento. Ed \u00e8 un modo ambiguo e anche un po&#8217; vigliacco per risolvere le questione. \u00c8 questo appellarsi a crisi extrapolitiche, per mascherare il disagio politico, il vero male oscuro di questa sinistra. Non attaccano il governo perch\u00e9 continua a prendere ordini dall&#8217;Europa, perch\u00e9 non si sa ribellare agli schiaffi teutonici, perch\u00e9 questa crisi non passa e Letta non ha alcuna idea di come farla passare. Non si scandalizza per un altro Natale da anni di guerra. Non si indigna per le tasse e neppure per le imprese che chiudono, per i posti di lavoro persi, per generazioni senza futuro o per questo cimitero di speranze che \u00e8 l&#8217;Italia delle larghe intese. Non ripudia Napolitano per la sua ossessione di voler imbalsamare il presente, come se l&#8217;intero Paese fosse vittima di un incantesimo che ha gelato ogni cosa. Non sfiducia Letta per quello che ha fatto o non ha fatto. Non si ribella a questa era glaciale della politica. No, perch\u00e9 ha troppa paura del voto per farlo. L&#8217;unica cosa che sa inventarsi \u00e8 puntare l&#8217;indice. La sola azione politica diventa cos\u00ec questa litania moraleggiante. E tutto si risolve con la testa della Cancellieri, un bel rimpastino, e poi si tira ancora a campare. Tutti al caldo della poltrona. Ma adesso il Pd non ha pi\u00f9 alibi. Se sta al governo se ne assuma la responsabilit\u00e0 politica. Starci con il mal di pancia \u00e8 un artificio retorico che non convince nessuno. Sfiduciare la Cancellieri magari \u00e8 un atto dovuto, ma non serve a nulla. La verit\u00e0 \u00e8 che il governo delle \u00abstrette intese\u00bb \u00e8 soprattutto a firma Pd. Se invece non lo \u00e8 basta dirlo, con la sfiducia a Letta, non alla Cancellieri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Le turbolenze del giorno dopo sono quelle che fanno male. Il Pdl si \u00e8 sublimato, lasciando spazio a Forza Italia e al nuovo satellite alfaniano, pronto a ruotare intorno a quello spazio metafisico (e vuoto) che chiamiamo centro. I governativi si affrettano a dire che non sono affatto preoccupati, perch\u00e9 tutto questo rende pi\u00f9 forte il Letta delle \u00abristrette\u00bb intese. Sorride Enrico, sorride il Quirinale, sorridono i sacerdoti della stabilit\u00e0. Forse per\u00f2 c&#8217;\u00e8 un sorriso di troppo. La minaccia infatti arriva dal Pd e non \u00e8 inaspettata. 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