{"id":599,"date":"2016-12-07T21:15:34","date_gmt":"2016-12-07T20:15:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=599"},"modified":"2016-12-07T21:17:33","modified_gmt":"2016-12-07T20:17:33","slug":"peccati-e-segreti-delle-ragazze-del-borgo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2016\/12\/07\/peccati-e-segreti-delle-ragazze-del-borgo\/","title":{"rendered":"Peccati, amori e segreti delle ragazze del borgo"},"content":{"rendered":"<p>Non \u00e8 davvero come spiare. E\u2019 immaginare. E\u2019 andare a vedere cosa c\u2019\u00e8 oltre la porta di certe donne che non stanno in copertina, non sono da gossip e di certo non vanno in tv. Non sono neppure quelle che sognano un posto al sole, magari le vedi camminare piano con l\u2019istinto di non dare nell\u2019occhio, sfiorando le ombre sul muro. Non sono insignificanti, stanno soltanto con i piedi per terra e si sono sudate un lavoro, qualche volta da secchione, altre tentando la sorte o giocando d\u2019azzardo. Anche loro per\u00f2 hanno vite segrete, bocche da sognare, personalit\u00e0 che sono un arabesco da scoprire piano, con la cautela di non farsi male, perch\u00e9 non sempre hanno il libretto d\u2019istruzioni. Sono <em>Le ragazze del borgo<\/em> (Lettere animate) raccontate con il sapore di certi giorni di pioggia da Simonetta Caminiti. Si chiamano Caterina, Elisa, Ily e le loro storie si muovono sul filo dell\u2019erotismo e le pagine mostrano i nudi di una giovane donna, Marta Renoir, sfiorata dall\u2019obiettivo di Manuel Colombo, fotografo raffinato, che accarezza in bianco e nero le linee del corpo e del viso. E\u2019 un libro elegante, d\u2019altri tempi, come quelle cose che non passano mai, perch\u00e9 sopravvivono alle stagioni.<br \/>\nSono amori di paese, amori scabrosi, che non si possono raccontare, amori disfatti, amori che \u00e8 meglio lasciar andare o da una volta ogni tanto, clandestini, con sempre un\u2019ombra di vergogna, amori che se li sveli perdono tutto. E\u2019 tutto quello che c\u2019\u00e8 di nascosto nella vita quotidiana di persone qualunque che fanno i conti con il proprio lato oscuro, impenetrabile agli altri. Questo sono davvero storie che sono riuscite a sopravvivere in un mondo dove custodire un segreto \u00e8 quasi impossibile. Sono storie che si sono salvate dall\u2019occhio assoluto del grande fratello. Non sono neppure diventate pettegolezzo. Non lasciano scia, orma, profumo, perch\u00e9 appartengono all\u2019individuo e fuggono con ogni mezzo dalla massa. Sono storie finalmente intime, le uniche veraci e sincere, perch\u00e9 sono state pi\u00f9 forti del virus della narrazione come obbligo del mettere il corpo in piazza. Ed \u00e8 per questo che sono storie immaginate e non sapremo mai se e dove si sono avverate, se sono vere o false. Non importa. Sono verosimili e quindi reali. Ne assapori solo il peccato, se esiste, e la cognizione del sesso. Come quelle foto dove il profilo vince sull\u2019immagine. Sono ombre, sono pensieri, sono sfumature, ma senza dolore o giochi di potere. E\u2019 quella che curiosit\u00e0 che ti scatta quando incontri per strada una ragazza di cui non sai nulla, n\u00e9 il nome, n\u00e9 la storia, n\u00e9 le paure, n\u00e9 le preoccupazioni. Sono come le passanti della canzone di Fabrizio De Andr\u00e9. \u201cA quella quasi da immaginare tanto di fretta l&#8217;hai vista passare\/dal balcone a un segreto pi\u00f9 in l\u00e0\/e ti piace ricordarne il sorriso \/che non ti ha fatto e che tu le hai deciso\/in un vuoto di felicit\u00e0\u201d. Sono lo sguardo di un flaneur. Sono le donne intraviste da Yukio Mishima nelle <em>Confessioni di una maschera<\/em>. Sono tutto ci\u00f2 che seduce senza posarsi sulla mappa del tempo.<br \/>\nSono incantesimi, come dice Caterina, una delle ragazze del borgo. Quello che ti resta \u00e8 una magia, la parte pi\u00f9 vera di te. \u201cSolo quella ho deciso di portare via con me. Ce l\u2019ho cucita sulla pelle, \u00e8 parte di ci\u00f2 che sar\u00f2 sempre\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Non \u00e8 davvero come spiare. E\u2019 immaginare. 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