{"id":56,"date":"2012-01-01T18:34:23","date_gmt":"2012-01-01T16:34:23","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=56"},"modified":"2012-01-01T19:55:56","modified_gmt":"2012-01-01T17:55:56","slug":"orbi-sempre-in-orbita-mister-magoo-e-la-fine-del-mondo-in-365-giorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2012\/01\/01\/orbi-sempre-in-orbita-mister-magoo-e-la-fine-del-mondo-in-365-giorni\/","title":{"rendered":"Orbi sempre in orbita. Mister Magoo e la fine del mondo in 365 giorni"},"content":{"rendered":"<p>Il calendario ha tutte le date scarabocchiate. Magari capita anche ad altri, ma vedere tutti quei giorni che sono andati via ti apre un buco nero nello stomaco, un\u2019angoscia che arriva da lontano, come se l\u2019universo pesasse sull\u2019uomo con tutta la forza dell\u2019infinito e non fosse il solito cielo stellato, rassicurante come la carta del presepe. Il 2011, in questi giorni, viene ricordato come un anno buio. Ci si \u00e8 ritrovati a contare i mesi con il sottofondo della cantilena di questa crisi che oltre a sentirla sulla pelle sembra mandarti a male il futuro.<\/p>\n<p>In fondo non \u00e8 il presente quello che spaventa, la vera paura \u00e8 che il futuro si vede male. Una volta la crisi sapeva di austerity, di strade senza automobili, di impiegati statali in bicicletta, di risparmi e di povert\u00e0 sociale, questa invece ha un aspetto pi\u00f9 rarefatto, quasi invisibile, sa di stipendi che finiscono in fretta e di precariato, ma colpisce i consumi in modo strano, qualche volta preferiamo rinunciare all\u2019essenziale per non sentirci orfani del superfluo. \u00c8 una forma di resistenza. Non arrendersi alla malastagione, un modo per esorcizzare questa strana crisi che s\u2019incarta sui differenziali con i titoli di stato tedeschi. Cos\u00ec ti ritrovi dal panettiere o in edicola con la casalinga che stramaledice lo spread, come se fosse una nuova malattia o un sortilegio ascoltato al tg. \u00abCome sta lo spread stamattina?\u00bb. \u00abEh, tira a campare, signora mia, speriamo che si riprenda presto. Il dottor Monti dice che se passa la nottata possiamo sperare\u00bb.<\/p>\n<p>Eppure questo 2011 che sta andando via non sar\u00e0 ricordato solo come un lungo inverno. Quale \u00e8 il segno che lascia? La speranza \u00e8 che il suo marchio assomigli a quello che quasi tutti considerano il testamento di Steve Jobs, quella frase scolpita nel discorso all\u2019Universit\u00e0 di Stanford, quel \u00absiate affamati, siate folli\u00bb.<\/p>\n<p>Affamati in fondo lo siamo. Non di cibo, ma di futuro. Quanto vorremmo vederlo, tracciarne la mappa, i contorni, non vivere con l\u2019ansia di chi ha perso la strada ferrata e come il bufalo si ritrova a scartare di lato e a cadere. Orbi sempre in orbita, come Mister Magoo,(<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=zQuXi4PRc-0\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=zQuXi4PRc-0<\/a>) come canta Edoardo Inglese, cantante della leggendaria Original Slammer Band, gruppo di culto della provincia pi\u00f9 sorda, profonda e invisibile. Noi che sentiamo il posto fisso come un privilegio, noi senza filosofie della storia, orfani di Hegel, di Marx, di Dio, noi che abbiamo perso il senso del tutto e viviamo di frammenti, di qui e adesso, di domani \u00e8 un altro giorno, noi senza grandi guerre, senza Est e Ovest, senza giusto o sbagliato, quasi senza morale, noi senza la quarta parete, incapaci di stabilire dove finisce il pubblico e dove comincia la scena, noi avidi del nostro quarto d\u2019ora di celebrit\u00e0, noi che vorremmo essere immortali, noi cos\u00ec pochi sul declino dell\u2019Occidente ad aspettare che la Cina cambi il corso della storia, noi senza pi\u00f9 mezze stagioni, con la paura dell\u2019atomo e una terra malata, noi a crescita zero, noi cos\u00ec fortunati, cos\u00ec folli, da giocarci ogni giorno il destino a dati, con la noia di chi si \u00e8 accorto che navigare necesse est, vivere non est necesse, e allora quando si tratta di viaggiare proviamo a farlo leggeri, convinti che tutto quello che serve \u00e8 in una qualche applicazione dell\u2019I-Pad.<\/p>\n<p>Il bello di questo 2011 \u00e8 che ci sentiamo vicini alla fine. No, non \u00e8 tutta colpa dei Maya, di quella profezia hollywoodiana sulla metamorfosi dei tempi e delle ere, sul 2012 dove lo zero e uno centrale danno il senso di un codice binario dove il tutto e il nulla si contendono il futuro e quei due al confine gridano un disperato ricominciamo.