{"id":556,"date":"2016-03-25T16:42:22","date_gmt":"2016-03-25T15:42:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=556"},"modified":"2016-03-25T16:42:22","modified_gmt":"2016-03-25T15:42:22","slug":"il-fisco-e-una-gabbia-irreale-psicopatologia-degli-studi-di-settore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2016\/03\/25\/il-fisco-e-una-gabbia-irreale-psicopatologia-degli-studi-di-settore\/","title":{"rendered":"Il fisco \u00e8 una gabbia irreale, psicopatologia degli studi di settore"},"content":{"rendered":"<p>Non tutti gli evasori sono davvero evasori. Se ne \u00e8 accorto perfino il <strong>fisco<\/strong>. La colpa non \u00e8 di chi sbaglia la dichiarazione dei redditi, di chi si impicca per rientrare nei parametri disegnati dallo Stato, del <strong>commerciante<\/strong> che paga di meno perch\u00e9 da anni gli italiani spendono di meno. La responsabilit\u00e0 \u00e8 di chi pretende di ingabbiare la realt\u00e0 negli studi di settore. Adesso l\u2019Agenzia delle Entrate ci fa sapere che c`\u00e8 un problema: \u00abSono uno strumento che ha 20 anni e ha bisogno di una manutenzione straordinaria\u00bb. Sorpresa: non funzionano. Sono falsi, rigidi, presuntuosi, raccontano un mondo che non esiste o appartiene al passato. \u00c8 da vent\u2019anni che il fisco ti dice che se produci o vendi certe merci, e il tuo negozio \u00e8 grande tot e si trova in via tal de` tali e hai questi dipendenti, allora devi incassare quella cifra. Se questo non succede, caschi la terra, sono cavoli tuoi. Sei sfortunato? Sei malato? Il capitalismo \u00e8 in crisi e l`Occidente \u00e8 in bancarotta? Non conta. Sei in malafede, sei una persona sospetta e ben che vada arriva la Finanza a ribaltarti l`azienda. La realt\u00e0 \u00e8 falsa, l`unica verit\u00e0 assoluta \u00e8 il modello, la mappa, insomma lo studio di settore. Lo Stato, con una punta di sadismo, ti dice pure che questo lo fa per aiutarti, ti mostra la strada virtuosa, di fatto questa mano benevola ti mette al tappeto: chiuso per fisco. Qualcuno dir\u00e0 che queste sono le solite lamentele dei furbi, di chi non paga le tasse, una sorta di leggenda metropolitana. Solo che all`Agenzia delle Entrate si sono messi una mano sulla coscienza: non \u00e8 che i nostri modelli sono troppo severi o peccano di ottimismo? Prima hanno corretto gli scenari tenendo conto della crisi. Una sforbiciatina. La scoperta che in Italia i consumi sono in picchiata ha scalfito le certezze del fisco. Ci sono arrivati tardi, ma alla fine, colpiti da un fulmine, si sono illuminati. Sembra poco, ma per gli esattori \u00e8 una grande conquista. Poi, siccome sono tipi quadrati e onesti, sono andati a vedere lo scartamento tra la realt\u00e0 e le loro aspettative. Un contribuente su tre ha ricavi certificati \u00abnon congrui\u00bb rispetto allo <strong>studio di settore<\/strong>. Non bara, incassa proprio di meno. Non solo. Il 50 per cento dei contribuenti non rientra nei principali indicatori previsti dal fisco. In pratica \u00e8 un`anomalia rispetto al mondo parallelo programmato dalla burocrazia. Da notare che nel linguaggio dell`<strong>Agenzia delle Entrate<\/strong> queste partite Iva vengono battezzate come \u00abnon coerenti\u00bb, una sorta di popolo divergente, errori, pecore nere, e, per quelli sempre con l`indice puntato, senza dubbio evasori. Il guaio \u00e8 che cominciano ad essere troppi. Ed \u00e8 questo che inizia a far preoccupare il fisco. In soli due anni, dal 2012 al 2014, sono passati dal 47 al 57 per cento. No, non stanno facendo i furbi, non \u00e8 evasione di massa, stanno affogando. Dopo anni di stagflazione, la lotta \u00e8 per sopravvivere, per non andare a fondo, e gli studi di settore sono una palla al piede. Pesante e bugiarda. Lo sa anche Rossella Orlandi, direttore dell`Agenzia delle Entrate, che, con quattro mesi di anticipo, ha ridisegnato in modo netto l`architettura degli studi. La speranza \u00e8 che siano meno irreali, meno marziani, ma la fretta dimostra anche che l`Italia \u00e8 una via crucis di aziende sull`orlo del fallimento. In tanti non possono permettersi un altro inverno di carestia. La prima mossa \u00e8 semplificare: si passa da 204 \u00abscenari\u00bb a dieci. C`\u00e8 anche l`idea di cominciare a cancellare questa mistificazione della realt\u00e0. Si dovrebbe partire con l`abolizione degli studi di settore per i professionisti. Si parla di ottocentomila persone, ma serve un`iniziativa del governo e una legge del Parlamento. \u00c8 comunque la fine di un tab\u00f9: gli studi di settore non sono la verit\u00e0. E magari c`\u00e8 ancora un po` di vita sul pianeta fisco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Non tutti gli evasori sono davvero evasori. 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