{"id":499,"date":"2014-12-27T18:11:13","date_gmt":"2014-12-27T17:11:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=499"},"modified":"2014-12-27T18:11:13","modified_gmt":"2014-12-27T17:11:13","slug":"la-libbra-di-carne-di-michele-mari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2014\/12\/27\/la-libbra-di-carne-di-michele-mari\/","title":{"rendered":"La libbra di carne di Michele Mari"},"content":{"rendered":"<div>\n<div>\n<div>\n<p>Le storie di Michele Mari ti stanno nella carne da una vita, qualcuno direbbe che sono antiche, ma non \u00e8 proprio cos\u00ec; sono semplicemente eterne. Se non ci credete fidatevi della sua voce e della sua faccia, ma ancora di pi\u00f9 dei suoi romanzi.<\/p>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/sites\/default\/files\/styles\/large\/public\/foto\/2012\/10\/10\/lapresse.JPG\" alt=\"\" width=\"665\" height=\"221\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Se in questa stagione lo spazio non fosse cos\u00ec risicato e il tempo troppo veloce varrebbe la pena di stare qui a raccontarli per giorni. Sfogliare con calma la bestia che convive nel petto di un giovane erudito, un filologo, in un borgo selvaggio, circondato da una famiglia dove per dovere le finestre sono chiuse e solo le parole di un fratello possono raccontare il doppio incanto che fa convivere il genio e il lupo. \u00c8 quello che Mari racconta in Io ven\u00eca pien d&#8217;angoscia a rimirarti, romanzo di una ventina d&#8217;anni fa, ripubblicato ora da Cavallo di ferro. \u00c8 il Leopardi che ulula alla luna e se ne va selvaggio a deragliare nelle notti da licantropo. E solo la poesia forse lo salver\u00e0, domando il demone.<br \/>\nQuando ci sentiamo la prima tentazione \u00e8 di parlare di Rosso Floyd, di quell&#8217;alchimia che permette a Roger Waters e David Gilmour, a Richard Wright e Nick Mason di non esplodere come pezzi di cristallo, ma di sopravvivere come se fossero i prismi di uno stesso pazzo diamante, che regala a ognuno di loro un pezzo della propria anima. Potremmo discutere dei suoi racconti, di Kafka, di Salgari o di Cecco Angiolieri, vite incompiute di Fantasmagonia (Einaudi). Invece finiamo a parlare di calcio, di quando giocava ancora con l&#8217;Osvaldo Soriano Football Club, nazionale degli scrittori, e del suo tifo ancestrale per il Milan. \u00abSono uno che corre, uno di quei laterali che si fa tutta la fascia, non importa se da terzino o da ala, uno come Daniele Massaro, naturalmente in una scala da uno a mille. Solo che a 57 anni ormai \u00e8 dura\u00bb. Questo perch\u00e9 Michele Mari assomiglia ai suoi personaggi. \u00c8 uno che si ferma per non andare a sbattere contro la morte e per questo crescere significa delimitare il proprio destino, sacrificare possibilit\u00e0. \u00c8 uno che conta le vite che poteva vivere e non ha vissuto. \u00abQualche giorno fa sono stato con mio figlio a vedere Ted. Conosci la storia? C&#8217;\u00e8 un ragazzo che da bambino \u00e8 cos\u00ec legato al suo orsacchiotto di peluche che spera di vederlo vivere. \u00c8 quello che accade. L&#8217;orsetto per\u00f2 crescendo diventa sboccato, volgare, fastidioso, sessuomane. Vivere con lui \u00e8 difficile. Alla fine la fidanzata mette il ragazzo davanti a un ultimatum: diventare adulto, e abbandonare l&#8217;orsetto al suo destino, o restare da solo. Anche io spesso mi sento un bambino invecchiato\u00bb.<\/p>\n<p>Mari \u00e8 un collezionista di oggetti della sua infanzia: biglie, figurine, tappi, pupazzi. \u00c8 come Voldemort, il nemico di Harry Potter, che lascia un pezzo della sua anima negli Horcrux. \u00abMa io preferisco i mostri simpatici, quelli come il Grinch, mostri perch\u00e9 indifesi, fragili\u00bb. E gli oggetti? \u00abNon riesco a liberarmene. Ho vissuto molto intensamente l&#8217;infanzia e ho trasmesso a quei feticci molta della mia emotivit\u00e0. Poi mi sono inabissato, dedicandomi agli studi. Non ho avuto una adolescenza e la mia giovinezza \u00e8 piena di rimpianti. Ero impacciato, timido, riservato. Ho vissuto i tempi dell&#8217;universit\u00e0, gli anni &#8217;70, fuori dal tempo e questo mi ha reso estraneo ai miei coetanei. Cosa ho fatto? Studiato. Mi sono formato. Con fatica. Probabilmente conosci Roland, la manifestazione organizzata a Milano da Giorgio Vasta e Marco Peano. Mi hanno invitato con altri scrittori, chiedendomi di raccontare cinque oggetti legati alla mia vita. Uno di questi era una bottiglia piena dei mozziconi di matita che ho usato per sottolineare i miei libri. A vederla sembra un&#8217;opera pop. Per me \u00e8 il segno, la prova tangibile, della mia formazione\u00bb.<\/p>\n<p>Se qualcuno, per\u00f2, sostiene che Michele Mari sia uno scrittore fuori dal suo tempo non ha capito molto. Mari non scrive di lavoro, non tocca i precari, sembra portarti sempre da un&#8217;altra parte. Ed \u00e8 l\u00ec che trovi quello che siamo. Mari ti parla di uomini e di come si guardano in faccia, di come sopravvivono alla loro parte oscura, come ci convivono, come seguono o si ribellano ai loro demoni, alle loro bestie e da come questa lotta genera energia, diventa metamorfosi e creazione. Ogni volta accade quello che si vede in Verderame, dove un bambino e un adulto si confrontano e imparano a fidarsi, a convivere. Il bambino non perde magia, ma la costruisce con la disciplina, il perfezionismo, il rifiuto di accontentarsi, di lasciar andare, di essere sciatto. \u00abPer tutta la vita mi sono confrontato con i morti e Fantasmagonia \u00e8 il mio tributo agli otto scrittori che con il loro lavoro hanno arricchito la mia fantasia\u00bb.<br \/>\nIl tempo sta finendo. Ci sono molte cose rimaste nel retrobottega di questo incontro. Chi \u00e8 Michele Mari? Se gli chiedi di scegliere un personaggio umano lui dice \u00abFerdinand Bardamu\u00bb. Il personaggio ombra di C\u00e9line, il protagonista di Morte a credito, un falso cinico, un uomo dai pochi bisogni, essenziali ed intoccabili, ma che sa riconoscere nella miseria degli altri la propria. Questo \u00e8 l&#8217;uomo, ma ancora pi\u00f9 importante \u00e8 la bestia. \u00abLo confesso. Pi\u00f9 di tutti io amo Buck. Il richiamo della foresta\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Le storie di Michele Mari ti stanno nella carne da una vita, qualcuno direbbe che sono antiche, ma non \u00e8 proprio cos\u00ec; sono semplicemente eterne. Se non ci credete fidatevi della sua voce e della sua faccia, ma ancora di pi\u00f9 dei suoi romanzi. Se in questa stagione lo spazio non fosse cos\u00ec risicato e il tempo troppo veloce varrebbe la pena di stare qui a raccontarli per giorni. 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