{"id":465,"date":"2014-09-12T18:29:28","date_gmt":"2014-09-12T16:29:28","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=465"},"modified":"2014-09-12T18:29:28","modified_gmt":"2014-09-12T16:29:28","slug":"tutto-il-calcio-in-sei-minuti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2014\/09\/12\/tutto-il-calcio-in-sei-minuti\/","title":{"rendered":"Tutto il calcio in sei minuti"},"content":{"rendered":"<div>\n<div>Tutto accade in un giorno solo, dall\u2019alba al tramonto, in un secolo lontano.<\/div>\n<div>\u00c8 domenica. \u00c8 l\u2019otto maggio 1898. \u00a0A Torino, su un campo in terra battuta, l\u00ec<\/div>\n<div>dove un tempo c\u2019era un vecchio velodromo, si sta svolgendo il primo<\/div>\n<div>campionato di calcio italiano. \u00a0Ci sono quattro squadre, tre di Torino e una<\/div>\n<div>di Genova. \u00a0La semifinale al mattino, la finale il pomeriggio. \u00a0Il giorno<\/div>\n<div>prima, a chilometri di distanza, a Milano, l\u2019esercito del generale Bava<\/div>\n<div>Beccaris spara sulla folla. \u00a0Sono tanti i feriti, sono troppi i morti. \u00a0Il<\/div>\n<div>centravanti del Genoa Cricket and Athletic Club, David Jason Brandi, figlio<\/div>\n<div>ribelle di un ricco armatore, pensa di compiere, insieme a un suo amico<\/div>\n<div>anarchico, un attentato per vendicare i morti di Milano. \u00a0La vittima dovrebbe<\/div>\n<div>essere Teodorico Venaria, deputato della Destra e capitano della pi\u00f9 forte<\/div>\n<div>squadra di Torino, l\u2019Internazionale. \u00a0L\u2019attentato non ci sar\u00e0. \u00a0E il Genoa<\/div>\n<div>vince lo scudetto. \u00a0C\u2019\u00e8 un amore, c\u2019\u00e8 una ragazza incinta che verr\u00e0<\/div>\n<div>abbandonata, c\u2019\u00e8 un gruppo di adolescenti italiani che incontra la<\/div>\n<div>modernit\u00e0. \u00a0E la modernit\u00e0 \u00e8 il calcio. \u00a0Questa storia appartiene a Franco<\/div>\n<div>Bernini. \u00c8 il suo romanzo, uscir\u00e0 tra un paio di mesi per Einaudi: il titolo<\/div>\n<div>\u00e8 La prima volta. \u00a0Qui, forse, si pu\u00f2 scoprire perch\u00e9 il calcio appartiene<\/div>\n<div>alla nostra storia. \u00c8 il nostro romanzo. \u00a0Bastano sei minuti per raccontarlo.<\/div>\n<div>Sei minuti, appunto, come quelli di Rivera a Citt\u00e0 del Messico, l\u2019Italia<\/div>\n<div>contro il Brasile, Valcareggi in panchina, Pel\u00e8 che sale sulla luna,<\/div>\n<div>Burgnich che sembra un gigante d\u2019argilla. \u00a0E Rivera &#8211; l\u2019uomo che aveva<\/div>\n<div>segnato il gol del quattro a tre ai tedeschi, lass\u00f9 allo stadio Azteca, mito<\/div>\n<div>nel mito &#8211; seduto a guardare la partita. \u00a0Entr\u00f2 per giocare gli ultimi sei<\/div>\n<div>minuti e perdere, condividendo la sconfitta con gli altri, lui che aveva la<\/div>\n<div>maglietta senza una goccia di sudore. \u00a0In quei sei minuti c\u2019era tutto il<\/div>\n<div>destino del ragazzo d\u2019oro, il suo personaggio sempre all\u2019incrocio dei venti,<\/div>\n<div>abatino o campione. \u00a0C\u2019era un Paese diviso. \u00a0C\u2019era una storia, un<\/div>\n<div>protagonista, uno sfondo sociale. \u00a0C\u2019era anche l\u2019altro, lo specchio, il<\/div>\n<div>cattivo (o il buono). \u00a0C\u2019era Mazzola, anche lui con una storia non banale<\/div>\n<div>alle spalle. \u00a0Il padre, l\u2019aereo che cade, gli invincibili che diventano<\/div>\n<div>immortali sacrificando il loro cuore a Superga. \u00a0Il sogno dei tifosi di poter<\/div>\n<div>rivedere nel volto di Sandro, anche con la maglia di un altro colore,<\/div>\n<div>neroazzurro e non granata, qualcosa di Valentino. \u00a0Le storie si intrecciano,<\/div>\n<div>partendo da un qualsiasi punto a caso, come nel mondo dipinto da Escher,<\/div>\n<div>come nelle visioni di Borges, come la mano di Dio che segna all\u2019Inghilterra,<\/div>\n<div>come gli undici tocchi di Maradona, come il calcio che vendica la storia,<\/div>\n<div>come una vendetta argentina dopo la sconfitta delle Falkland.