{"id":513,"date":"2015-03-02T15:37:46","date_gmt":"2015-03-02T14:37:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=513"},"modified":"2015-03-02T15:37:46","modified_gmt":"2015-03-02T14:37:46","slug":"quelli-che-raccontavano-storie-di-sport","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2015\/03\/02\/quelli-che-raccontavano-storie-di-sport\/","title":{"rendered":"Quelli che raccontavano storie di sport"},"content":{"rendered":"<p>Il vecchio Man\u00e9 \u00e8 disteso sul letto di un ospedale. \u00a0Il suo corpo sta diventando freddo. \u00a0Il cuore non batte pi\u00f9 da un paio d\u2019ore. \u00a0La sua gamba poliomielitica \u00e8 ferma e la sua micidiale finta, sempre quella stessa finta, \u00a0identica, sempre uguale a se stessa come le ore che battono\u00a0 sull\u2019orologio, \u00a0non inganna pi\u00f9 nessuno. \u00c8 morto in miseria e devastato dall\u2019alcol. \u00a0Si \u00a0chiamava Manuel Francisco dos Santos. \u00a0Era nato il 26 ottobre 1933 a \u00a0Pau \u00a0Grande, una favela distante una trentina di chilometri da Rio.\u00a0 Divenne \u00a0famoso in tutto il mondo con la maglia giallo-oro del Brasile, gioc\u00f2\u00a0 al \u00a0fianco di Pel\u00e8, vinse due mondiali. Per tutti era Garrincha: \u00a0passerotto\u00a0 dalle gambe storte.<\/p>\n<p>Undici racconti pi\u00f9 uno, undici pezzi di vita pi\u00f9 una breve pagina lirica, \u00a0squarci di metafisica, esistenziali, che corrono lungo quella linea indefinita che divide il campione dall\u2019uomo, la vittoria dalla \u00a0sconfitta.\u00a0 Ecco le traiettorie del destino che legano Guy Moll, giovane pilota \u00a0della scuderia Alfa-Ferrari, morto nel \u201934 sulla strada che da Montesilvano porta \u00a0a Pescara, con Dino, figlio del Drake il 30 giugno del \u201956. \u00a0Ecco l\u2019ultima \u00a0parata del portiere Trusevich, numero 1 di una squadra particolare, che \u00a0raccoglieva i giocatori delle due maggiori squadre di Kiev, prigionieri\u00a0 durante l\u2019occupazione nazista del 1942. \u00a0Giocarono la \u00abpartita della\u00a0 morte\u00bb. \u00a0\u00a0L\u2019alternativa era perdere o morire. \u00a0Vinsero.<\/p>\n<p>Ecco la \u00abresistenza\u00bb di Emil Zatopek, l\u2019unico a vincere &#8211; Helsinki\u00a0 \u201952, \u00a0Olimpiadi &#8211; nello spazio di una sola settimana 5.000, 10.000 e maratona. \u00a0Firm\u00f2 contro i carri armati sovietici a Budapest. \u00a0Fu allontanato dall\u2019esercito e spedito in miniera. \u00a0Ecco Fausto Coppi che sulla \u00a0salita che da Tortona porta a Novi Ligure, le strade di casa, si vede sorpassare da un giovane sconosciuto su una vecchia e pesante Aquila Nera, la bicicletta con cui aveva cominciato a correre, \u00abcon il manubrio basso e i tubolari \u00a0larghi, il rapporto fisso e la vernice andata\u00bb. \u00a0L\u2019Airone viene staccato e si accorge di non riuscire mai, giorno dopo giorno, a tenere la ruota del misterioso cicloamatore. \u00a0Ed \u00e8 questo il racconto che d\u00e0 il titolo al libro: \u00a0L\u2019angelo di \u00a0Coppi di Ugo Riccarelli (Mondadori, pagg. 152, lire 27.000). Sono storie di uomini di sport, certo, ma sono anche altro, ti \u00a0parlano &#8211; con\u00a0 toni leggeri &#8211; di fragilit\u00e0 umane e di forze che stanno al di l\u00e0 dei piccoli particolari quotidiani. \u00a0Tratteggiano strane e piccole epopee. \u00a0E sanno di fato e di destino, di ineffabile e di incomprensibile, forse dell\u2019uomo e di \u00a0Dio. \u00c8 da