{"id":525,"date":"2015-09-21T14:34:05","date_gmt":"2015-09-21T12:34:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=525"},"modified":"2015-09-21T14:42:33","modified_gmt":"2015-09-21T12:42:33","slug":"metti-una-sera-a-parigi-con-vargas-llosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2015\/09\/21\/metti-una-sera-a-parigi-con-vargas-llosa\/","title":{"rendered":"Metti una sera a Parigi con Vargas Llosa"},"content":{"rendered":"<div>Mario Vargas Llosa conosce quasi ogni angolo di Parigi. \u00a0Aveva<\/div>\n<div>vent\u2019anni\u00a0 quando si trasfer\u00ec qui, dal Per\u00f9, con la prima moglie. \u00a0Lavorava per\u00a0 la France Press e arrotondava lo stipendio con le traduzioni. \u00a0Qui\u00a0 scrisse il\u00a0 suo primo romanzo <em>La citt\u00e0 e i cani<\/em>. Incontr\u00f2 Gabriel Garc\u00eda M\u00e1rquez,\u00a0 divorzi\u00f2, per risposarsi con la cugina Patricia Llosa de Varga, poi and\u00f2 via, viaggi\u00f2 a lungo, ritrov\u00f2 i legami della sua terra e soprattutto\u00a0 scrisse\u00a0 altri romanzi: <em>La casa verde<\/em>, <em>Conversazione nella cattedrale<\/em>, <em>Pantaleon e le visitatrici<\/em>, <em>La zia Julia e lo scribacchino<\/em>, <em>Chi ha ucciso Palomino Molero. <\/em>E altri, come quel capolavoro erotico che \u00e8 Elogio della matrigna. \u00ab\u00c8 il frutto &#8211; racconta &#8211; della mia amicizia con un pittore peruviano\u00a0 bravissimo, Fernando de Sislo. Anch\u2019io amo la pittura. Decidemmo di\u00a0 fare un libro che io avrei inventato e scritto, e lui avrebbe dipinto.\u00a0 L\u2019idea non era che io scrivessi una storia e che lui la illustrasse, ma che fin dall\u2019inizio lavorassimo insieme, in modo da stimolare reciprocamente\u00a0 la nostra creativit\u00e0. \u00a0Avevamo deciso che il tema della storia sarebbe stato erotico e che in tale erotismo avrebbero dovuto esserci dei rituali. Rituali ed erotismo\u00bb.<\/div>\n<div>\u00c8 una sera mite, questa, a Parigi. Si passeggia per le strade strette del Marais, dove c\u2019\u00e8 il vecchio ghetto ebraico, quartiere che vive di<\/div>\n<div>notte, in fermento per la festa dello Yom Kippur, dove si incontrano gli ultimi artisti di strada, ora che il \u00abQuartier Latin\u00bb \u00e8 una cartolina per turisti. \u00a0 Bella la storia del Marais, che prima ancora di essere ghetto ospitava gli aristocratici di Francia. \u00a0Allora si era nel \u2019600, quando Cyrano cantava,\u00a0 osservando Roxanne: \u00abEd il vecchio Marais si risveglia\u00bb.<\/div>\n<div>Vargas Llosa, rigido nel suo gessato d\u2019altri tempi, con l\u2019andatura da vecchio colonnello sudamericano &#8211; proprio lui cos\u00ec ostile a tutte le\u00a0 dittature &#8211; indica, con il suo ombrello inglese, ora un palazzo, ora un altro e parla, racconta il suo amore per Egon Schiele, l\u2019espressionista austriaco che in qualche modo ha ispirato <em>I quaderni di don Rigoberto<\/em>. \u00a0Parla di libri, dei suoi, come <em>La festa del caprone<\/em>, di democrazia e di mercati, e soprattutto del romanzo, di tutti i romanzi, non solo i suoi. In fondo si \u00e8 qui per questo.<\/div>\n<div>Ecco finalmente un taxi. \u00a0Si sale. \u00a0Destinazione VII arrondissement. Nella vecchia villa del marchese di Talleyrand. \u00c8 bello ascoltare il nobel di Arequipa parlare di romanzi, dell\u2019idea di romanzo. \u00c8 vero: li ama. \u00a0Li ama tutti, certo quelli belli, i classici, i capolavori, ma anche quelli commerciali, quelli da niente, s\u00ec anche quelli brutti. \u00abCosa sarebbe il mondo senza romanzi\u00bb, chiede, si chiede.<\/div>\n<div>\u00abSarebbe un mondo pi\u00f9 conformista\u00bb, \u00e8 la sua risposta. \u00a0Ed \u00e8 meno banale di quanto in apparenza possa sembrare. \u00a0Perch\u00e9 la forza di questo genere letterario \u00e8 lo spirito eretico. \u00abLa buona letteratura &#8211; sussurra convinto &#8211; \u00e8 quella che mette radicalmente in discussione il mondo in cui viviamo. \u00a0In ogni grande testo di finzione, e spesso anche senza che gli autori se lo siano proposto, aleggia una predisposizione sediziosa\u00bb.