{"id":567,"date":"2016-05-25T14:55:34","date_gmt":"2016-05-25T12:55:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=567"},"modified":"2016-05-25T14:56:35","modified_gmt":"2016-05-25T12:56:35","slug":"il-gemello-diverso-della-terra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2016\/05\/25\/il-gemello-diverso-della-terra\/","title":{"rendered":"Il gemello diverso della Terra"},"content":{"rendered":"<p>Pensaci. Sta l\u00ec, lo guardi, ti ci specchi, quasi simile alla Terra, un gemello diverso, appoggiato lungo le strade della via Lattea, in quella zona mite, dove si pu\u00f2 abitare, non troppo fredda e non troppo calda con un sole che \u00e8 una nana rossa, pi\u00f9 piccolo del nostro e che cuoce a fuoco lento. Cortney ha un dottorato all&#8217;universit\u00e0 di Harward ed \u00e8 una cacciatrice di pianeti. Pianeti come la terra. Pianeti dove potrebbe esserci vita. \u00c8 lei che parla ogni giorno con Keplero e scruta l&#8217;universo con i suoi occhi. Keplero sta lass\u00f9 dal 7 marzo 2009. Non dorme mai. E guarda sempre dalla stessa parte, in quello spazio di piccoli e giovani soli, tra il Cigno e la Lira. Costellazioni.<\/p>\n<p>Cortney ci pensa quando fa bollire l&#8217;acqua. Non \u00e8 mai cos\u00ec abitudinaria a pranzo o a cena. Mangia quando non ha paura di sentirsi sola. La sua cucina assomiglia a ci\u00f2 che vede Keplero. Fuochi grandi, fuochi pi\u00f9 piccoli, dove intorno girano pianeti, masse attratte da masse pi\u00f9 grandi, e intorno a loro satelliti, alcuni cos\u00ec grandi da poter essere scambiati per pianeti. Finora non ne hanno mai incontrato uno come la nostra solitaria luna, partorita da una collisione ancestrale con qualcosa di davvero molto grosso. Quale sar\u00e0 quello giusto? Il pianeta X come lo chiamano i romanzieri. Il decimo pianeta. Terra uguale Terra. Non un mondo parallelo. Non un anti Terra, ma il gemello astrale di questa palla di terra e acqua. Qui dove camminano gli umani. \u00c8 da sempre che lo cerchiamo. Lo hanno chiamato Nemesis, Gaia, Gor, Hyperion, Nibiru, Thalassa, Terra Nova. Par Ariosto la stessa luna era nostra gemella, un hard disk parallelo dove ritrovare le cose perdute sulla terra. Quante sono le terre possibili? Le altre terre? Secondo Keplero in quell&#8217;angolo di universo dove rivolge lo sguardo sono almeno 3538. Li chiamano i pianeti candidati. Come la terra? Cortney ci spera. Cerca. Ogni volta qualcuno ci assomiglia di pi\u00f9. Quelli dove in teoria ci potrebbe essere vita sono duecentoquarantaquattro. Proprio cos\u00ec 244. Sono tanti. Troppi. Prima di Kepler 186-f, il cugino cos\u00ec lo definiscono, c&#8217;era Kepler 62f e il suo gemello Kepler 62e o ancora Kepler 69c o Kepler 22b. I pianeti sono come i profeti. Un giorno un amico gli disse che questa fabbrica di terre quasi terra gli ricordava il pianeta Magrathea di Guida galattica per gli autostoppisti, il romanzo di Douglas Adams, dove c&#8217;era questo mondo di ricchi palazzinari che costruiva pianeti su ordinazione.<\/p>\n<p>L&#8217;immobiliare Nasa spa. E se fosse questo il senso di questi annunci?<\/p>\n<p>Eppure da qualche parte ci sar\u00e0 il prescelto. La terra come la Terra. Non \u00e8 solo scienza. Non \u00e8 solo l&#8217;avventura di un Cristoforo Colombo che cercava una strada alternativa, opposta, per le Indie e trov\u00f2 per serendipity e senza mai rendersene conto un nuovo mondo. Non \u00e8 solo per gridare al mondo: \u00abTerra, terra\u00bb. Non \u00e8 per disegnare una mappa della galassia o della via Lattea e dare un senso al buio di luci intermittenti che ci circonda o indicare longitudine e latitudine delle sorgenti del Dio fiume e con disincanto british dire all&#8217;altro da noi, all&#8217;altro come noi: Mr. Livingtone, I suppose.