brivido il racconto \u00abGli invincibili\u00bb, con quella frase di Jos\u00e9 Luis Borges come intestazione che spiega il senso di ci\u00f2 che verr\u00e0 dopo: \u00a0\u00abEssere immortale \u00e8 cosa da poco&#8230;\u00bb. \u00a0Cosa ci fa quel libro dell\u2019Omero argentino nella biblioteca di don Tancredi Ricca, al primo piano della Basilica di Superga, il pomeriggio del 4 maggio 1949? \u00a0Don Tancredi non ha molta dimestichezza con Borges. \u00a0Non sono le sue letture, come ci \u00e8 finito \u00a0tra Cervantes e Lazarillo quel volume dalla costa rovinata? \u00a0Eppure la curiosit\u00e0 \u00a0lo porta a sfogliare quelle pagine. \u00a0Legge cos\u00ec la storia di Luvanor \u00a0Cruz, cronista sportivo di El Grafico di Buenos Aires, inviato a scoprire il segreto dell\u2019invincibilit\u00e0. \u00a0Dove? \u00a0A Lisbona. \u00c8 l\u00ec che giocher\u00e0 una squadra \u00a0che sembra non saper perdere mai: il Torino. Legge, Don Ricca, e scopre che \u00abil passo che avrebbe segnato l\u2019invincibilit\u00e0 di quegli uomini era dunque minimo, legato appena al volo di quel fragile aereo\u00bb. \u00a0Strano questo libro di Borges, in stampa il 4 maggio 1949. \u00a0Impossibile, pensa il povero sacerdote, questa data \u00e8 oggi. \u00a0Poi non \u00a0ha il \u00a0tempo di dire pi\u00f9 nulla: \u00abUna forte emozione lo strinse alla gola&#8230; \u00a0Si alz\u00f2 e corse alla finestra per respirare un po\u2019 d\u2019aria fresca. \u00a0Fu in quel \u00a0momento che vide l\u2019aereo sbucare, un\u2019ombra enorme e nera saltare di getto fuori dalla nebbia, e andarsi a schiantare poco pi\u00f9 oltre, sul muro della \u00a0Basilica\u00bb.<\/p>\n<p>Era un libro di Borges, dalla copertina bianca, malridotta e annerita dal fumo: Il titolo, ancora decifrabile, era: Gli invincibili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il vecchio Man\u00e9 \u00e8 disteso sul letto di un ospedale. \u00a0Il suo corpo sta diventando freddo. \u00a0Il cuore non batte pi\u00f9 da un paio d\u2019ore. \u00a0La sua gamba poliomielitica \u00e8 ferma e la sua micidiale finta, sempre quella stessa finta, \u00a0identica, sempre uguale a se stessa come le ore che battono\u00a0 sull\u2019orologio, \u00a0non inganna pi\u00f9 nessuno. \u00c8 morto in miseria e devastato dall\u2019alcol. \u00a0Si \u00a0chiamava Manuel Francisco dos Santos. \u00a0Era nato il 26 ottobre 1933 a \u00a0Pau \u00a0Grande, una favela distante una trentina di chilometri da Rio.\u00a0 Divenne \u00a0famoso in tutto il mondo con la maglia giallo-oro del Brasile, gioc\u00f2\u00a0 [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2015\/03\/02\/quelli-che-raccontavano-storie-di-sport\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":997,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[7518],"tags":[60698,48324,60694,60695,60696,60697,60693,7474,60692],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/513"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/users\/997"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=513"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/513\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":514,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/513\/revisions\/514"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=513"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=513"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=513"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}