<\/p>\n<p>\u00a0Ci sentiamo vicini alla fine perch\u00e9 quest\u2019anno la fisica misteriosa e alchemica delle particelle si presenta al mondo con un\u2019anima pop. Non \u00e8 pi\u00f9 solo roba da Einstein, da nerd con i capelli bianchi e ribelli, da saette sulla fronte di Harry Potter, da maghi esoterici e da scienziati che invece di andare al Grande Fratello scommettono tutto il loro genio sulla notoriet\u00e0 effimera del Nobel.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 l\u2019anno dei neutrini, piccoli superman invisibili che sull\u2019autostrada (invisibile e metaforica mi raccomando) che da Ginevra arriva al Gran Sasso sfidano tutor e autovelox e viaggiano pi\u00f9 veloci della luce. E tu stai l\u00ec a chiederti se \u00e8 vero, se i cronometristi sono affidabili o se davvero questo fatto mette in crisi il principio di causalit\u00e0, sfregia la relativit\u00e0 ristretta o il neutrino ha barato, magari prendendo una scorciatoia, con un salto malandrino lungo la scopa del sistema, con il suo fascio di stringhe o di supermondi porte ipotetiche da aprire per andare a spasso nel tempo. La fisica che insegue la fantascienza.<\/p>\n<p>La fisica, dicevi, che ha portato i neutrini sulla bocca della satira, nelle barzellette da bar, sulle vignette dei quotidiani, sulla battuta arguta del sabato sera, quando aspetti che una ragazza si cambi d\u2019abito: \u00abVai, pi\u00f9 veloce di un neutrino\u00bb. Nessuno sa a cosa servono i neutrini, ma ora sappiamo che esistono, perch\u00e9 anche loro sono stati benedetti dalla maledizione di Warhol e hanno consumato il loro attimo di notoriet\u00e0. Questa \u00e8 la verit\u00e0: i neutrini sono la zuppa Campbells del XXI secolo.<\/p>\n<p>\u00a0Per fortuna non ci sono solo loro. Gli italiani del Cern quest\u2019anno ci hanno raccontato che la fuga dei cervelli \u00e8 l\u2019ultimo marchio del made in Italy. Grazie a loro abbiamo visto correre i neutrini e sempre con loro siamo a caccia della particella di Dio. I fisici ora sanno quale territorio bazzica il bosone di Higgs. La storia forse l\u2019avete gi\u00e0 sentita. Le nostre equazioni hanno un resto enorme che non riescono a spiegare. Tutta quella massa in eccesso non sappiamo dove sia nascosta. Di cosa \u00e8 fatta? Di bosoni, forse. Ma quel bosone nessuno l\u2019ha visto, non lo ha mai catturato. La teoria dice che c\u2019\u00e8, ma i fatti non mostrano dove si nasconde. \u00c8 un po\u2019 come Bin Laden prima che gli americani lo ammazzassero e lo buttassero in fondo al mare, un\u2019ipotesi di morte.<\/p>\n<p>\u00a0Detto questo ora i fisici, italiani, hanno delimitato il campo. \u00c8 pi\u00f9 o meno in quella zona (metaforica anche questa). Lo hanno avvistato ma ancora non si sa se sia davvero lui o una visione. La cifra chiave \u00e8 2-3 sigma. Sigma fornisce la misura della probabilit\u00e0 che un fenomeno osservato corrisponda a un evento fisico e non a una fluttuazione casuale. Quanto pi\u00f9 \u00e8 grande il valore di sigma, tanto maggiore \u00e8 la probabilit\u00e0 di aver visto qualcosa di reale. Per esempio, 2 sigma corrisponde a una probabilit\u00e0 del 99,5 per cento e 3 sigma al 99,7.<\/p>\n<p>Troppa statistica. Allora diciamo che i cacciatori hanno avvistato qualcosa che assomiglia a una balena bianca. Forse \u00e8 Moby Dick. L\u2019inafferrabile ombra di Dio. Quella che il rabbioso capitano Achab e i marinai del Pequod hanno inseguito come un\u2019ossessione metafisica.<\/p>\n<p>Eccolo il segreto del 2011. Forse stiamo dando un senso all\u2019universo. Quando? Forse nel 2012. Proprio nel 2012. Cavolo, la beffa sarebbe infinita. Pensate se avessero ragione i Maya. Stiamo alla scena finale del film e qualcuno all\u2019improvviso stacca la luce. Fiat (non) lux.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il calendario ha tutte le date scarabocchiate. Magari capita anche ad altri, ma vedere tutti quei giorni che sono andati via ti apre un buco nero nello stomaco, un\u2019angoscia che arriva da lontano, come se l\u2019universo pesasse sull\u2019uomo con tutta la forza dell\u2019infinito e non fosse il solito cielo stellato, rassicurante come la carta del presepe. Il 2011, in questi giorni, viene ricordato come un anno buio. 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