{"id":491,"date":"2014-12-06T17:48:38","date_gmt":"2014-12-06T16:48:38","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=491"},"modified":"2014-12-06T17:48:38","modified_gmt":"2014-12-06T16:48:38","slug":"michele-mari-il-collezionista-di-memorabilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2014\/12\/06\/michele-mari-il-collezionista-di-memorabilia\/","title":{"rendered":"Michele Mari, il collezionista di memorabilia"},"content":{"rendered":"<div>\n<div>Le storie di Michele Mari ti stanno nella carne da una vita, qualcuno<\/div>\n<div>direbbe che sono antiche, ma non \u00e8 proprio cos\u00ec; sono semplicemente eterne.<\/div>\n<div>Se non ci credete fidatevi della sua voce e della sua faccia, ma ancora di<\/div>\n<div>pi\u00f9 dei suoi romanzi. \u00a0Se in questa stagione lo spazio non fosse cos\u00ec<\/div>\n<div>risicato e il tempo troppo veloce varrebbe la pena di stare qui a<\/div>\n<div>raccontarli per giorni. \u00a0Sfogliare con calma la bestia che convive nel petto<\/div>\n<div>di un giovane erudito, un filologo, in un borgo selvaggio, circondato da una<\/div>\n<div>famiglia dove per dovere le finestre sono chiuse e solo le parole di un<\/div>\n<div>fratello possono raccontare il doppio incanto che fa convivere il genio e il<\/div>\n<div>lupo. \u00c8 quello che Mari racconta in Io ven\u00eca pien d\u2019angoscia a rimirarti,<\/div>\n<div>romanzo di una ventina d\u2019anni fa, ripubblicato ora da Cavallo di ferro. \u00c8 il<\/div>\n<div>Leopardi che ulula alla luna e se ne va selvaggio a deragliare nelle notti<\/div>\n<div>da licantropo. \u00a0E solo la poesia forse lo salver\u00e0, domando il demone.<\/div>\n<div>Quando ci sentiamo la prima tentazione \u00e8 di parlare di Rosso Floyd, di<\/div>\n<div>quell\u2019alchimia che permette a Roger Waters e David Gilmour, a Richard Wright<\/div>\n<div>e Nick Mason di non esplodere come pezzi di cristallo, ma di sopravvivere<\/div>\n<div>come se fossero i prismi di uno stesso pazzo diamante, che regala a ognuno<\/div>\n<div>di loro un pezzo della propria anima. \u00a0Potremmo discutere dei suoi racconti,<\/div>\n<div>di Kafka, di Salgari o di Cecco Angiolieri, vite incompiute di Fantasmagonia<\/div>\n<div>(Einaudi). \u00a0Invece finiamo a parlare di calcio, di quando giocava ancora con<\/div>\n<div>l\u2019Osvaldo Soriano Football Club, nazionale degli scrittori, e del suo tifo<\/div>\n<div>ancestrale per il Milan. \u00abSono uno che corre, uno di quei laterali che si fa<\/div>\n<div>tutta la fascia, non importa se da terzino o da ala, uno come Daniele<\/div>\n<div>Massaro, naturalmente in una scala da uno a mille. \u00a0Solo che a 57 anni ormai<\/div>\n<div>\u00e8 dura\u00bb. \u00a0Questo perch\u00e9 Michele Mari assomiglia ai suoi personaggi. \u00c8 uno che<\/div>\n<div>si ferma per non andare a sbattere contro la morte e per questo crescere<\/div>\n<div>significa delimitare il proprio destino, sacrificare possibilit\u00e0. \u00c8 uno che<\/div>\n<div>conta le vite che poteva vivere e non ha vissuto. \u00abQualche giorno fa sono<\/div>\n<div>stato con mio figlio a vedere Ted. \u00a0Conosci la storia? \u00a0C\u2019\u00e8 un ragazzo che da<\/div>\n<div>bambino \u00e8 cos\u00ec legato al suo orsacchiotto di peluche che spera di vederlo<\/div>\n<div>vivere. \u00c8 quello che accade. \u00a0L\u2019orsetto per\u00f2 crescendo diventa sboccato,<\/div>\n<div>volgare, fastidioso, sessuomane. \u00a0Vivere con lui \u00e8 difficile. \u00a0Alla fine la<\/div>\n<div>fidanzata mette il ragazzo davanti a un ultimatum: diventare adulto, e<\/div>\n<div>abbandonare l\u2019orsetto al suo destino, o restare da solo. \u00a0Anche io spesso mi<\/div>\n<div>sento un bambino invecchiato\u00bb.