{"id":372,"date":"2013-11-30T19:05:25","date_gmt":"2013-11-30T18:05:25","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=372"},"modified":"2013-11-30T19:05:25","modified_gmt":"2013-11-30T18:05:25","slug":"il-fallimento-morale-delle-banche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2013\/11\/30\/il-fallimento-morale-delle-banche\/","title":{"rendered":"Il fallimento (morale) delle banche"},"content":{"rendered":"<p>I pi\u00f9 pessimisti, di solito, sono i tassisti. La radio \u00e8 la loro compagna di viaggio e in questi giorni ascoltano, scuotendo il capo, le croci degli indici di borsa, come una litania funebre. Tengono il conto delle banche che chiudono, ma proprio loro, cos\u00ec corporativi, si lanciano in lunghe maledizioni: \u00abHanno fatto i soldi sui nostri debiti. Ci hanno dissanguato. Ora possono pure crepare\u00bb.<br \/>\nQui, a livello della strada, l\u2019opinione pi\u00f9 diffusa \u00e8 che le banche falliscono per troppa avidit\u00e0. Non \u00e8 un giudizio scientifico, ma etico.<br \/>\n\u00c8 per questo che i tassisti, senza troppa coerenza, sopportano con un certo mal di stomaco il salvataggio dello Stato.<\/p>\n<p>La questione che tiene in ansia i tassisti, e miliardi di altre persone, quando rimbalza sui giornali diventa un po\u2019 pi\u00f9 filosofica.<br \/>\nIl crac dei mutui, il nome con cui questa crisi rischia di passare alla storia, rispolvera tutti i nostalgici del New Deal. Tutti quelli che avevano sbuffato contro il liberismo, bestemmiato Reagan e la Thatcher, e digrignato i denti davanti alle ricette dei Chicago Boys, ora stanno l\u00ec a ripetere: ve l\u2019avevamo detto. E cos\u00ec sia.<\/p>\n<p>Il passo successivo \u00e8 mettere in croce l\u2019efficienza del libero mercato.<br \/>\nCome si sa questa \u00e8 una tentazione antica e ha a che fare con la scelta tra sicurezza e libert\u00e0.<br \/>\nLa sicurezza significa Stato, la libert\u00e0 \u00e8 la dea del mercato. L\u2019unica cosa certa \u00e8 che, finora, nessuno ha trovato un\u2019alternativa reale al capitalismo. Chi ci ha provato ha prodotto disastri umani, politici e economici.<br \/>\nIl problema, come sosteneva Schumpeter, \u00e8 che il capitalismo ha un brutto carattere: crea e distrugge. Quando gli uomini esagerano e cercano scorciatoie per arrivare al cielo, il dio mercato li riporta con i piedi per terra. Le crisi servono anche a questo. \u00c8 una lezione di etica. Adesso tocca allo Stato. Intervenire o no?<\/p>\n<p>\u00c8 quello che sta accadendo adesso.<br \/>\nQuando il capitalismo mostra la sua faccia cattiva pi\u00f9 di qualcuno dice: \u00e8 moribondo. Non regge pi\u00f9. Succede ogni volta che passa il \u201929. \u00c8, insomma, un vecchio errore, la paura di uno sguardo miope.<br \/>\nLa svista sta tutta nel dimenticare che il capitalismo non \u00e8 cinico, ma etico.<br \/>\nSi basa su alcuni imperativi morali. Lo sapevano i mercanti medievali, quando sancivano la santit\u00e0 dei contratti. Un uomo che non rispetta i patti \u00e8 finito, perde la faccia, non ha credibilit\u00e0, non ha onore. E il mercato lo punisce.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che Adam Smith, padre della scienza economica, insegnasse filosofia morale a Glasgow. La sua Teoria dei sentimenti morali viene prima della Ricchezza delle nazioni.<br \/>\nL\u2019etica del capitalismo \u00e8 spietata. Punisce gli errori e si basa sul principio che chi sbaglia paga.<br \/>\nIl capitalismo diventa cattivo quando i suoi attori lasciano negli scantinati l\u2019etica. Il capitalista deve ricercare il profitto, ma si muove su un crinale insidioso. Se esagera, cade. Se fa male i conti, cade. Se bluffa, senza carte, cade. Se imbroglia, prima o poi, cade.<br \/>\nHanno ragione i tassisti: si pu\u00f2 morire di troppa avidit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 vero. Abbiamo giocato con il futuro, ipotecandolo. Non solo l\u2019America, anche gli italiani si sono ritrovati nel portafoglio un ventaglio di carte revolving, con banche e finanziarie che ti facevano il disegnino della clessidra, tu spendi e la sabbia scende gi\u00f9, poi ogni mese versi qualche euro e la piramide superiore torna a riempirsi. Facile.<br \/>\nPeccato che c\u2019\u00e8 sempre una buona ragione per spendere, e per indebitarsi, tanto poi si paga un po\u2019 alla volta. Risultato: la sabbia andava gi\u00f9 in picchiata.<br \/>\nLa verit\u00e0 \u00e8 che i debiti, mentalmente, li metti da parte. Una rata, un mutuo, un prestito, un altro finanziamento per pagare il primo e via cos\u00ec, fino a quando lo stipendio stramazza.<\/p>\n<p>Le banche ci hanno giocato, speculando fino all\u2019ultima goccia di denaro, e alla fine siamo rimasti tutti strozzati. A troppa gente lo stipendio non bastava pi\u00f9. Il carnevale del credito facile \u00e8 finito. Mangio o pago i debiti? Mangio. E il debito fa crac.<br \/>\nTutti si sono comportati come Il Giocatore di Dostoevskij, o se si vuole come Marco Baldini, la spalla di Fiorello. C\u2019\u00e8 sempre un domani in cui le cose si aggiustano. Ci sar\u00e0 sempre un direttore di banca dal cuore d\u2019oro che ti concede un po\u2019 di respiro. C\u2019\u00e8 sempre la pensione della nonna a cui aggrapparsi. Poi, un giorno, il buio. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 futuro da impegnarsi. Zac. Ti chiedono di rientrare, ora, subito, adesso. Provi l\u2019ultimo gratta e vinci e ti va male. Fregato.<\/p>\n<p>Immaginate, ora, che questo non capiti solo a voi, ma a milioni di persone. Risultato: anche i creditori non hanno pi\u00f9 soldi. E i governi a dire: ma non potevano accorgersene prima? No, tutti ubriachi di ottimismo revolving. \u00c8 andata cos\u00ec. Non dite ora che il capitalismo di fronte a tutto questo doveva restarsene zitto. Sarebbe stato immorale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>I pi\u00f9 pessimisti, di solito, sono i tassisti. La radio \u00e8 la loro compagna di viaggio e in questi giorni ascoltano, scuotendo il capo, le croci degli indici di borsa, come una litania funebre. Tengono il conto delle banche che chiudono, ma proprio loro, cos\u00ec corporativi, si lanciano in lunghe maledizioni: \u00abHanno fatto i soldi sui nostri debiti. Ci hanno dissanguato. Ora possono pure crepare\u00bb. Qui, a livello della strada, l\u2019opinione pi\u00f9 diffusa \u00e8 che le banche falliscono per troppa avidit\u00e0. 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