{"id":478,"date":"2014-11-23T18:46:58","date_gmt":"2014-11-23T17:46:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=478"},"modified":"2014-11-23T18:46:58","modified_gmt":"2014-11-23T17:46:58","slug":"quel-senso-di-colpa-sul-corpo-delle-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2014\/11\/23\/quel-senso-di-colpa-sul-corpo-delle-donne\/","title":{"rendered":"Quel senso di colpa sul corpo delle donne"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un romanzo che ti \u00e8 capitato tra le mani qualche tempo fa. E&#8217; <em>Coma <\/em>(Gallucci editore) di Divier Nelli. Non \u00e8 un caso che ne parli adesso, perch\u00e9 ti porta in profondit\u00e0 fino a squarciare il dolore di una donna violentata. E&#8217; scritto da un uomo e magari uno pensa che Divier con la sua barba, con il suo sguardo maschile, ne sa poco di queste storie. Non \u00e8 cos\u00ec. Il nucleo di <em>Coma <\/em>\u00e8 quel senso di colpa che ti resta sulla pelle, nel lato pi\u00f9 nascosto del cervello, nel ventre e a un centimetro dal cuore dopo che ti hanno frantumato la carne e l&#8217;anima. E&#8217; un risveglio. E&#8217; un non riconoscersi. Non sai pi\u00f9 chi sei. Hai smarrito l&#8217;identit\u00e0. Ti fa male tutto. Sai che tu sei la vittima, eppure la tua mente continua a parlarti, a dirti, ripeterti, le stesse parole: carnefice, assassina, colpevole.<\/p>\n<p>Il risveglio dal &#8220;coma&#8221; arriva con quel vago senso di peccato che non si riesce a cancellare.\u00a0 Tutto questo Divier Nelli lo racconta con la tecnica narrativa del thriller. E&#8217; poco alla volta che scopri la storia di Claudia. &#8220;Era di bell&#8217;aspetto, le avevano detto che somigliava a Grace Kelly. Il tailleur pantalone antracite metteva in risalto la figura slanciata, anche se un po&#8217; troppo magra. Aveva con s\u00e9 un borsone di tela nera, di quelli da palestra, con cerniera lampo, e nell&#8217;altra mano due voluminose buste di carta&#8221;. Quello che Claudia ricorda \u00e8 poco e frammentato, come se la vita fosse solo una scia di twitt da ricostruire e riordinare. Rammenta un incidente in auto, riscopre l&#8217;odore malsano della sua casa, sente le labbra secche e ruvide di carta vetrata e appunto quel senso di colpa indefinito. E&#8217; da qui che si parte per ricostruire la storia, una mente e un&#8217;identit\u00e0. Quello che poco alla volta ritorna \u00e8 un gruppo di ricchi ragazzi annoiati che va a caccia per colpire e violentare, per superare la noia con la volont\u00e0 di potenza. Sono volti e parole, immagini di luoghi difficili da identificare, come accade quando torni in una citt\u00e0 dove hai vissuto e riconosci i luoghi, ma non ricordi i percorsi. Quello che manca sono i punti da collegare, come si faceva nelle figure della settimana enigmistica. Manca la mappa. Ci sono solo le fotografie. E quella vendetta consumata o ancora da consumare. La vendetta in questa storia spiega tutto, anche il senso di colpa.<\/p>\n<p>I luoghi sono quelli di Divier Nelli, una Versilia dipinta in chiaroscuro, senza la luce e senza lo specchio del mare. &#8220;Non \u00e8 &#8211; dice &#8211; quella turistica e mondana della costa, bens\u00ec una Versilia meno nota. Gran parte del romanzo si svolge in una casa immaginaria che si trova nell&#8217;entroterra fra Viareggio e Torre del Lago, lontano da tutto e da tutti. Ma descrivo anche scorci delle colline sopra Massarosa. Insomma, una Versilia insolita e semisconosciuta al grande pubblico&#8221;. La scrittura \u00e8 lucida e chirurgica come quella del suo precedente romanzo <em>Amore dispari <\/em> (Gallucci), dove radiografava il rapporto border line tra un adolescente e una donna che ha superato la trentina. Il filo rosso resta la voglia di raccontare la personalit\u00e0 e i pensieri di essere umani che camminano sul crinale di linee sottili e instabili. Sono soprattutto donne in bilico e uomini senza quasi volto, troppo fragili, troppo egoisti, troppo inconsapevoli. Le donne scavano dentro il proprio io, gli uomini hanno paura di guardarsi intorno. La violenza \u00e8 l&#8217;incapacit\u00e0 di fare i conti con le proprie paure. E&#8217; il terrore atavico di entrare nelle proprie parti oscure, camminando a tentoni, un passo alla volta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C&#8217;\u00e8 un romanzo che ti \u00e8 capitato tra le mani qualche tempo fa. E&#8217; Coma (Gallucci editore) di Divier Nelli. Non \u00e8 un caso che ne parli adesso, perch\u00e9 ti porta in profondit\u00e0 fino a squarciare il dolore di una donna violentata. 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