{"id":554,"date":"2016-03-22T19:57:34","date_gmt":"2016-03-22T18:57:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=554"},"modified":"2016-03-22T19:57:34","modified_gmt":"2016-03-22T18:57:34","slug":"la-roulette-del-terrore-come-conigli-in-una-conigliera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2016\/03\/22\/la-roulette-del-terrore-come-conigli-in-una-conigliera\/","title":{"rendered":"La roulette del terrore: come conigli in una conigliera"},"content":{"rendered":"<p>Te ne vai in giro ogni volta come se non toccasse a te. Senti solo il rumore di sponda della morte, e cammini, come se per vivere bastasse solo chiudere gli occhi e andare avanti. Solo che questo tempo stagnante ti ha messo dentro un grande recinto, grande come l&#8217;Europa, dove i fantasmi uccidono, a caso. Questo posto \u00e8 un mattatoio della fortuna, una roulette russa su larga scala, ma se conti le possibilit\u00e0 il tiro dei dadi non ti mette affatto al riparo dell&#8217;imponderabile. Sono le stesse possibilit\u00e0 di un gratta e vinci o, purtroppo, di un gratta e perdi. Non \u00e8 detto che non possa toccare a te. Allora tutto questo non ha a che fare con i popoli, con le nazioni, con i grandi flussi e con gli affreschi giganteschi della storia. E&#8217; un affare tra te e lui, tra te e l&#8217;assassino casuale, quello che entra nella conigliera delle citt\u00e0 e stringe il collo di uno dei tanti conigli rannicchiati\u00a0l\u00ec dentro. Il banco \u00e8 lui e arriva a vestire i banchi metafisici del destino. Questo pensiero \u00e8 drammatico e frustrante, ma soprattutto ti rende debole. Non sei una preda, sei carne da macello.<\/p>\n<p>Tu e lui. Tu sei inconsapevole. Non sai come il tuo mondo sia diventata una conigliera. Non sai pi\u00f9 chi sei. La paura ti ha spinto a spogliarti di tutto e rifugiarti nel mattatoio. La paura ti ha fatto abbracciare il nichilismo: se non sei, non esisti, nessuno ti pu\u00f2 fare del male. Ti hanno chiesto di rinunciare a tutte le tue bandiere, perch\u00e9 le bandiere dividono, provocano, sono un atto ostile. L&#8217;io \u00e8 cattivo, solo il noi \u00e8 corretto. La libert\u00e0 \u00e8 santa solo se \u00e8 qualificativa. Invece ci sarebbe anche questo io senza qualit\u00e0, che alla radice della storia dell&#8217;Occidente.\u00a0Quello che spesso manca nella foto di gruppo, perch\u00e9 pi\u00f9 invisibile degli invisibili. Quello senza etichette e che non trova spazio nel calendario delle giornate da dedicare. Il povero cane sciolto, magari banale, forse percepito come troppo astratto, ma maledettamente reale, perch\u00e9 \u00e8 poi per lui che \u00e8 stata costruita tutta l\u2019architettura sacrosanta dei diritti dell\u2019uomo. E lui \u00e8 l\u2019io, l\u2019individuo. Senza aggettivi qualificativi, senza generi, senza razza, cos\u00ec universale da superare ogni discussione sul sesso degli angeli, perch\u00e9 il bello degli individui \u00e8 che sono padroni assoluti della loro sfera privata. Ma questo io ideologicamente \u00e8 una bestemmia, \u00e8 una rivolta contro Dio, contro lo Stato, contro i sacerdoti, contro i profeti, contro la maggioranza, contro le burocrazie, perfino contro la democrazia. E&#8217; l&#8217;unico e solo sovversivo di questo tempo dove conta solo il tutto o il nulla, lo zero e\u00a0l&#8217;infinito. L&#8217;uno \u00e8 una bestemmia.<\/p>\n<p>Ti hanno fatto dimenticare questo io e ti hanno messo nella conigliera. Pronto per essere scannato. Il carnefice al contrario sa benissimo chi \u00e8 e cosa vuole. E&#8217; l&#8217;uomo delle certezze assolute, quello che odia mettersi in gioco come individuo, un maniaco ossessivo che pretende di allontanare da s\u00e9 qualsiasi incertezze. E&#8217; l&#8217;uomo della societ\u00e0 chiusa, che dalla nascita fino alla morte segue un percorso gi\u00e0 scritto, scritto in un libro, un libro sacro. Non importa davvero neppure chi sia l&#8217;autore. E&#8217; l&#8217;uomo che odia la libert\u00e0 perch\u00e9 non ne vuole pagare il prezzo, la sua pi\u00f9 grande ossessione \u00e8 il dramma umano, troppo umano, della scelta. Il suo equilibrio perfetto \u00e8 la morte, l\u00ec dove tutte le possibilit\u00e0 si riducono a zero. La morte \u00e8 il paradiso. La morte \u00e8 l&#8217;utopia. La morte \u00e8 la giustizia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tu hai rinunciato a tutto per paura di esistere, lui ti uccide per trovare la morte. Questa danza macabra sul nulla si interrompe solo urlando: io esisto. Io sono, io vivo, io non mi nascondo e non ho paura di te. Io non noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Te ne vai in giro ogni volta come se non toccasse a te. 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