<\/p>\n<p>No, non \u00e8 questo. \u00c8 scacciare questo senso di solitudine, questa malinconia da unico essere pensante, morente, disperso in una creazione troppo grande, decisamente inutile, come l&#8217;opera di un demiurgo ipertrofico, uno di quei maniaci ossessivi e compulsivi che lavorano a un gigantesco castello di carte fine a se stesso. Quello che Cortney si chiede, nelle ore infinite che passa a ricevere gli sguardi di Keplero, \u00e8 se ci sia un senso in questa immensa successione di fornelli. Cosa sta cucinando lo chef? E per quante portate? Chi sono i commensali? Quanta fame hanno? E noi di questo fuoco vivo siamo i clienti o il cibo, oppure solo le goccioline di vapore che il cuoco non star\u00e0 certo l\u00ec a contare? Non c&#8217;\u00e8 una risposta. Non ci sar\u00e0 mai. Non la puoi trovare nello sguardo di Keplero. Ci sono pi\u00f9 probabilit\u00e0 di trovarla in questa notte di passione, di venerd\u00ec santo, di verbo incarnato. Illuminazione al buio. Fede. La vera domanda non \u00e8 quella su chi ha tradito. Sono forse io? No. Il \u00absono forse io\u00bb \u00e8 se sono forse l&#8217;unico, solo, nell&#8217;universo.<\/p>\n<p>Keplero guarda. E noi non potremo arrivarci. Esiste altra vita, esistono altri mondi, ma anche se fosse cos\u00ec non abbiamo il potere di raggiungerli. Ma quello che angoscia Cortney \u00e8 qualcosa di pi\u00f9. \u00c8 lo sguardo. Quello che vediamo dell&#8217;altra terra, di uno qualsiasi di questi Kepler x, non esiste. Il cacciatore di pianeti, il telescopio, osserva qualcosa che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Qualcosa di vecchio. Ipotizziamo che Kepler 186f sia proprio come la terra, e non \u00e8 cos\u00ec, cosa stiamo guardando? Un tempo lontano 500 anni luce. Non solo non raggiungibile, ma immaginario come lo \u00e8 il passato. E se da lass\u00f9, dalla costellazione del Cigno, guardassero noi, ci vedrebbero pi\u00f9 o meno indaffarati nel 1514, quando un monaco agostiniano di 31 anni \u00e8 gi\u00e0 piuttosto disgustato da Roma. Si chiama Martin Lutero e ha appena saputo che Papa Leone X ha appena concesso l&#8217;indulgenza plenaria ad ogni fedele che fa un&#8217;offerta per la Basilica di San Pietro. La Chiesa un po&#8217; come la Nasa, raccoglie fondi promettendo mondi. Un anno dopo Lutero comincer\u00e0 le sue lezioni sull&#8217;epistola ai romani. Quello che da lass\u00f9 vedono sono i primi passi verso il grande scisma. Noi e loro pensa la ragazza mentre spegne i fornelli forse esistiamo davvero, ma resteremo sempre imprigionati in due tempi diversi. Neppure i puri spiriti possono essere pi\u00f9 veloci della luce. \u00c8 la maledizione di Einstein.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Pensaci. Sta l\u00ec, lo guardi, ti ci specchi, quasi simile alla Terra, un gemello diverso, appoggiato lungo le strade della via Lattea, in quella zona mite, dove si pu\u00f2 abitare, non troppo fredda e non troppo calda con un sole che \u00e8 una nana rossa, pi\u00f9 piccolo del nostro e che cuoce a fuoco lento. Cortney ha un dottorato all&#8217;universit\u00e0 di Harward ed \u00e8 una cacciatrice di pianeti. Pianeti come la terra. Pianeti dove potrebbe esserci vita. \u00c8 lei che parla ogni giorno con Keplero e scruta l&#8217;universo con i suoi occhi. Keplero sta lass\u00f9 dal 7 marzo 2009. 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