{"id":530,"date":"2015-09-22T14:48:02","date_gmt":"2015-09-22T12:48:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=530"},"modified":"2015-09-22T14:48:02","modified_gmt":"2015-09-22T12:48:02","slug":"la-legge-univerale-della-stupidita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2015\/09\/22\/la-legge-univerale-della-stupidita\/","title":{"rendered":"La legge univerale della stupidit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Forse da qualche parte c\u2019\u00e8 davvero una specie di club di quelli che non\u00a0 smetterebbero mai di leggere i libri di Carlo M. Cipolla. Niente di\u00a0 ufficiale. Non ci sono tessere n\u00e9 medaglie e chi ne fa parte probabilmente neppure si conosce. \u00c8 solo gente che ama la storia ad altezza d\u2019uomo, che\u00a0 cammina tra i miasmi e gli umori del passato, scansando burocrati e\u00a0 banchieri o si avventura tra i bubboni della peste, sopravvivendo alle\u00a0 teorie pi\u00f9 o meno coerenti di medici e speziali. Questo storico particolare, che se ne andava in giro con una certa eleganza d\u2019altri tempi e frequentava\u00a0 osterie dimenticate nella campagne pavesi, come sapete \u00e8 morto nel 2000,\u00a0 quasi che non avesse voglia di ingaglioffarsi con un nuovo secolo. Aveva 78 anni. Cosa aveva di particolare Cipolla? Alcuni suoi lettori ti parlerebbero della leggerezza o dell\u2019arguzia, o di quel tono disincantato che non si lascia\u00a0 truffare dalle ideologie. Altri restano stupiti dalla narrazione, dai quei\u00a0 nomi e personaggi scovati negli archivi che prendono vita e dal basso, dalla\u00a0 strada, dal fango, da pezzi di carte scovati con la fortuna e la perizia dei\u00a0 cartografi, cominciano a raccontarti storie, storie piccole che diventano\u00a0 voci e indizi di uno scenario pi\u00f9 grande, come se Cipolla fosse allo stesso\u00a0 tempo investigatore, scienziato e cantastorie. Molti ne apprezzano il rigore scientifico fatto di numeri e statistiche, di comparazioni e confronti. Ma quello che ti affascina \u00e8 trovare tutto questo insieme, quando ti parla di\u00a0 navi e cannoni o ti spiega le tribolazioni burocratiche e seicentesche delle\u00a0 navi inglesi nel porto di Livorno, approdo del commercio Mediterraneo.<br \/>\n\u00abQuando una nave arrivava &#8211; scrive in Il burocrate e il marinaio &#8211; doveva\u00a0 accogliere a bordo le guardie della sanit\u00e0, che avevano il compito di\u00a0 scoprire eventuali irregolarit\u00e0 nel carico o tra l\u2019equipaggio (&#8230;). Le\u00a0 guardie restavano a bordo della nave per tutto il periodo dell\u2019anti purga e\u00a0 della quarantena rigorosa, terminato il qual periodo dovevano passare un\u00a0 ulteriore periodo di quarantena al lazzaretto. Tutto questo era a spese\u00a0 degli inglesi che, oltre a pagare le guardie per \u201cil loro incomodo\u201d, dovevano provvedere loro il vitto\u00bb. \u00c8 chiaro che gli inglesi bestemmiavano, ingaggiando un braccio di ferro secolare con il governo toscano. Cipolla che qualche volta fa arrabbiare i suoi colleghi accademici, come\u00a0 accade quando cerca di capire come \u00e8 stato sconfitto l\u2019analfabetismo nel\u00a0 mondo occidentale. La conclusione \u00e8 che gli elementi culturali decisivi sono il protestantesimo e il capitalismo. Magari come conseguenza non intenzionale. Non perch\u00e9 le classi dirigenti avessero tutta questa voglia di\u00a0 far studiare artigiani, contadini o operai. C\u2019era anche chi infatti si\u00a0 lamentava che non servivano tanti dottori e legulei, casta improduttiva del\u00a0 sistema burocratico. La Spagna del XVII secolo abbondavano di uomini di\u00a0 lettere ma mancavano gli artigiani. In Francia troppi volevano il brevetto\u00a0 di latinisti per i loro figli, tanto che Colbert nel 1667 si lamentava che troppe scuole di latino sfornavano un numero eccessivo di avvocatucoli, di giudici e di pretastri. Ma Cipolla fa notare che \u00abl\u2019istruzione non escludeva\u00a0 a priori l\u2019attivit\u00e0 manuale, soprattutto nel settore manifatturiero. Per\u00a0 talune attivit\u00e0, anzi, era un prerequisito essenziale