<\/div>\n<div>Vargas Llosa parla come un tribuno del popolo dei lettori: \u00abI romanzi<\/div>\n<div>non dicono nulla agli uomini soddisfatti del proprio destino, quelli<\/div>\n<div>appagati della propria vita. Alimenta invece gli animi indocili, propaga disaccordo,\u00a0 \u00e8 un rifugio per chi ha troppo o troppo poco nella vita, per chi si sente incompleto, irrealizzato nelle proprie aspirazioni\u00bb. Il romanzo \u00e8 la terra di nessuno di chi non pu\u00f2 fare a meno di \u00abcavalcare insieme allo smorto Ronzinante e al suo scapestrato cavaliere tra le zolle della Mancia, percorrere i mari alla ricerca della Balena Bianca con il capitano Achab, prendere l\u2019arsenico con Emma Bovary o trasformarsi in insetto con Gregor Samsa\u00bb. Questa sera a Parigi Vargas Llosa non \u00e8 lo scrittore peruviano, con<\/div>\n<div>un\u2019infanzia in Bolivia, battezzato dalNobel. \u00a0Non \u00e8 neppure l\u2019ex<\/div>\n<div>intellettuale engag\u00e9 che in un tempo lontano sub\u00ec il fascino di Sartre e della r\u00e9volucion cubana. Non \u00e8 il maturo alfiere della libert\u00e0 di mercato, convinto che non ci sia libert\u00e0 senza propriet\u00e0 privata o che l\u2019unico neo della globalizzazione \u00e8 non aver reso universali i diritti umani. \u00a0Non \u00e8 nulla di queste cose.\u00a0 Appare, o forse \u00e8, solo il personaggio di un romanzo ancora da scrivere, quello di un elegante rappresentante di libri di un futuro prossimo o lontano che cerca di vendere i suoi volumi di carta, rilegati magari ancora con una certa cura, in un mondo dominato dall\u2019immagine, dove i romanzi non ci sono pi\u00f9 o si perdono nella memoria fragile di qualche cd-rom usa e\u00a0 getta. \u00abUn giorno a Madrid il signor Bill Gates disse che il suo sogno era farla\u00a0 finita con la carta. \u00a0Io spero quel giorno di non esserci.<\/div>\n<div>Sono un vecchio bibliofilo che sa usare Internet, trova la rete utile per le sue ricerche e i suoi studi, ma teme che il video possa cancellare le parole. Rendere muti i miei Karamazov, i miei Aureliano Buendia, i miei Stephen Dedalus. Leggete, per favore, solo cos\u00ec si pu\u00f2 esorcizzare una societ\u00e0 affollata da computer, schermi e altoparlanti, e senza libri, o precisamente, in cui i libri &#8211; la letteratura &#8211; \u00e8 diventata come l\u2019alchimia nell\u2019era della fisica: una cosa anacronistica, praticata nelle catacombe della civilt\u00e0 mediatica da esigue minoranze nevrotiche\u00bb.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>(Parigi, 10 aprile 2001)<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Mario Vargas Llosa conosce quasi ogni angolo di Parigi. \u00a0Aveva vent\u2019anni\u00a0 quando si trasfer\u00ec qui, dal Per\u00f9, con la prima moglie. \u00a0Lavorava per\u00a0 la France Press e arrotondava lo stipendio con le traduzioni. \u00a0Qui\u00a0 scrisse il\u00a0 suo primo romanzo La citt\u00e0 e i cani. Incontr\u00f2 Gabriel Garc\u00eda M\u00e1rquez,\u00a0 divorzi\u00f2, per risposarsi con la cugina Patricia Llosa de Varga, poi and\u00f2 via, viaggi\u00f2 a lungo, ritrov\u00f2 i legami della sua terra e soprattutto\u00a0 scrisse\u00a0 altri romanzi: La casa verde, Conversazione nella cattedrale, Pantaleon e le visitatrici, La zia Julia e lo scribacchino, Chi ha ucciso Palomino Molero. E altri, come quel [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2015\/09\/21\/metti-una-sera-a-parigi-con-vargas-llosa\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":997,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[7576],"tags":[71875,82286,23335,82288,82287,48292,6367],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/525"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/users\/997"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=525"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/525\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":529,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/525\/revisions\/529"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=525"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=525"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=525"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}