{"id":461,"date":"2014-09-12T16:07:24","date_gmt":"2014-09-12T14:07:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=461"},"modified":"2014-09-12T16:07:24","modified_gmt":"2014-09-12T14:07:24","slug":"la-filosofia-dellala-destra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2014\/09\/12\/la-filosofia-dellala-destra\/","title":{"rendered":"La filosofia dell&#8217;ala destra"},"content":{"rendered":"<div>\n<div>Man\u00e9 e il professor Antezana non avrebbero, in apparenza, dovuto mai<\/div>\n<div>dialogare. \u00a0Nessun incrocio, nessun incontro, nulla da dirsi. \u00a0Antezana \u00e8 un<\/div>\n<div>filologo colombiano, saggista, autore di libri come Algebra y fuego. \u00a0Lectura<\/div>\n<div>de Borges o Elementos de semi\u00f3tica literaria, docente alla Universidad Mayor<\/div>\n<div>de San Sim\u00f3n, intellettuale dotto ed erudito. \u00a0L\u2019altro, Man\u00e9, sapeva appena<\/div>\n<div>sillabare e la sua corsa era un sogno interrotto, una finzione lungo una<\/div>\n<div>linea spezzata. \u00abAllegria del popolo\u00bb, lo chiamavano ed era a lui che i<\/div>\n<div>compagni lasciavano la palla quando qualsiasi schema era ormai diventato<\/div>\n<div>inutile, o impossibile. \u00abQuando non ci sono pi\u00f9 soluzioni datela a Man\u00e9\u00bb,<\/div>\n<div>questa era l\u2019ultima speranza degli allenatori: affidarsi al caso,<\/div>\n<div>all\u2019imponderabile, all\u2019ispirazione estemporanea di quell\u2019ala destra che<\/div>\n<div>vagava con una gamba leggermente pi\u00f9 corta dell\u2019altra sul prato verde,<\/div>\n<div>ricordo di una poliomielite o, per chi crede nel destino, un dono divino, il<\/div>\n<div>segreto di una finta, sempre uguale, che disorientava l\u2019avversario e lo<\/div>\n<div>lasciava a terra, stregato.<\/div>\n<div>Man\u00e9 e il professore non avrebbero mai dovuto incontrarsi. \u00a0Eppure dopo<\/div>\n<div>l\u2019ennesimo complesso di finte, scarti, cambi di velocit\u00e0, virtuosismi<\/div>\n<div>tecnici e avversari seduti, Man\u00e9 intravide nel volto di un ragazzo, non<\/div>\n<div>ancora professore, la linea di un sorriso incantato. \u00a0E cap\u00ec di aver regalato<\/div>\n<div>un altro grammo di allegria. \u00a0Il professore, crescendo, non dimentic\u00f2 mai<\/div>\n<div>quel sorriso e si convinse, confondendo Man\u00e9 e Amleto, s\u00e9 stesso e Orazio,<\/div>\n<div>che \u00abci sono pi\u00f9 cose in cielo e in terra di quanto la tua filosofia possa<\/div>\n<div>comprendere\u00bb. \u00a0Ed \u00e8 qui, in questo dialogo di sguardi e sorrisi, che i due<\/div>\n<div>s\u2019incontrano. \u00c8 qui che Luis H. \u00a0Antezana, semiologo di Oruro, legge nel<\/div>\n<div>football di Manuel Dos Santos \u00abGarrincha\u00bb, chiamato Man\u00e9, morto il 21<\/div>\n<div>gennaio di 20 anni fa, solo e rovinato dall\u2019alcol, le \u00abfinzioni\u00bb di Borges.<\/div>\n<div>E scrive: \u00abMai realmente compiuto il gioco di Garrincha era come una<\/div>\n<div>promessa non mantenuta: l\u2019eterna promessa che in qualche luogo della terra,<\/div>\n<div>cos\u00ec come sull\u2019orlo di un semplice campo di calcio, un uomo deforme &#8211; cio\u00e8<\/div>\n<div>tutti gli uomini &#8211; avrebbe incontrato il paradiso che pigramente,<\/div>\n<div>giocosamente, innocentemente cercava. \u201cSolo gli d\u00e8i possono promettere,<\/div>\n<div>perch\u00e9 sono immortali\u201d, dice Borges, ma aggiunge saggiamente: \u201cAnche gli<\/div>\n<div>uomini possono promettere, perch\u00e9 nella promessa vi \u00e8 qualcosa d\u2019immortale\u201d.