<\/div>\n<div>Mari \u00e8 un collezionista di oggetti della sua infanzia: biglie, figurine,<\/div>\n<div>tappi, pupazzi. \u00c8 come Voldemort, il nemico di Harry Potter, che lascia un<\/div>\n<div>pezzo della sua anima negli Horcrux. \u00abMa io preferisco i mostri simpatici,<\/div>\n<div>quelli come il Grinch, mostri perch\u00e9 indifesi, fragili\u00bb. \u00a0E gli oggetti? \u00abNon<\/div>\n<div>riesco a liberarmene. \u00a0Ho vissuto molto intensamente l\u2019infanzia e ho<\/div>\n<div>trasmesso a quei feticci molta della mia emotivit\u00e0. \u00a0Poi mi sono inabissato,<\/div>\n<div>dedicandomi agli studi. \u00a0Non ho avuto una adolescenza e la mia giovinezza \u00e8<\/div>\n<div>piena di rimpianti. \u00a0Ero impacciato, timido, riservato. \u00a0Ho vissuto i tempi<\/div>\n<div>dell\u2019universit\u00e0, gli anni \u201970, fuori dal tempo e questo mi ha reso estraneo<\/div>\n<div>ai miei coetanei. \u00a0Cosa ho fatto? \u00a0Studiato. \u00a0Mi sono formato. \u00a0Con fatica.<\/div>\n<div>Probabilmente conosci Roland, la manifestazione organizzata a Milano da<\/div>\n<div>Giorgio Vasta e Marco Peano. \u00a0Mi hanno invitato con altri scrittori,<\/div>\n<div>chiedendomi di raccontare cinque oggetti legati alla mia vita. \u00a0Uno di questi<\/div>\n<div>era una bottiglia piena dei mozziconi di matita che ho usato per<\/div>\n<div>sottolineare i miei libri. \u00a0A vederla sembra un\u2019opera pop. \u00a0Per me \u00e8 il segno,<\/div>\n<div>la prova tangibile, della mia formazione\u00bb.<\/div>\n<div>Se qualcuno, per\u00f2, sostiene che Michele Mari sia uno scrittore fuori dal suo<\/div>\n<div>tempo non ha capito molto. \u00a0Mari non scrive di lavoro, non tocca i precari,<\/div>\n<div>sembra portarti sempre da un\u2019altra parte. \u00a0Ed \u00e8 l\u00ec che trovi quello che<\/div>\n<div>siamo. \u00a0Mari ti parla di uomini e di come si guardano in faccia, di come<\/div>\n<div>sopravvivono alla loro parte oscura, come ci convivono, come seguono o si<\/div>\n<div>ribellano ai loro demoni, alle loro bestie e da come questa lotta genera<\/div>\n<div>energia, diventa metamorfosi e creazione. \u00a0Ogni volta accade quello che si<\/div>\n<div>vede in Verderame, dove un bambino e un adulto si confrontano e imparano a<\/div>\n<div>fidarsi, a convivere. \u00a0Il bambino non perde magia, ma la costruisce con la<\/div>\n<div>disciplina, il perfezionismo, il rifiuto di accontentarsi, di lasciar<\/div>\n<div>andare, di essere sciatto. \u00abPer tutta la vita mi sono confrontato con i<\/div>\n<div>morti e Fantasmagonia \u00e8 il mio tributo agli otto scrittori che con il loro<\/div>\n<div>lavoro hanno arricchito la mia fantasia\u00bb.<\/div>\n<div>Il tempo sta finendo. \u00a0Ci sono molte cose rimaste nel retrobottega di questo<\/div>\n<div>incontro. \u00a0Chi \u00e8 Michele Mari? \u00a0Se gli chiedi di scegliere un personaggio<\/div>\n<div>umano lui dice \u00abFerdinand Bardamu\u00bb. \u00a0Il personaggio ombra di C\u00e9line, il<\/div>\n<div>protagonista di Morte a credito, un falso cinico, un uomo dai pochi bisogni,<\/div>\n<div>essenziali ed intoccabili, ma che sa riconoscere nella miseria degli altri<\/div>\n<div>la propria. \u00a0Questo \u00e8 l\u2019uomo, ma ancora pi\u00f9 importante \u00e8 la bestia. \u00abLo<\/div>\n<div>confesso. \u00a0Pi\u00f9 di tutti io amo Buck. \u00a0Il richiamo della foresta\u00bb.<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Le storie di Michele Mari ti stanno nella carne da una vita, qualcuno direbbe che sono antiche, ma non \u00e8 proprio cos\u00ec; sono semplicemente eterne. 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