<\/div>\n<div>Ancora sei minuti. \u00a0La partita perfetta forse qualcuno l\u2019ha vista pochi<\/div>\n<div>giorni fa, il 5 gennaio. \u00a0Solo sei minuti. \u00a0Il Real Madrid il 12 dicembre<\/div>\n<div>giocava in casa contro la Real Sociedad di San Sebastian. \u00c8 una partita<\/div>\n<div>normale, con un risultato banale, uno a uno, si va avanti su una strada<\/div>\n<div>ferrata, senza scarti di lato, senza improvvisazioni. \u00a0Ma all\u201984\u00ba minuto<\/div>\n<div>qualcuno dice che c\u2019\u00e8 una bomba. \u00a0Nessun panico, ma fermi tutti: il tempo,<\/div>\n<div>gli spettatori, gli uomini in campo. \u00a0Lo stadio \u00e8 incantato. \u00c8 fiaba. \u00c8<\/div>\n<div>magia. \u00a0Si va a casa. \u00a0Sfollano in ottantamila. \u00a0In Spagna le partite non si<\/div>\n<div>rigiocano dall\u2019inizio. \u00a0Il tempo non \u00e8 retroattivo. \u00a0Mancavano sei minuti alla<\/div>\n<div>fine, si giocheranno sei minuti. \u00a0Gli spettatori sono gli stessi. \u00a0Sono ancora<\/div>\n<div>ottantamila. \u00a0Solo un particolare sembra aver rotto l\u2019incantesimo.<\/div>\n<div>L\u2019allenatore dei madridisti Garcia Ramon non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, al suo posto c\u2019\u00e8<\/div>\n<div>Luxemburgo. \u00a0A tre minuti dalla fine c\u2019\u00e8 un rigore per il Real Madrid. \u00a0Tira<\/div>\n<div>Zidane. \u00a0Due a uno. \u00a0Tre minuti dopo la partita \u00e8 finita. \u00a0Ottantamila<\/div>\n<div>spettatori vanno via. \u00a0In sei minuti hanno visto la partita perfetta: uno a<\/div>\n<div>zero su rigore. \u00a0In quei sei minuti, forse, c\u2019\u00e8 tutto il calcio.<\/div>\n<div>Sei minuti. \u00a0Come quelli di Milano, quattro giorni fa. \u00a0Sono tutti convinti<\/div>\n<div>che la Sampdoria batter\u00e0 l\u2019Inter. \u00a0La partita sembra finita. \u00a0Sono sullo zero<\/div>\n<div>a due. \u00a0Neppure la squadra pi\u00f9 folle del mondo pu\u00f2 osare tanto. \u00a0Segna un<\/div>\n<div>ragazzetto nero che ricorda un romanzo di Mark Twain. \u00a0Segna un centravanti<\/div>\n<div>venuto da un altro tempo. \u00a0Segna l\u2019uomo delle eterne illusioni. \u00a0Il campione<\/div>\n<div>di un giorno solo. \u00a0A Londra, in tempo reale, c\u2019\u00e8 chi scommette. \u00a0La<\/div>\n<div>possibilit\u00e0 di vittoria dell\u2019Inter secondo i bookmakers sono 1 a 999. \u00c8 la<\/div>\n<div>scommessa massima, quella che corrisponde all\u2019impossibile. \u00a0Mancano sei<\/div>\n<div>minuti alla fine e qualcuno scommette una sterlina sull\u2019impossibile. \u00a0Questo,<\/div>\n<div>forse, \u00e8 il segreto del calcio. \u00a0In sei minuti.<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Tutto accade in un giorno solo, dall\u2019alba al tramonto, in un secolo lontano. \u00c8 domenica. \u00c8 l\u2019otto maggio 1898. \u00a0A Torino, su un campo in terra battuta, l\u00ec dove un tempo c\u2019era un vecchio velodromo, si sta svolgendo il primo campionato di calcio italiano. \u00a0Ci sono quattro squadre, 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