<\/div>\n<div>Grazie, Garrincha\u00bb. \u00a0L\u2019amore che il professor Antezana nutriva per Garrincha<\/div>\n<div>l\u2019ha portato a scrivere una serie di saggi, note a pie\u2019 di pagina sul<\/div>\n<div>football &#8211; come li chiama lui &#8211; raccolti in un libro che ha nel titolo<\/div>\n<div>l\u2019omaggio al suo eroe: Un uccellino chiamato Man\u00e9 (Crocetti, pagg. 236, euro<\/div>\n<div>13,50). Ci\u00f2 che stupisce \u00e8 la bibliografia. \u00a0I Cuentos de f\u00fatbol argentino di Roberto Fontanarossa, Il principe della zolla di Gianni Brera e romanzi di Osvaldo Soriano bene o male te li aspetti, ma gli altri? \u00a0Hannah Arendt e Roland<\/div>\n<div>Barthes, Walter Benjamin e Georges D\u00famezil, Fernando Casas e Michael Foucault e poi l\u2019epistemologo Thomas Kuhn e il linguista Ferdinand de<\/div>\n<div>Saussure, Ludwig Wittgenstein e Octavio Paz, come sono finiti fin qua? \u00a0E in<\/div>\n<div>fondo \u00e8 questo il segreto di Antezana: spiegare il calcio con la filosofia.<\/div>\n<div>E viceversa. \u00a0A volte il discorso &#8211; la trama di gioco &#8211; funziona. \u00a0Qualche<\/div>\n<div>volta si perde, ma \u00e8 proprio ci\u00f2 che accade in una partita di calcio. \u00a0E<\/div>\n<div>allora si pu\u00f2 anche spiegare il ruolo del portiere &#8211; come fa Antezana in \u00abLa<\/div>\n<div>strategia del ragno\u00bb &#8211; utilizzando le categorie di Foucault.<\/div>\n<div>Lev Yashin dichiar\u00f2 una volta che un buon portiere \u00e8 un esperto di<\/div>\n<div>geometria. \u00a0Ma \u00e8 una geometria pluridimensionale, non euclidea. \u00a0Il campo di<\/div>\n<div>gioco non \u00e8 piano, ma \u00e8 una rete intessuta con il tempo, anzi, con diversi<\/div>\n<div>tempi, alcuni dei quali sono pi\u00f9 antichi e pi\u00f9 statici di altri e tendono a<\/div>\n<div>confondersi con lo spazio, come avviene nelle incisioni di Escher o nei<\/div>\n<div>quadri di Casas. \u00c8 come se il portiere si trovasse all\u2019interno di una sfera.<\/div>\n<div>\u00abLa sua funzione &#8211; secondo Antezana &#8211; \u00e8 leggere il cambio delle forme nello<\/div>\n<div>spazio del football. \u00a0Il buon portiere non \u00e8 solo riflessi, elasticit\u00e0, mani,<\/div>\n<div>spostamenti: \u00e8 anche un complesso di grida e di gesti che servono ad<\/div>\n<div>avvisare i compagni o a ordinare loro di assecondare le giocate che lui<\/div>\n<div>indovina\u00bb. \u00a0Il portiere deve vedere gli spazi invisibili all\u2019interno del<\/div>\n<div>gioco.<\/div>\n<div>Ma il calcio di Antezana non pu\u00f2 essere solo questo, altrimenti<\/div>\n<div>assomiglierebbe troppo a quello dei freddi maestri della tattica. \u00a0E allora<\/div>\n<div>addio Garrincha e non solo a lui. \u00a0La filosofia di Antezana \u00e8 pi\u00f9 vicina a<\/div>\n<div>quella di uno Scopigno, l\u2019allenatore \u201cfilosofo\u201d che vinse lo scudetto a<\/div>\n<div>Cagliari: scoprire un corridoio per far arrivare la palla al sinistro di<\/div>\n<div>Riva, archetipo secondo il professore colombiano del \u00abgol imparabile\u00bb<\/div>\n<div>(\u00abQuando Riva calciava &#8211; scriveva Gianni Brera &#8211; il pallone schiattava<\/div>\n<div>letteralmente tra i pali\u00bb).<\/div>\n<div>Le simpatie di Antezana vanno agli specialisti degli spazi vuoti. \u00abAlcuni &#8211;<\/div>\n<div>scrive &#8211; come Di Stefano, apparentemente estranei al gioco, si proiettano<\/div>\n<div>verso il vuoto nel quale il pallone ha dato loro appuntamento. \u00a0Appartengono<\/div>\n<div>a coloro che sanno \u201cattendere nell\u2019oblio\u201d, come direbbe Jaime Saenz\u00bb.