e certamente gli\u00a0 artigiani istruiti erano in genere pi\u00f9 produttivi e pi\u00f9 ingegnosi\u00bb. Non \u00e8 detto che il sapere debba finire per forza in burocrazia. Il Mulino, casa editrice fortunata di Cipolla, ha ripubblicato tutta la sua opera. \u00c8 come trovarsi di fronte a una grande saga di storia\u00a0 economica e sociale, quasi che <em>Miasmi e umori<\/em>, <em>Istruzione e sviluppo<\/em>, <em>Il\u00a0 burocrate e il marinaio<\/em>, <em>Tre Storie extra vaganti<\/em> o <em>Le avventure della lira\u00a0<\/em> fossero una grande saga, con tutti i crismi della ricerca storica, ma\u00a0 la passione dei <em>Pilastri della terra<\/em> di un Ken Follett. Su tutti questi poi\u00a0 brilla quel gioco colto e arguto che \u00e8 <em>Allegro, ma non troppo<\/em>, un caso\u00a0 perfetto di serendipity editoriale. \u00c8 il 1973 e Cipolla chiede alla casa editrice bolognese un favore: stampare\u00a0 un breve testo in inglese che vuole regalare agli amici per Natale. Il\u00a0 Mulino tira un centinaio di copie numerate. Il risultato sono due parodie in\u00a0 forma di saggio, uno scherzo da intellettuale. Il primo \u00e8 <em>Pepper, Wine (and\u00a0 food)<\/em>, su come il commercio delle spezie, in particolare del pepe, dopo la\u00a0 scoperta del suo potere afrodisiaco, sia il vero motore dello sviluppo\u00a0 economico del Medio Evo. \u00c8 una teoria burlona, ma coerente, di un certo modo\u00a0 di fare storia economica. L\u2019altro \u00e8 un capolavoro assoluto: <em>The Basic Laws of Human Stupidity<\/em>. Il famoso teorema della stupidit\u00e0, con le sue leggi\u00a0 fondamentali. \u00abUna persona \u00e8 stupida se causa un danno a un\u2019altra persona o\u00a0 a un gruppo di persone senza realizzare alcun vantaggio per s\u00e9 o addirittura\u00a0 subendo un danno\u00bb. Con due corollari fondamentali: \u00abLe persone non stupide\u00a0 sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide\u00bb e \u00abLa persona stupida \u00e8 il tipo di persona pi\u00f9 pericoloso che esista\u00bb. Non manca il grafico con gli ideali tipi che si formano facendo incrociare\u00a0 danni e vantaggi. Cipolla individua quattro gruppi di persone. Intelligenti:\u00a0 fanno il proprio vantaggio e quello degli altri. Sprovveduti: danneggiano se\u00a0 stessi e avvantaggiano gli altri. Banditi: danneggiano gli altri per trarne\u00a0 vantaggio. Stupidi: danneggiano gli altri e se stessi. \u00c8 una provocazione,\u00a0 un gioco, dove il buon senso si veste della corretta forma scientifica. Il\u00a0 bello \u00e8 che <em>Allegro, ma non troppo<\/em> fu un successo editoriale in Italia e\u00a0 all\u2019estero, ma al di l\u00e0 di quel centinaio di copie natalizie i due saggi non\u00a0 erano mai stati pubblicati sul mercato anglosassone. Lo ha fatto nel 2011 Il\u00a0 Mulino con il saggio sulla stupidit\u00e0 e adesso con Pepper, entrambi anche in\u00a0 ebook. Resta un\u2019ultima cosa. Per cosa sta la M. di Carlo M. Cipolla? Lo ha svelato Armando Massarenti sul <em>Sole 24 Ore<\/em>. Non sta per Maria come tutti\u00a0 credono e neppure per Mario. \u00abNon state a scervellarvi. Semplicemente non\u00a0 sta per niente\u00bb. Sta solo per se stessa, quella M che Cipolla si invent\u00f2 per\u00a0 riempire la casella middle name compilando i moduli da docente\u00a0 dell\u2019universit\u00e0 di Berkeley dove si trasfer\u00ec negli anni \u201950. La firma di uno\u00a0 storico autorevole e stimato che sapeva ridere sottovoce.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Forse da qualche parte c\u2019\u00e8 davvero una specie di club di quelli che non\u00a0 smetterebbero mai di leggere i libri di Carlo M. Cipolla. Niente di\u00a0 ufficiale. Non ci sono tessere n\u00e9 medaglie e chi ne fa parte probabilmente neppure si conosce. \u00c8 solo gente che ama la storia ad altezza d\u2019uomo, che\u00a0 cammina tra i miasmi e gli umori del passato, scansando burocrati e\u00a0 banchieri o si avventura tra i bubboni della peste, sopravvivendo alle\u00a0 teorie pi\u00f9 o meno coerenti di medici e speziali. 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