<\/div>\n<div>L\u2019attesa di chi riceve la palla e la sorpresa di chi riesce a trovare lo<\/div>\n<div>spazio invisibile. \u00a0E il tempismo di chi, il difensore, questo spazio chiude.<\/div>\n<div>\u00c8 l\u00ec &#8211; dice Antezana &#8211; che si svolge il discorso del calcio: \u00ab\u00c8 il luogo<\/div>\n<div>delle apparizioni. \u00a0Se fosse lecito raffigurare le aree come statiche<\/div>\n<div>fortezze, allora questo spazio altro sarebbe un vicolo o vicoletto mobile,<\/div>\n<div>duttile, informe, segreto per i compagni e labirintico per gli avversari,<\/div>\n<div>nel quale la sorpresa \u00e8 sorella del gioco e la creativit\u00e0 \u00e8 il suo sigillo.<\/div>\n<div>\u00c8 in questo luogo che si costituisce il calcio e la creativit\u00e0 \u00e8 il suo<\/div>\n<div>sigillo\u00bb.<\/div>\n<div>\u00c8 uno scarto nella nostra percezione. \u00c8 creare, o far apparire, un luogo che<\/div>\n<div>prima non c\u2019era, che nessuno aveva visto &#8211; n\u00e9 in campo, n\u00e9 sugli spalti e<\/div>\n<div>neppure in televisione &#8211; attraverso una finzione\u00bb. \u00a0La grande giocata \u00e8<\/div>\n<div>un\u2019astrazione. \u00c8 qualcosa che appare all\u2019improvviso come La lettera rubata<\/div>\n<div>di Edgar Allan Poe. \u00c8 questa l\u2019illuminazione che se cancellata spegnerebbe<\/div>\n<div>il calcio. \u00a0Scriveva Jorge Valdano, colta seconda punta dell\u2019Argentina e del<\/div>\n<div>Real, su El Pa\u00eds nel gennaio del 1996: \u00abGli allenatori suddivisero il<\/div>\n<div>terreno di gioco come una scacchiera e addomesticarono i giocatori per<\/div>\n<div>trasformarli in pedine. \u00a0L\u2019unica cosa che continua a infastidirli \u00e8 il<\/div>\n<div>pallone&#8230; \u00a0Eppur si muove\u00bb.<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Man\u00e9 e il professor Antezana non avrebbero, in apparenza, dovuto mai dialogare. \u00a0Nessun incrocio, nessun incontro, nulla da dirsi. \u00a0Antezana \u00e8 un filologo colombiano, saggista, autore di libri come Algebra y fuego. \u00a0Lectura de Borges o Elementos de semi\u00f3tica literaria, docente alla Universidad Mayor de San Sim\u00f3n, intellettuale dotto ed erudito. \u00a0L\u2019altro, Man\u00e9, sapeva appena sillabare e la sua corsa era un sogno interrotto, una finzione lungo una linea spezzata. \u00abAllegria del popolo\u00bb, lo chiamavano ed era a lui che i compagni lasciavano la palla quando qualsiasi schema era ormai diventato inutile, o impossibile. \u00abQuando non ci sono pi\u00f9 soluzioni [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2014\/09\/12\/la-filosofia-dellala-destra\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":997,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[7518],"tags":[48326,48327,48324,48325,48323,48329,48328],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/461"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/users\/997"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=461"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/461\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":462,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/461\/revisions\/462"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=461"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=461"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=461"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}